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Il fascino del potere: raccontiamo Costantino il grande attraverso storia e cinema

Il fascino del potere: raccontiamo Costantino il grande attraverso storia e cinema

Costantino è tra gli imperatori romani più scellerati. La sua ambizione politica e la sua sete di potere non conoscevano limiti.

Seppur noto per la conversione al Cristianesimo, Costantino ha condotto una vita decisamente poco pia. Il costante e impellente bisogno di potere, ha segnato il suo Impero e causato innumerevoli stragi. Scopriamo insieme il lato oscuro di Costantino.

Costantino e il potere: un “matrimonio” felice

Costantino è stato uno di quei personaggi di cui la storia si ricorda per forza. Ha fatto fuori tre imperatori romani, ha fatto uccidere molti membri della sua famiglia e ha dominato con pugno di ferro. La sua personalità è imperscrutabile, anche a causa dell’imparzialità delle fonti, troppo propense alle lodi quanto alle ingiurie. Il suo potere, difficilmente quantificabile. Eppure, con un po’ di fatica si riesce a intravedere un po’ di luce nel buio del passato.

Quello che emerge con certezza è il ritratto di un uomo disposto a tutto pur di comandare. Il bilancio è incerto, ma oscillante in favore di un giudizio morale assai basso. Le sue azioni seguono il principio del fine giustifica i mezzi, sia in politica estere che ancor di più in politica interna. Per fare un esempio, i suoi più forti alleati politici, tra cui Massenzio, legati a lui da vincoli di parentela oltre che politici, sono stati fatti tutti fuori prima o poi. Il tutto per puro calcolo politico. Costantino si trovava a suo agio in tutto questo? Difficile dirlo, ma se ci si basa solo sulle azioni l’impressione è affermativa.

Costantino e il Cristianesimo: fede o potere?

La costante del potere definisce l’astro politico di Costantino. Una delle sue attribuzioni più note è l’Editto di Milano, con il quale l’imperatore si schiera pubblicamente a favore della libertà di culto nell’Impero, e rende la religione cristiana legale. Spesso si sente parlare anche di una conversione di Costantino al cristianesimo, o in tarda età oppure addirittura in età virile. Anche qui le fonti non possono essere prese come veritiere, e l’incertezza permane.

Quello che si può dire è che la scelta di legalizzare il Cristianesimo e di avvicinarsi alle élite cristiane è stata frutto di un freddo calcolo politico. Il bisogno di estendere il consenso, la volontà di aumentare la base del proprio potere, infine l’intuizione delle potenzialità della religione cristiana, sono tra gli elementi che hanno portato Costantino a optare per quella fatidica decisione. Inoltre, bisogna considerare anche la sobrietà del cristianesimo rispetto ad altri culti estremamente diffusi nell’impero romano. La sobrietà e la convinta fede dei cristiani hanno giocato un ruolo non indifferente nella scelta di Costantino, convinto di poter sfruttare queste caratteristiche a suo vantaggio. Si è trattato, ancora una volta, di un bisogno di potere.

Come pensiamo Costantino? “Costantino il grande” e l’apologia

La figura di Costantino ha suscitato ammirazione tra gli stessi studiosi. Spesso, anche oggi, escono libri intitolati “Costantino il grande”. È dall’Ottocento che anche i professionisti subiscono il fascino del potere. Ma come viene immaginato Costantino dal grande pubblico? Un aiuto importante ci viene dal film “Costantino il grande”, in cui la vita di Costantino, un tantino romanzata, è raccontata nella sua versione standard. Versione che è più apologetica che reale. Non perché inventi fatti o avvenimenti, quanto perché ne dà una lettura osannante. In realtà, sia la conversione, momento cruciale del film, sia la famosa vicenda del sogno di Costantino sono probabilmente più false che vere.

Il modo in cui la sua figura viene dipinta riflette la linea delle fonti favorevoli a Costatino. Ma quanto ci si può fidare di quelle fonti? Alo stesso modo se si volesse fare un film cercando di privilegiare e fonti a lui ostili, quanto bisognerebbe credervi? Anche la via di mezzo in questo caso non funziona. La parzialità delle fonti è tale che risulta difficile metterle a confronto e trovare dei compromessi. È indubbiamente molto più facile raccontare la versione conosciuta. Per fortuna, il lavoro di ottimi storici ha portato, anche di recente, l’attenzione sugli aspetti più critici e complessi della figura di Costatino, cercando di restituire un’immagine quanto più aderente possibile al vero. Un’immagine indissolubilmente legata al potere, da esso affascinata e per questo affascinante. Del resto, in pochi saprebbero resistervi.

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