Quella volta in cui Platone si confuse e credette di star giocando a Fallout

Qualche difficoltà a memorizzare il pensiero platoniano? Basti pensare a Fallout

Rappresentazione grafica del mito della caverna di Platone e dei vault di Fallout
Rappresentazione grafica del mito della caverna di Platone e dei vault di Fallout

“I vIdEoGiOcHi Ti BrUciAnO iL cErVeLlo” disse nonna, porgendo sulla tavola l’ennesimo piatto durante il pranzo. Ormai esasperato, ti lanciasti alla frenetica ricerca di schiaccianti prove che la zittissero una volta per tutte. Provasti allo stremo e, quasi con la resa alle calcagna, ti imbattesti in questo articolo. Vediamo come sfruttare a nostro vantaggio le ore sprecate su Fallout, invece che a studiare.

Ambientazione: la caverna e il vault

Sarebbe auspicabile che si citi l’intero mito della caverna all’interno dell’articolo, ma è noioso riscriverlo e comunque tutti siamo dotati di sudice ditina che possano cercarlo su Wikipedia. L’interessante, in oggetto, è la sua analisi.

Platone racchiude questo mito all’interno della sua opera “Politeia” (La Repubblica), attraverso la quale prova a spiegare come dovrebbe funzionare la polis per poter dichiarare la sua gestione perfetta. Con il mito nella fattispecie suddivide due tipologie di “mondo”: quello conoscibile (inteso, come quello terreno) e quello ideale (inteso, non come perfetto, ma “delle idee”). Nel mito vengono descritti due ambienti: il primo è la caverna (il mondo terreno, quello conoscibile all’interno del quale ci si può muovere) il secondo è quello al suo esterno (il mondo delle idee, quello che è accessibile solo al filosofo). Ogni Polis (le città-stato greche) veniva considerata il luogo perfetto per vivere la vita nel mondo tangibile. Autosufficiente, si credeva bastasse trovare un ruolo al suo interno per ottenere l’appagamento totale dell’individuo. Complici anche il conflitto contemporaneo che imperversava: la, cosiddetta, guerra del Peloponneso, a nessuno passava per la mente il concetto di “apertura” all’esterno. Senza dire che, quanto a integrazione, i greci potrebbero tranquillamente essere accomunati alla Lega Nord di Bossi.

Così, anche su Fallout Shelter, possiamo dividere il vault (il cui interno è conosciuto, nonchè dove dimora l’intera comunità) e il mondo esterno (ancora da esplorare e accessibile solo ai, cosiddetti, cercatori). Il vault, come una Polis, fornisce tutto ciò che l’individuo necessita per la sopravvivenza. Fuori? Devastazione e caos pseudo post-apocalittico. Radiazioni e predoni che menano, spartani in pratica.

Sistema di assegnazione delle specialità di Fallout
Sistema di assegnazione delle specialità di Fallout

Caratterizzazione: tripartizione dell’anima e sistema S.P.E.C.I.A.L.

Per Platone, l’anima è tripartita. Di essa, infatti, possono essere distinte tre tipologie: la prima razionale, la seconda irascibile e la terza concupiscibile. La parte razionale dell’anima, alla quale viene attribuita natura aurea, è quella che risiede nel cervello e mira alla conoscenza e alla verità. La seconda è detta “irascibile” e, a essa, è attribuita natura argentea. Questa, tipica dei guerrieri, risiede nel cuore e mira alla conquista. L’ultima, alla quale è attribuito il rame, mira unicamente alla soddisfazione dei bisogni terreni (mangiare, bere, copulare, etc.) e, residente nei visceri, è tipica degli artigiani. Platone non eccelle nelle sue doti descrittive, dunque, si avvale ancora una volta di un mito, detto “dell’auriga”, attraverso il quale si conclude che “l’uomo giusto” è colui che riesce a equilibrare perfettamente la scissione dell’anima, mettendo fine alla lotta tra le parti (la biga può muoversi solo con il bilanciamento di tutte le parti). Partendo da questa disamina, Platone denota come in ciascuno prevalga una parte piuttosto che un’altra, dunque, in base a tale predisposizione, ogni individuo necessita di associarsi e ricoprire la carica che gli compete all’interno della Polis. Solo così, aggiunge, si può raggiungere una comunità pienamente funzionante.

La filosofia della Bethesda, invece, divide le capacità in 7, in un sistema in cui ogni lettera equivale a una capacità differente, ma il discorso vale medesimamente. L’espediente dei punti esperienza, infatti, costringe a dover trovare il giusto equilibrio nello sviluppo delle capacità, comunque personalizzabile in base allo stile di gioco.

Rappresentazione del mito dell’auriga di Platone: la tripartizione dell’anima

Regolamentazione della vita cittadina: proprietà privata e famiglia

A Platone non basta, però, e, preso da un impeto di Marxismo acuto, critica fortemente la proprietà privata. Sia esso reale (inteso con come oggetto “le cose”, i beni), sia esso inteso come appartenenza a una propria famiglia. Secondo lui, infatti, la privatizzazione di qual si voglia genere minerebbe il benessere comune che, piuttosto, deve esser messo in risalto rispetto a quello del singolo. L’individuo tenderà sempre a preferire la difesa della proprietà, piuttosto che quella collettiva. Allora, come si concilia questo con la procreazione: atto, da sempre, relegato alla società naturale delle famiglie? Ma Platone è un progressista, non si fa sfuggire nulla, e risolve l’arcano definendo che i due sessi si debbano incontrare solo per il fine ultimo della conservazione della specie. Il nascituro? Destinato solo a riconoscere quale della tripartizione dell’anima prevale in lui, così da avere affibbiato un ruolo consono all’interno della Polis.

Effettivamente, nulla di diverso da ciò che viene congegnato all’interno dei vault di Fallout Shelter. Ogni individuo viene confinato nella fissità del ruolo che gli si addice in base alle sue capacità. Poi, come in ogni college americano che si rispetti, ci si incontra nei dormitori per la copulazione e ognuno per la sua strada. Alla nascita, stesso destino toccherà al piccolo, divenuto adulto.

In ultima analisi, purtroppo non sappiamo ancora come rispondere alle domande sulla fidanzatina e circa la conclusione degli studi, ma intanto possiamo dire che un videogioco pieno di bug, degno figlio della Bethesda, ci abbia insegnato un pensiero filosofico che, più che platoniano, appariva platonico al nostro comprendonio.

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