Ra’s Al Ghul e Spengler concordano: tutte le civiltà arrivano ad un’inevitabile fine

Col passare dei secoli ogni civiltà che sia divenuta grande ed abbia prosperato, una volta raggiunto il suo apice è finita per collassare su sé stessa. Spengler profetizza così il tramonto dell’occidente, sostendendo che abbia fatto in questo modo il suo corso naturale degli eventi.

 

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Le civiltà come organismi biologici

 

Il filosofo tedesco Oswald Spengler pubblica nel 1923 l’edizione finale del  saggio “Il tramonto dell’occidente” in cui intende applicare la biologia allo studio delle civiltà, considerate come organismi viventi che ne determinano la nascita, lo sviluppo, il declino ed infine la morte. A sostegno della propria tesi indaga otto grandi civiltà: Babilonese, egiziana, indiana, cinese, amerinda, greco-romana e l’occidentale attuale. La sua filosofia, definita come determinismo biologico fatalistico, vede come l’inevitabile destino di ogni cultura si manifesta attraverso lo spegnersi della vitalità creativa e dall’irrigidimento culturale che si viene a creare dando sempre maggior spazio alla scienza ed alla tecnica, le cui cause si trovano risalendo al pensiero ed alle opere di Francis Bacon che vedeva l’uomo come dominatore e manipolatore della natura dalle cui idee è poi sopravvenuto il trionfo del denaro sullo spirito a discapito di quella naturale armonia originaria tra l’uomo e la natura.
In un estratto Spengler scrive: “Noi non abbiamo la libertà di fare questo o quello, ma la libertà di fare ciò che è necessario o nulla. E il compito che la necessità della storia ha posto, verrà assolto con il singolo o contro di lui. Ducunt fata volentem, nolentem trahunt.” Tutto ciò ricorda fa parte delle motivazioni che conducono Ra’s al Ghul al cercare di realizzare ciò che lui vede come necessità storica della caduta di Gotham e tentare di far comprendere l’inutilità di opporsi  ad un qualcosa che ciclicamente accade ad ogni civiltà.

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Ra’s al Ghul come esecutore del fato

Nella trilogia di Cristopher Nolan che ha inizio col film “Batman Begins” vediamo questo stesso concetto di Spenler evidendenziarsi sin da quando Bruce Wayne intraprende il percorso che lo porterà ad assumere l’identità di Batman opponendosi al suo maestro Ra’s al Ghul, membro e capo della setta delle ombre.
Ra’s al Ghul spiega come ormai Gotham abbia fatto il suo tempo ed il suo declino sia ormai inevitabile, in quanto strumenti come l’economia l’hanno condatta alla miseria in larga parte della città con conseguente aumento della criminalità e con una corruzione dilagante facendola giungere ad un crollo incontrovertibile in cui la famiglia Wayne, con prima Thomas e Martha e successivamente con Bruce, ha solamente prolugato l’attesa dell’inevitabile fine che attende la civiltà di Gotham che sarà piegata come già accaduto a Costantinopoli e Roma per mano della stessa setta. Queste sono le premesse che portano avanti i tre film della DC, in cui Batman salva la sua città da un destino che più volte è sembrato segnato, riuscendo così a negare il fatalismo e determinismo di cui si era fatto portatore il guru della setta delle ombre. Va però notato che più che farsi portatore, Ra’s al Ghul si era prodigato affinchè la sua visione della profezia di Spengler si avverasse, visione probabilmente errata non solo per il fallimento finale ma per l’interpretazione errata di ciò che sosteneva il filosofo tedesco, ossia che le civiltà cessano naturalmente di esistere senza dover far ricorso a fattori esterni.

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Contrapposizioni al determinismo

 

Così come per Ra’s al Ghul c’è Batman, per Spengler ci fu Arnold Toynbee, storico inglese autore dell’opera “A study of history” (1935) nella quale cerca di confutare il determinismo di Spengler partendo dalla considerazione della libertà umana, del libero arbitrio di cui parlava la tradizione scolastica, opponendosi radicalmente alla profezia spengleriana di una morte necessaria della cività occidentale. Nella formazione e costituzione di ogni civiltà c’è sempre un fattore che è libero ed indeterminato, ovvero l’azione degli uomini che fanno e che producono la singola civiltà, constatando che la civiltà è un prodotto dell’uomo stesso facendo così notare che nella vita delle civiltà umane non c’è davvero nulla di fatale ma è l’uomo che si determina tramite la sua libertà costitutiva senza alcun determinismo. Il vero scontro nella trilogia di Batman è dunque quello ideologico fra determinismo e volontà, in cui nonostante la chiarezza del declino ci si può oppore andando ad affrontare anche quello che appare come un destino già segnato.

 

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