Il Superuovo

Dai ricordi non si scappa: lo dicono anche Montale e il brano “La canzone nostra”

Dai ricordi non si scappa: lo dicono anche Montale e il brano “La canzone nostra”

Dalla poesia alla musica, scopriamo il tema del ricordo in “La casa dei doganieri” di Montale e in “La canzone nostra”. 

Estratto del videoclip de “La canzone nostra” (fonte: Wikipedia)

“Fai ciò che valga la pena di ricordarlo” cantava Salmo qualche anno fa e forse tutti i torti non aveva. Ma se il ricordo fa male?
Il tema dei ricordi è un tema caro a tutti – chi non ne ha? – e nel tempo è stato declinato in modi diversi. Nel mondo letterario quanto nella musica ricorre spesso il collegamento tra l’amore e il suo ricordo, che a sua volta può essere accostato a canzoni, oggetti, luoghi. Il ricordo è un tema caro, ad esempio, al poeta Eugenio Montale, che affronta questo argomento in diverse sue composizioni, tra cui “La casa dei doganieri“. Passando al mondo musicale, ancora, i riferimenti all’amore e ai suoi ricordi sono centinaia: vediamo il caso di “La canzone nostra“.

“La casa dei doganieri”

Questa poesia si trova nella IV sezione del raccolta poetica “Occasioni” (1939). Il ricordo è il protagonista della poesia, lo è più dell’amore, più della donna amata e più del poeta. Sebbene il titolo dell’opera faccia chiaramente riferimento ad una casa, essa in realtà non c’è: la casa dei doganieri è stata distrutta quando Montale era ancora un ragazzino ma di essa ha conservato dei ricordi. Sono ricordi che l’amata – che in questa poesia è Arletta – non ha, infatti più volte Montale recita “Tu non ricordi…”. Più che la casa, è alla scogliera sulla quale la casa sorgeva che Montale si riferisce. In questo luogo lui e Arletta hanno vissuto il loro amore e adesso che lei non c’è più, resta in esso il suo ricordo.

In “La casa dei doganieri” Montale crea un dialogo in absentia. Non è un vero dialogo con Arletta, ma, in realtà, è un dialogo con se stesso, intimo, privato. La casa fa da mediatrice e dalla casa il poeta immagina di vedere sull’orizzonte il “varco” (v. 19) tra la vita di lui e la non vita di lei.

Tu non ricordi la casa di questa
mia sera. Ed io non so chi va e chi resta. (vv.21-22)

(E. Montale, La casa dei doganieri)

“La canzone nostra”

Il pezzo, che è diventato in brevissimo tempo una hit, è nato dalla collaborazione di Mace, Salmo e Blanco. Con un ritmo che piace e un ritornello che entra in testa, “La canzone nostra” canta la storia di un amore finito, consumato, insomma, giunto al capolinea. Di questo amore resta una canzone, “Nel blu dipinto di blu”, che ancora lega l’io protagonista alla persona amata. Oltre alla canzone, ciò che resta sono i ricordi e il vuoto che questa persona ha lasciata, provocando rabbia e dolore.

Sono sotto la pioggia come la prima volta
a cantarti Nel blu dipinto di blu
era la canzone nostra

Il tema del ricordo

I linguaggi utilizzati nei due componimenti sono certo diversi, però è possibile trovare delle analogie. Come suggeriscono i due titoli, i ricordi sono associati ad un luogo, in un caso, e ad una canzone, nell’altro caso. Sia nella poesia che nella canzone, l’io che parla si rivolge direttamente alla persona che non c’è più, si crea un dialogo. Il ricordo del passato domina le scene e viene accompagnato dall’idea di un confine, una soglia: il “varco” di Montale diventa la “fine” nel testo nella canzone. In entrambi i casi, poi, si fa riferimento ad un “filo”: se nella canzone il filo (della relazione, dell’amore) si spezza, nella poesia il filo è quello dei ricordi e diventa sempre più sottile.

Al di la di queste somiglianze, ci sono anche delle differenze che non vanno dimenticate: la poesia di Montale tocca in alcuni punti quel carattere metafisico che appartiene alla sua produzione e che contribuisce a creare quel tono unico e riconoscibile, proprio del poeta.

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