ReSTART e la prevenzione contro il terremoto: l’impatto della tecnologia sulla società

ReSTART punta sulla tecnologia per prevenire rischi idrologici e terremoti, sfruttando l’enorme impatto che la tecnologia ha sulla società.

Convegno ReSTART, 6 luglio 2019

 

In un articolo de “La Stampa” viene affrontato un tema di estrema importanza, ovvero l’uso delle tecnologie nella gestione delle emergenze. In seguito infatti alle violente scosse che sconvolsero l’Italia centrale, prende il via ReSTART (Resilienza Territoriale Appennino Centrale Ricostruzione Terremoto), “il primo modello europeo di resilienza che prevede azioni e tecnologie per la prevenzione idrogeologica e antisismica”, sotto l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale (ABDAC) e in collaborazione con la Protezione Civile, il Commissario alla Ricostruzione, il Ministero dell’Ambiente e le regioni Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Questo modello si pone l’obiettivo di aumentare l’efficienza e la trasparenza, di ridurre la burocrazia e di aumentare controllo e conoscenza del territorio, puntando in particolar modo sulla prevenzione strutturale dei rischi naturali. Erasmo D’Angelis, segretario generale dell’ABDAC, afferma: “Abbiamo tutte le tecnologie, le competenze tecniche e anche le risorse per rischiare meno e curare meglio i territori”. ReSTART si pone quindi l’obiettivo di predisporre una piattaforma tecnologica di controllo del territorio in tutti i suoi aspetti, facendo uso delle tecnologie più avanzate oggi disponibili quali radar satellitari per monitorare continuamente i dissesti idrogeologici, droni di ultima generazione e modelli di telerilevamento che utilizzano impulsi laser e database di natura tecnico-scientifica. Allo stesso tempo ReSTART si pone anche l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e la resilienza delle popolazioni interessate dai fenomeni sismici e di attivare azioni di informazione e comunicazione. I “lavori” sono già iniziati giovedì 4 luglio 2019 presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla quale è uscita una fondamentale parola d’ordine: prevenzione.

Cosa si intende per “tecnologia”?

L’uomo, fin dall’antichità, nella sua attività si è sempre affidato all’uso di tecnologie. Nel perseguimento dei loro obiettivi, infatti, gli attori individuali o collettivi scelgono fra i mezzi disponibili quelli che sembrano loro più adeguati a raggiungere razionalmente lo scopo. Bisogna tuttavia tenere in considerazione che la razionalità di cui si parla è limitata, in quanto l’attore non è onnisciente e non potrà mai conoscere tutte le alternative possibili. Tenendo a mente questo è possibile definire la tecnologia come: strumenti, macchine e mezzi più adatti a cui individui e organizzazioni fanno ricorso per il perseguimento razionale dei fini. Esistono tuttavia “diverse” tecnologie, ad esempio per costruire un’auto la tecnologia impiegata implicherà l’uso di macchine utensili e di calcolatori, mentre se il fine da raggiungere è quello di convincere qualcuno a fare qualcosa le tecnologie saranno forme retoriche e psicologiche. A proposito di queste differenze, il sociologo Thompson divide in: tecnologia di concatenamento, che implica un’interdipendenza seriale (esempio lampante è la catena di montaggio), tecnologia di mediazione, opera secondo modalità standardizzate (è tipica di organizzazioni come banche, assicurazioni o società telefoniche in cui i soggetti sono interessati a concludere una transizione anche senza incontrarsi personalmente), e tecnologia intensiva, che mira a modificare un oggetto specifico, con operazioni determinate anche da un feedback (ad esempio le attività di ricerca o le attività terapeutiche). Tuttavia il messaggio più grande di Thompson è che uno scopo si raggiunge meglio con certe tecnologie che con certe altre. Può sembrare banale, ma i casi in cui effetti disastrosi derivano dall’uso di tecnologie inappropriate sono frequentissimi, ad esempio nella pratica formativa non si può adottare una tecnologia di concatenamento secondo cui una lezione “a” produce un apprendimento “b”, ma è necessaria una tecnologia intensiva che tenga conto del feedback.

Tecnologia e società

La tecnologia ha una sua logica interna di sviluppo in cui certi passaggi o soluzioni determinano poi quelli successivi. Tuttavia nell’evoluzione tecnologica hanno un ruolo determinante variabili che appartengono ad aree istituzionali diverse. Ad esempio l’innovazione tecnologica può nascere dai bisogni espressi dal mercato, così come nuove tecnologie posso creare nuovi bisogni di mercato. Molte innovazioni tecnologiche possono nascere da determinanti politico-statali, altre possono nascere dall’azione combinata di attori pubblici e attori privati (come ad esempio lo stesso Internet). Il fatto che l’innovazione tecnologica risponda a un certo ordinamento legittimo ha conseguenze importanti sugli utenti, i quali non sempre sono in grado di scegliere del tutto liberamente il prodotto che utilizzano. In ultima analisi, la tecnologia è socialmente costruita e la sua evoluzione è dovuta alla combinazione della componente cognitiva delle istituzioni e delle caratteristiche di organizzazioni che operano sullo stesso campo organizzativo. A proposito di ciò è possibile citare l’economista inglese Marian Bowley che a proposito dell’industria edilizia britannica nota che l’uso del cemento armato e delle tecniche di pre-fabbricazione vengono introdotti precocemente nel XIX secolo, ma vengono anche precocemente abbandonati. Bowley individua la causa di ciò da una parte nella combinazione dei gusti dei committenti, privati e pubblici, e dall’altra l’organizzazione scolastica che deve preparare gli esperti del settore.

“L’umanità sta acquisendo tutta la tecnologia giusta per tutte le ragioni sbagliate” – R. Buckminster Fuller

È arrivato il momento di usare la tecnologia per le giuste ragioni, per la prevenzione e la sicurezza dei cittadini, “non rischiamo più”!

Pietro Salciarini

 

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.