Quanta influenza ha la religione sulla nostra psiche? Ce lo spiega la serie Unorthdox e Freud

Avete visto la mini serie Netflix: Unorthdox?”
Analizziamo con la storia di Esty e le opere di Freud il vero rapporto tra uomo e religione; quanto questa incide sulla nostra vita e scelte personali.

Ebrei ortodossi

La mini serie Netflix di quattro episodi Unorthdox”, fin dalla sua uscita nel marzo 2020, ha ricevuto moltissime critiche positive.
Una storia che ci porta tra New York e Berlino, alla scoperta della religione ebraica tra tradizioni e tabù, vissute sulla pelle della giovane protagonista Esty. Una storia di vita che possiamo analizzare con il pensiero di Freud.

Sigmund Freud

Esty, la non ortodossa

Dall’inglese ”Unorthdox”, non ortodossa. Il titolo di questa serie fa riferimento alla sua protagonista Ester, detta Esty. Se avete sempre associato il fondamentalismo alla religione islamica, scoprirete che anche all’interno dell’ebraismo vi sono comunità che vivono la religione in modo molto ortodosso e tradizionale, tanto da limitare ed organizzare la propria vita interamente attorno alla fede.

Esty cresce nel quartiere Williamsburg di Brooklyn, all’interno della città di New York, dove risiede la comunità ebraica chiassidica; la quale vive in un mondo parallelo rispetto al ritmo occidentale della ”grande mela”.
Abbandonata dalla madre e con un padre alcolizzato, Esty ha come punto di riferimento ”babby”, termine ebraico che significa nonna. La nonna e la zia inducano la ribelle Esty a vivere secondo tradizione, facendola sposare a soli 18 anni con un altro ebreo ortodosso, Yanky Shapiro. Un ragazzo tutto sommato buono e sensibile, realmente interessato ad Esty, ma totalmente assoggettato alla madre ed  alla religione.

La serie è molto dettagliata nel farci scoprire questa comunità; molte battute sono pronunciate in yiddish e sottotitolate, molti attori infatti, tra cui la protagonista Shira Haas, sono israeliani. Li vediamo dunque : parlare, mangiare, vestirsi , pregare e ragionare nei loro usi e costumi originali.
Il matrimonio di Esty e Yanky ci viene mostrato in ogni suo rito e passaggio tradizionale.
La vita coniugale diviene presto una gabbia per la giovane protagonista, costretta a consumare rapporti intimi dolorosi al fine di rimanere incinta il prima possibile.

La pressione costante del marito e della suocera su di lei portano Esty dopo un anno di matrimonio a fuggire a Berlino, città dove vive sua madre da non ebrea.
Lì Esty ha modo di conoscere un gruppo di ragazzi musicisti, la musica è da sempre la sua grande passione. Costretta a rinunciare alle lezioni di pianoforte dal marito Esty riscopre ora la libertà tra: musica, uscite con gli amici e la possibilità di indossare  jeans e truccarsi come le sue coetanee.
La vediamo riappropriarsi piano piano della propria vita ed individualità con forza e coraggio, nonostante il passato da New York la perseguiti anche a Berlino, il marito e cognato infatti la raggiungano e persuadano a tornare.
Supportata dai nuovi amici e dalla madre ritrovata, Esty è ora finalmente libera di scegliere da sola sulla propria vita.

L’avvenire di un’illusione

Poteva il grande padre della psicanalisi, Sigmund Freud, non fornirci una spiegazione sul perché le religioni da sempre dominano nel mondo ed influenzano la mente umana?
Abbiamo parlato prima del fondamentalismo ebraico; ebbene non tutti sanno che anche Freud aveva origine ebraiche. Il padre, Jacob Freud, era un ebreo galiziano laico, che non trasmise al figlio un’educazione di stampo tradizionalista.
Nonostante il disinteresse paterno sulla religione Freud, sin da giovane, iniziò ad appassionarsi allo studio del testo biblico, nonostante si sia sempre ritenuto ateo.
La storia e la tradizione del suo popolo giocarono un ruolo importante nella sua produzione culturale, nella Vienna che s’ incamminava verso l’antisemitismo. Egli infatti, con l’ascesa al potere di Hitler fu costretto, proprio a causa di queste sue origini semite paterne , all’esilio a Londra nel 1938; dove morì l’anno successivo.

Freud scrisse alcuni libri che indagavano sul rapporto dell’uomo con la religione: passando dalla ricerca della sua origine storica Totem e tabù, alla scoperta della sua componente psiconevrotica Atti ossessivi e pratiche religiose, alla constatazione della sua valenza sociale universale L’avvenire di un’illusione del 1927.
Egli riduce il rapporto dell’uomo con Dio ai termini di quello del bambino con il padre; all’origine della religione infatti pone il suo famoso concetto del ”Complesso di Edipo”, quel particolare rapporto di odio-amore per cui il figlio in quanto desideroso della madre odia il padre tanto da desiderarne la morte. Angosciato però dal senso di colpa, il bambino si pente ed interiorizza, idealizza, la figura paterna come un qualcosa di assoluto ed invalicabile a cui rivolgersi soprattutto nei momenti di paura e di difficoltà. Deduciamo quindi che il nucleo della religione è dato dal culto di un Dio, Padre onnipotente, in cui l’uomo si rifugia per cercare un appoggio nella sua condizione di impotenza e di angoscia.

Religione perciò  come tentativo da parte dell’uomo di delegare le proprie responsabilità al trascendentale e cercare in esso la soluzione dei problemi esistenziali, dai fenomeni naturali inspiegabili, al senso della vita e della morte.  L’uomo proietta su Dio il suo bisogno di protezione e sicurezza in quanto non sopporta il senso di abbandono ed impotenza provato di fronte alla natura ed ai fatti sociali, come le guerre e le crisi economiche.
Freud insiste molto su questo aspetto “infantile” della religione: è come se l’individuo rifiutasse di crescere interiormente, di prendere coscienza della realtà, di affrontare i problemi che lo condizionano.
L’uomo religioso rifugge dalla realtà per proiettarsi in un mondo illusorio, che lo lascia ad un livello psichico puerile.

Tuttavia Freud ritiene che la maggior parte degli uomini necessita della religione in quanto è su di essa che poggia la civiltà. Se dicessimo all’uomo comune che Dio non esiste egli si lascerebbe andare alle più sfrenate pulsioni egoistiche, si tornerebbe nel caos primordiale. Ciò non vale invece per gli uomini colti, dediti allo studio e alla scienza, costoro attribuiscono alla vita un senso diverso dalla religione, essi sono infatti in gran parte coloro che conducono la civiltà verso il progresso e non necessitano dell’illusione religiosa.

Cappella Sistina

La nevrosi ossessiva universale dell’umanità

«Potremmo supporre che, nel suo sviluppo secolare, l’umanità nel suo insieme sia incorsa in stati che sono analoghi alle nevrosi […] La religione sarebbe la nevrosi ossessiva universale dell’umanità»
Afferma Freud nel suo libro ”Atti ossessivi e pratiche religiose” del 1907.

In questa opera Freud analizza le similitudini tra coloro che soffrono di pensieri,idee, impulsi ossessivi e gli individui che compiono azioni o cerimoniali ossessivi religiosi.
Qualsiasi attività può trasformarsi in un comportamento ossessivo. Per ossessivo s’intende un qualsiasi comportamento con particolari caratteristiche di ripetizioni e ritmo costante, solitamente i comportamenti ossessivi sono scaturiti da cerimoniali. Notiamo come sia i cerimoniali nevrotici che le attività sacrali del rituale religioso sono caratterizzati: dal rimorso di coscienza, dal divieto di essere interrotte e nella scrupolosità con la quale devono essere realizzate in tutti i particolari. Mentre però, i comportamenti cerimoniali sono privati,  le attività sacrali hanno un carattere pubblico ed associativo.
Le minuziosità del cerimoniale religioso sono piene di significato e hanno un senso simbolico, quelle dei nevrotici appaiono insensate e folli. Analizzandoli però attentamente, si scopre che i comportamenti ossessivi, hanno un preciso significato in tutti i loro particolari, in quanto sono dotati di una forte valenza e carica emotiva proveniente dal profondo dell’inconscio dell’individuo. Pertanto devono essere interpretati nella loro chiave simbolica e storica.

Tenendo presenti queste somiglianze ed analogie, ci si potrebbe azzardare a considerare la nevrosi ossessiva come la controparte patologica della formazione di una religione, e a descrivere la nevrosi come una religiosità individuale e la religione come una nevrosi ossessiva universale.
La somiglianza fondamentale risiederebbe nella basilare rinuncia all’espressione degli istinti e pulsioni primordiali, mentre la differenza essenziale si troverebbe nella natura di queste pulsioni, che nella nevrosi hanno un’origine esclusivamente sessuale mentre nella religione traggono origine dall’egoismo.
Una progressiva rinuncia alle pulsioni che conducono alla soddisfazione primaria dell‘Io, risulta essere uno degli elementi fondamentali dello sviluppo della civiltà umana. Una parte di questa rimozione delle pulsioni è devoluta alle religioni, in quanto queste esigono dall’individuo che sacrifichi alla divinità il proprio piacere pulsionale.
L’uomo teme il giudizio e la punizione divina, perciò segue i suoi comandamenti.

La storia di Esty in ”Unorthdox”, che ho raccontato in precedenza, è una storia vera ispirata al libro di Deborah Feldman ”Ex ortodossa. Il rifiuto scandaloso delle mie radici chiassidiche” in cui viene raccontata la sua fuga da New York a Berlino che vediamo nella serie tv Netflix.
Il movimento chiassidico è una filosofia religiosa ebraica basata sul rinnovamento spirituale dell’ebraismo ortodosso. Secondo questo movimento, lo sterminio degli ebrei da parte di Hitler fu il modo in cui Dio stesso decise di punire il suo popolo per la colpa di essersi lasciato sedurre dalle lusinghe del mondo occidentale. Esso vieta quindi i contatti con il mondo esterno fuori dalla comunità ebraica di appartenenza. in virtù della salvezza dell’intero popolo ebraico:  sono banditi quindi libri, TV, giornali e qualsiasi connessione ad internet, l’istruzione personale è limitata allo studio dei testi sacri dell’ebraismo (Talmund e Torah) per gli uomini. Le donne hanno il solo scopo di sposarsi, fare figli ed accudire la casa. Nella serie tv vediamo infatti Yanky arrabbiarsi con Esty quando ella gli dice di aver letto la Torah e di conoscerne gli insegnamenti.

Il movimento chiassidico sembra proprio mettere in atto il senso di colpa e la ricerca di una spiegazione all’orrore dell’olocausto secondo ciò che Freud ha descritto, viene imputata la causa di un evento storico sociale ad un castigo divino, sollecitando quindi i fedeli all’ubbidienza totale ed all’isolamento.
La figura di Esty, emerge come quella della figlia ribelle che si emancipa dal ”padre”, che va in cerca della propria autodeterminazione stufa di seguire il gregge, consapevole di non dover espiare nessuna colpa e che le regole in realtà sono precetti arbitrari che possiamo noi stessi decidere se seguire o meno.
Esty compie quello che Freud avrebbe definito un’evoluzione dal livello psichico puerile tipico dell’uomo nei confronti di Dio e della sua comunità.

Lungi questo articolo dal voler screditare la fede di qualsiasi comunità religiosa, è innegabile il fascino delle parole di Freud che portano a rianalizzare razionalmente la storia dell’umanità ed i principi su cui essa si fonda sotto una nuova luce di relativismo e psicologismo.

 

 

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