La storia di Iryna, fuggita dall’Ucraina per trovare la morte in America.

Il terrore nei suoi occhi. Le braccia protese in segno di difesa, di arresa. Il corpo che scivola lentamente dai sedili della metropolitana East/West Boulevard sulla Lynx Blue Line dove Iryna Zarutska, rifugiata ucraina di 23 anni, è stata uccisa. L’omicidio, avvenuto il 22 agosto scorso, ha catturato l’attenzione internazionale soltanto ora.
QUATTRO MINUTI
Iryna sale sul convoglio della metropolitana. Indossa un berretto che le copre in parte il viso, una maglietta nera e dei pantaloni chiari. La ragazza si siede sui sedili liberi più vicini a lei senza sapere che Decarlos Brown Jr., un 34enne afroamericano pregiudicato, sarebbe diventato il suo assassino. Quattro minuti separano Iryna dalla morte. L’assassino estrae un coltello, si alza di scatto e la colpisce tre volte. Solo una ferita risulta essere mortale, quella al collo. Iryna è morta così, sgozzata nel vagone di una metropolitana, sotto lo sguardo degli altri passeggeri che non hanno fatto nulla per salvarla da Decarlos, per separala dal suo atroce destino. L’assassino, con il coltello gocciolante del sangue della 23enne, si allontana dal luogo del delitto. Si cambia i vestiti e scappa. In soli quattro minuti la vita di Iryna termina senza un perché. Prima di esalare l’ultimo respiro ha visto il suo assassino negli occhi, per poi perdere conoscenza poco dopo.

CHI ERA IRYNA
Scappata dalla guerra in Ucraina per poi morire negli Stati Uniti. Iryna cercava un posto nel mondo per poter proseguire con la sua vita. Invece ha trovato la morte nel convoglio di una metropolitana a Charlotte, Carolina del Nord, dove si era trasferita. Per lei e la sua famiglia era stata creata anche una raccolta fondi sulla piattaforma GoFoundMe. Era una pizzaiola. Mentre Iryna provava a ricominciare da zero, il suo assassino Decarlos viveva come senzatetto compiendo piccoli reati per cercare di racimolare qualcosa. Non aveva mai dimostrato intenzioni omicide, ma era chiaro alla sua famiglia che soffrisse di qualcosa ben più grande di lui. La diagnosi, come riportano i media, sarebbe di schizofrenia. Iryna in quel momento era per Decarlos un nemico da far fuori, solo perché bianca. Al momento resta questo il movente principale, in quanto numerosi testimoni avrebbero sentito l’uomo ripetere più volte: “Ho ucciso quella ragazza bianca”.
IL DIBATTITO
L’America di CSI è tramontata. Gli americani, invece, si dividono tra chi sente di essere in pericolo e chi sà di essere il pericolo. Le politiche migratorie tanto quanto la vendita fuori controllo di armi sono soltanto una parte del problema. L’America Dream non esiste più, la triste storia di Iryna ne è l’esempio. Mentre c’è chi invoca la pena di morte per Decarlos, il suo assassino, molti altri si appellano alla mancanza di sicurezza persino nel prendere un mezzo pubblico. Perché sì, Decarlos viaggiava senza biglietto. Ma con un coltello nel marsupio della felpa. Il suo reato federale dovrà trovare riscontro anche nella malattia di cui l’uomo soffrirebbe. Restano però le sue parole: “Ho ucciso quella ragazza bianca”. C’è dell’orgoglio, anche disprezzo, in quell’ammissione di colpa. Iryna era fuggita dall’Ucraina, dalle bombe e dai proiettili, per essere uccisa in una metropolitana. Non siamo neppure a New York, neanche Chicago. La Carolina del Nord si macchia di un crimine razziale che fa luce sul come l’America di Trump, ma anche di Biden e di Obama, non sia più quella di Hollywood, dove i sogni come quelli di Iryna potevano avverarsi.