Ragione o sentimento? Scopriamo cosa ne pensano Jane Austen e Mina

Nell’eterna battaglia tra mente e cuore è impossibile proclamare un vincitore. Nonostante in tanti abbiano provato, nessuno è mai realmente riuscito ad articolare una risposta universalmente accettabile. Su un dato però in molti sono concordi: è necessario l’equilibrio tra le due parti, armonizzare ragione e sentimento sfruttando i punti di forza dell’una e dell’altro.

Attraverso le posizioni di Jane Austen, Mina e Celentano, scopriamo perché nella lotta tra ragione e sentimento sia impossibile decretare un unico vincitore

JANE AUSTEN

Ragione e Sentimento di Jane Austen, pubblicato nel 1811, rappresenta un esempio distintivo della narrativa romantica e realistica del periodo georgiano. Il romanzo si distingue per il suo acuto ritratto dei costumi e delle convenzioni sociali dell’Inghilterra del XIX secolo, nonché per la sua indagine di temi universali quali l’amore, il dovere, l’indipendenza e la morale. L’opera si inserisce nel panorama della letteratura femminile del tempo, ponendo in evidenza le sfide e le opportunità delle donne nella società dell’epoca, attraverso uno stile narrativo che mescola ironia e satira con una profonda compassione per i suoi personaggi, mostrando una sottile critica verso le convenzioni sociali che limitano la libertà individuale. Il contrasto tra razionalità e sentimento, enfatizzato nel titolo stesso, costituisce il nucleo tematico del romanzo. Elinor rappresenta la ragione, caratterizzata da un autocontrollo calmo e una capacità di discernimento, Marianne incarna il sentimento, guidata da passioni intense e un desiderio di autenticità emotiva. Nel testo viene indagato come questi due approcci alla vita si intersecano e si influenzano reciprocamente, delineando un percorso di crescita personale e di mutua comprensione tra le sorelle.

RAGIONE O SENTIMENTO DI TE

Pubblicata nel gennaio 2017 e parte dell’album Le migliori, la ballata A un passo da te tematizza la conflittualità delle emozioni di due amanti che, nonostante la passione, si destreggiano tra la razionale difficoltà di rapporto e la sentimentale tensione verso l’altro. Nel verso iniziale Celentano articola una riflessione sulla propria inclinazione verso una mentalità razionale e logica in frequente scontro con le emozioni, osservando come il suo cuore non possieda la medesima capacità intellettuale della mente e, sebbene spesso abbia molto da comunicare, si trovi incapace di esprimere i propri pensieri. Celentano riconosce che la donna che desidera è vicina a lui, ma al contempo, nota l’assenza di una relazione tra loro. Il coro, interpretato da Mina, interviene per esprimere il bisogno intenso che lei prova per l’amante e la sua attrazione verso di lui, nonostante le riserve. Nel secondo verso, Celentano esplora la propria unicità, sottolineando come si differenzi dagli altri ed esprimendo la propria confusione riguardo alla natura dell’amore e al suo significato personale. Man mano che la canzone progredisce, le voci di Celentano e Mina si fondono in maniera più armoniosa, con i testi che suggeriscono una possibile riconciliazione e un’accettazione reciproca vissuta nella terra di nessuno, a metà strada tra il cuore e la mente.

RAGIONE O SENTIMENTO?

“Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce” scriveva Blaise Pascal, proclamando la vittoria dell’istintivo sentimento sul rigido e razionale intelletto. In questa dicotomia è racchiusa l’intera esperienza umana, articolata su due binari paralleli che non si toccano ma si scontrano agendo silenziosamente nella mente di ognuno. Da un lato c’è la ragione, spesso esaltata come baluardo della logica, della razionalità e della capacità critica, fondamentali per l’elaborazione di giudizi ponderati e decisioni informate. Dall’altro lato il sentimento che rappresenta la dimensione emotiva dell’esperienza umana, il luogo in cui risiedono passioni, intuizioni e affetti che conferiscono profondità e significato alle nostre vite. Entrambi i giudizi sembrano ugualmente accettabili in quanto parimenti costituivi della condizione umana, in continua tensione tra due poli che, anziché scontrarsi, dovrebbero essere armonizzati, posti sull’antica bilancia amministrata da Anubi, regolata fino al raggiungimento dell’equilibrio. Come si dice però, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Immaginando una situazione ipotetica in cui il singolo è portato a compiere una scelta, sarebbe davvero così facile sbilanciarsi verso un polo piuttosto che un altro? La risposta probabilmente è no, non si riesce mai ad essere totalmente fedeli alla mente piuttosto che al cuore, in ogni processo decisionale ci sarà sempre l’interferenza dell’uno sull’altro. In questo infinito scontro tra titani quindi il trucco è nell’approccio integrato delle due parti, nemiche/amiche per eccellenza, sempiterne rivali ed intime amanti.

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