La vicenda di Raphael Samuel

Il ragazzo di ventisette anni è intenzionato a denunciare i suoi genitori perché lo avrebbero messo al mondo senza chiedergli il permesso. L’uomo è attivista di un movimento Child-free che considera negativamente la nascita. Si tratta del cosiddetto movimento Antinatalista. Secondo il movimento i genitori esercitano una forma di violenza sui propri figli mettendoli al mondo. Infatti farli nascere significa gettarlo in questo mondo di sofferenze, fatica e conflitti. Procreare risulta quindi come un gesto egoista e non una dimostrazione di amore. Samuel afferma tuttavia di avere un ottimo rapporto con i suoi genitori: «Li amo e con loro vado d’accordo, ma mi hanno amato solo per la loro gioia e il loro piacere». Il giovane si è detto convito che le persone hanno il diritto di chiedere al proprio padre e alla propria madre una spiegazione sul motivo per cui le hanno generate. E in un video su YouTube afferma: «I tuoi genitori sono due persone di età compresa tra i 20 e i 25 anni che volevano solo passare una bella notte insieme, e poi hanno avuto te».

Schopenhauer

Il filosofo è famoso per le sue affermazioni riguardo il primato della sofferenza nel mondo. La vita è infatti considerata come “un pendolo che oscilla tra noia e dolore”. Inoltre l’uomo rispetto a piante ed animali è l’essere che soffre di più. Egli è infatti consapevole del proprio dolore e ciò gli procura ulteriore sofferenza. Questo a causa della potenza irrazionale che fonda l’esistenza: la Volontà. I nuovi nati non sono che un prodotto della Volontà stessa, un mezzo per perpetuare se stessa. Attraverso l’istinto e la passione sessuale la Volontà genera nuovi esseri viventi che partecipano alla sofferenza eterna del mondo.

Leopardi

Nel “Canto notturno di un pastore errante” Leopardi parla dell’atto della nascita. Il fatto di essere partoriti provoca dolore, sia al bambino che alla madre. Vi è inoltre il rischio di morte durante la nascita. I bambini appena nati piangono ininterrottamente ed i genitori fin da subito consolano i figli di essere venuti al mondo. L’atto della nascita è “pena e tormento”. E tutto ciò che viene a seguire nella vita è dolore. Nel corso del testo ci si domanda anche il senso di continuare questa vita se tale è lo stato dei mortali. L’esistenza dell’uomo è inoltre paragonata ad un vecchio misero che porta un peso sulle spalle e si affretta per vie tortuose per poi finire nell’oblio. L’ esistenza è fatica e alla fine vi è la morte.
Il testo si conclude in questo modo:

“Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
E’ funesto a chi nasce il dì natale.”

Nascere appare una condanna. Tuttavia se si analizza un altro famoso testo di Leopardi intitolato “La ginestra”, ci si rende conto che la vita dell’uomo non è solo sofferenza. La pianta della ginestra infatti si piega sotto il peso della lava, ma non si spezza mai. Come questa pianta l’uomo soffre e sopporta il peso delle fatiche, ma è proprio questa resistenza che gli conferisce dignità e nobiltà. Questa parte del testo risulta essere una sorta di esaltazione della vita. La vita proprio là dove sembra esserci solo dolore e sofferenza dimostra la sua dignità, vale la pena di essere vissuta. La nascita è una delle forme in cui la vita manifesta la propria grandezza. È ciò in cui dobbiamo credere proprio quando ci sentiamo schiacciati dalla sofferenza e dai problemi del mondo evidenziati dal movimento Antinatalista.

Elena Bellinello 

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