Il Superuovo

Quattro premi per diventare immortale: ecco i riconoscimenti più ambiti in Italia nel mondo dell’editoria

Quattro premi per diventare immortale: ecco i riconoscimenti più ambiti in Italia nel mondo dell’editoria

Andiamo alla scoperta dei più famosi premi letterari italiani che ogni scrittore spera di vincere almeno una volta nella vita.

Da un lato criticati, da un lato agognati, i premi letterari hanno sicuramente una loro ragion d’esistere, in un panorama che vede il libro come un prodotto dell’industria culturale e, in quanto tale, risente sicuramente della pubblicità che deriva dalla vittoria di un concorso letterario.

Il premio Strega

Il più famoso e conosciuto, viene fondato nel 1947 a Roma da Maria Bellonci e Guido Alberti, proprietario dell’azienda di liquori da cui proviene il nome del premio. La giuria del concorso comprende gli “Amici della domenica”, un insieme di personaggi, oggi ben quattrocento, appartenenti al mondo della cultura italiana. Ogni anno si riuniscono per scegliere il vincitore del concorso: una prima votazione viene effettuata in casa Bellonci, a giugno, la seconda al Ninfeo di Villa Giulia, a luglio. Dal 2010 la giuria viene allargata ai lettori più assidui che vengono segnalati dalle librerie indipendenti d’Italia. In questo modo il premio vuole esprimere la propria riconoscenza nei contronti dellle librerie che svolgono un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura. Dal 2017 poi si aggiungono 20 voti collettivi di scuole, università e gruppi di lettura, oltre a 200 voti che vengono espressi da intellettuali italiani e stranieri selezionati da 20 istituti italiani di cultura all’estero. È presente anche una sezione Premio Strega Ragazze e Ragazzi, dedicato ai libri di narrativa per ragazzi. Tra i più famosi titoli vincitori del premio ricordiamo “La Chimera” di Sebastiano Vassalli, “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano, “Il nome della rosa” di Umberto Eco.

Il premio Viareggio

Nasce nel 1929 in Versilia, per iniziativa di Leonida Rèpaci, Carlo Salsa e Alberto Colantuoni. Nel 1939 il premio passa nelle mani di Lando Ferretti, capo Ufficio-Stampa di Mussolini. Questo spiega i continui sforzi da parte di Rèpaci di sottrarre il premio, negli anni seguenti, a qualsiasi influenza politica e autorità, indicando come uniche guide l’intelligenza, la letteratura e lo spirito. Il premio venne interrotto durante la seconda guerra mondiale, ma rinacque grazie all’opera di Rèpaci, motivo per cui dopo la morte il suo nome è stato aggiunto al nome del riconoscimento (Premio letterario Viareggio-Rèpaci). I vincitori vengono proclamati nella stagione estiva. Il premio tradizionalmente presenta quattro sezioni: opera prima, narrativa, poesia e saggistica. Sono previsti inoltre premi speciali a personalità del panorama culturale italiano. Tra gli autori che hanno ricevuto questo premio, ricordiamo Carlo Emilio Gadda, Elsa Morante, Alberto Moravia, Alessandro Baricco, fino a Roberto Saviano.

Il premio Campiello

Viene assegnato a opere di narrativa italiana. Viene promosso nel 1962 dagli industriali del Veneto, che volevano ritagliare uno spazio per l’imprenditoria veneta nel mondo della cultura italiana. Il nome del premio, Campiello, indica nella tradizione veneziana un luogo di incontro e di scambio culturale. Inoltre il premio che viene assegnato al vincitore rappresenta una riproduzione in argento del pozzo veneziano presente ancora oggi in molti campielli, la vera da pozzo. La prima edizione, del 1963, premiò “La tregua” di Primo Levi nell’isola di San Giorgio. Oggi il premio rappresenta un canale attraverso cui gli industriali veneti promuovono la cultura e la lettura. Presenta una duplice giuria, una tecnica e una popolare. Quella tecnica individua cinque finalisti tra quanti sono ammissibili al premio, quella popolare è costituita da 300 lettori che variano ogni anno e decreta il vincitore. Nel 1994 nasce una sezione Campiello Giovani, rivolta a giovani tra i 15 e i 22 anni, per la scrittura di un racconto a tema libero. Dal 2010 inoltre viene assegnato un premio alla carriera, Premio Fondazione Il Campiello, a importanti personalità della letteratura italiana contemporanea. Tra i premiati ricordiamo Andrea Camilleri, Alessandro Baricco, Dacia Maraini.

Il premio Bancarella

La nascita di questo premio è del tutto singolare e legato a un fenomeno unico in Italia. Sorge infatti nel 1953 dalla tradizione dei librai ambulanti a Mulazzo, poi trasferito a Pontremoli. Nell’agosto del 1952 si svolge il primo raduno dei Librai Pontremolesi. Si tratta dell’unico premio letterario gestito unicamente da librai. Un centinaio di librai si occupa di fare una prima selezione, per arrivare a una sestina di libri (premio Selezione Bancarella), tra i quali viene scelto poi il vincitore assoluto. Nel 1957 nasce il Bancarellino di narrativa per ragazzi, la cui giuria è composta da ragazzi di scuola media di tutta Italia. Nel 1964 nasce, in seguito alla proposta di Renzo Chiappale, il Bancarella Sport, premio di letteratura sportiva. Il primo vincitore fu Cesare Bonacossa con “Lo sport nasce in Asia”.

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