Questo è il migliore dei mondi possibili: Sui Ishida e Leibnitz ce ne parlano

All’interno della filosofia del tedesco Leibnitz il mondo viene concepito come il migliore dei possibili nonostante le tragedie dell’epoca (prova a dire lo stesso durante una pandemia), allo stesso modo il manga “Tokyo Ghoul” di Sui Ishida ci racconta come la tragedia esistenziale possa alla fine portare all’accettazione di ciò che il mondo ci offre.

Nel mondo contemporaneo porsi nell’ottica che questo sia il migliore dei mondi possibili sembra quasi da folli eppure per Leibnitz era l’unica spiegazione logica se il mondo fosse interpretato come volontà divina e quindi incline alla perfezione. Allo stesso modo nel manga “Tokyo Ghoul” di Sui Ishida ciò che all’inizio si presenta come tragedia per il protagonista lo porterà ad accettare il proprio destino nonostante il suo percorso travagliato.

Leibnitz e la monade

Gottfried Wilhelm von Leibniz nasce a Lipsia nel 1646 figlio di Friedrich Leibnütz, giurista e professore di etica presso l’Università di Lipsia, e di Caterina, figlia a sua volta di un professore e giurista di Lipsia. Fin da piccolo mostrò un’intelligenza fuori dal comune apprendendo, da autodidatta grazie alla biblioteca del padre, il latino e il greco, studiando successivamente presso prima l’Università di Lipsia e, successivamente, a quella di Jena dove si dedicò alla matematica, alla fisica e all’astronomia laureandosi poi in giurisprudenza. Una volta giunto a Norimberga divenne consigliere del principe di Magonza, entrando in contatto con le menti più brillanti dei suoi tempi, sopratutto grazie al suo viaggio diplomatico a Parigi nel 1672 entrando anche in contatto gli studi di Newton riguardo al calcolo differenziale, svolgendo il parallelo un lavoro simile allo scienziato inglese (alla quale verrà poi attribuita la scoperta per motivi politici, maledetto Guglielmo d’Orange). Per quel che riguarda le sue ricerche filosofiche abbiamo qui un esempio di come un punto di vista diverso possa permettere di andare oltre le concezioni dei suoi tempi: non solo volle, in maniera audace, conciliare sia il meccanicismo sia il finalismo ma diede anche un nuovo modo di concepire il soggetto non più come semplice opposizione dell’oggetto nell’ambito dell’indagine scientifica ma, piuttosto, di soggetto come centro vitale, ossia come “monade”, intesa come unità sostanziale senza “né porte né finestre”, da non intendersi in maniera fisica ma in quella spirituale, esse sono chiuse ed hanno delle altre monadi un’immagine “ideale” e sono caratterizzate dalla percezione e dall’appetizione mentre l’uomo, essendo una monade più elevata di quella animale (richiamo alla “scala” di Plotino), possiede anche l’appercezione, ossia la piena consapevolezza e coscienza delle percezioni sensibili.  Da qui poi si giunge alla considerazione meccanicistica e finalistica che trovano un punto di contatto nella religione nell’opera ” Theodicée (Teodicea)” tenta di giustificare le imperfezioni apparenti del mondo sostenendo che esso è il migliore tra i mondi possibili, esso deve essere il migliore e il più equilibrato dei mondi, perché è stato creato da un Dio perfetto e quindi, in quanto suo creato, non può che tendere alla perfezione.

Tokyo Ghoul tra Kafka e esistenzialismo

“Tokyo Ghoul” è un manga scritto e disegnato da Sui Ishida e pubblicato dal 14 settembre 2011 diventato uno dei manga più letti degli ultimi anni. La storia si ambienta nella Tokyo moderna in cui diverse persone spariscono a causa dei “ghoul”, creature del tutto simili agli uomini che sono però costretti a cibarsi di questi ultimi non potendo digerire il cibo comune. Il nostro protagonista è Ken Kaneki, giovane studente universitario orfano di entrambi i genitori (non sia mai un protagonista fortunato) che, frequentando il solito bar, si infatua di una ragazza di nome Rize la quale mostra gli stessi interessi letterari del giovane, il quale riuscirà a superare la propria timidezza per invitarla ad un appuntamento. Purtroppo per Kaneki quello che sembra iniziato come un racconto romantico si trasforma in tragedia: la ragazza stessa si rivela un ghoul e tenta di mangiare il ragazzo il quale, grazie al “caso”, fugge in un cantiere salvandosi dalla caduta di alcune travi mentre Rize stessa verrà dichiarata morta. Per salvare il giovane un medico fece trapiantare gli organi della ragazza in lui condannandolo ad una vita tra i due mondi, da una parte Kaneki vuole restare umano mentre dall’altra il suo corpo ormai è diverso da quello umano e per questo è costretto a vivere come un ghoul. Fin dalla prima pagina del manga il parallelo tra Kaneki e Gregor, protagonista dell’opera “La metamorfosi” di Kafka: entrambi i ragazzi si trovano in un mondo nuovo, che non gli appartiene, dovendo anche compiere scelte difficili comprendendo come sia sottile la linea tra il giusto e lo sbagliato e come spesso cambiare la propria prospettiva possa aiutare ad apprezzare la propria vita e il proprio mondo una volta riscoperto sotto una nuova luce.

Il mondo come casa dell’uomo

Riprendendo la visione di Leibniz potremmo definirlo in un certo qual modo un positivista poiché i disastri che ci circondano costantemente e quotidianamente ci rendono difficile vederne il lato positivo pur sempre che ve ne sia uno. Se poi volessimo considerare in quest’ottica Kaneki anche come fosse un protagonista di una tragedia greca classica veniamo calati nel dramma del “diverso”, dove ciò che prima ci sembrava un luogo familiare adesso è la tana dei pericoli e perfino i legami creati fino a quel momento potevano essere recisi per il solo fatto di esistere come ghoul e, come tale, dover essere sé stesso solo nel momento in cui indossano una maschera richiamando il concetto di maschera di Pirandello come modo per mostrarci agli altri ma che nel manga trova una giustificazione ancora più profonda: simili in tutto e per tutto agli umani i ghoul si mischiano alla folla facilmente ma la loro natura di predatori antropofagi li porta a dover vivere nella società rifiutandola segretamente e usando le maschere per proteggere la “maschera quotidiana”, ossia l’identità creata per poter sopravvivere in un mondo in cui o uccidi o vieni ucciso eppure Kaneki, nonostante le sue avversità, romperà questo equilibrio andando oltre ogni cosa e accettando la sua vita per così come è ora mai e addirittura ringraziando Rize, senza la quale sarebbe rimasto un comunissimo studente come tanti, vedendo nella sua nuova natura un nuovo inizio per il suo mondo.

 

Lascia un commento