Quando più persone convivono nello stesso corpo: gli Who ed il Disturbo Dissociativo di Identità

Con Quadrophenia la band The Who ci racconta la storia di Jimmy Cooper un ragazzo apparentemente normale ma con una personalità in pezzi.

Quadrophenia è il titolo di questo album decisamente peculiare che The Who pubblicano nel 1973, a seguito di un periodo di intensa attività, in risposta ad una serie di rumors che vociferavano lo scioglimento della band. Viene considerata una opera rock definita dal chitarrista della band Pete Townsend come l’ultimo grande album degli Who ; è un resoconto intimistico che definisce singolarmente i suoi autori e comincia narrandoci una storia.

Shawn Coss, Il Disturbo Dissociativo di Identità

Un album che racconta una storia

Questo concept album si sviluppa attorno alla vita di Jimmy Cooper, un giovane ragazzo esponente del Mod, abbreviazione di Modernism, un movimento tipico della subcultura giovanile caratterizzato dalla cura per il look, rigorosamente stile italiano anni ’60, dalla preferenza per la musica afroamericana e dall’apprezzamento per il blues. Da questo momento il termine Mod verrà utilizzato in senso lato dai media per definire tutto ciò che è moderno e innovativo rispetto all’epoca precedente. Tornando a Jimmy, dal titolo Quadrophenia, risalendo all’etimologia del termine, emerge il numero 4. L’album si compone di due dischi, ciascuno registrato nei due lati A e B ; quattro è infatti il numero delle personalità di Jimmy e ognuno dei numeri da 1 a 4 corrisponde a definire la personalità dei membri della band.

Il primo suono che dell’album è il mare, via via sovrapposto ad alcuni degli accenni musicali che saranno le 4 linee melodiche su cui si descrivono le diverse personalità. Si comincia da Daltrey, rappresenta la durezza e la cattiveria; segue Entwistle, il dolce e romantico ; quindi Keith Moon e la sua follia ; infine Townsend che rappresenta la bontà. Jimmy Cooper incarna tutti questi aspetti ; è cattivo, dolce, folle e buono. Tuttavia i cambiamenti nel suo animo si sviluppano nel corso dell’opera attraverso una ricerca di risposte ad una serie di domande che sono, per così dire, il motore che lo induce ad iniziare il suo percorso personale. Non è soddisfatto dalle risposte che gli vengono propinate dalla gente che lo circonda e si sente deluso dalle figure che rappresentano la sicurezza nella sua quotidianità; lo psichiatra, il prete, la madre, la sua band preferita- guardacaso proprio The Who-. Così, Jimmy decide di intraprendere un viaggio nei meandri della sua identità frustrata, in questo modo incontra i vari pezzi che lo compongono.

Il Disturbo Dissociativo di Identità

In generale si definisce Disturbo Dissociativo un particolare sconvolgimento del normale processo di codifica e integrazione delle informazioni a livello cosciente. Questo va, naturalmente, a minare la stabilità cognitiva e  per diretta conseguenza anche l’equilibrio comportamentale; da ciò deriva una perdita di controllo sia nella soggettività delle esperienze che nelle possibilità di accesso e recupero delle informazioni che normalmente sono associate alle esperienze soggettive e percettive, qualora vissute. Si ritiene che questi sintomi si possano spiegare tramite un profilo di attaccamento disorganizzato ; sin da bambino il soggetto in questione, si trova ad avere a che fare con genitori non sintonizzati con le sue esigenze, quindi violenti, non responsivi e incapaci di fornire al pargolo gli stimoli  sufficienti e necessari a favorire il suo corretto sviluppo psico-fisico. Il Disturbo Dissociativo di Identità costituisce un ramo dei Disturbi Dissociativi, ed è caratterizzato dalla presenza simultanea di personalità diverse nello stesso individuo che emergono in momenti e contesti differenti. A rendere inquietante la cosa non è solo il fatto che esistono solitamente 2 personalità predominanti nel soggetto ma anche la completa dimenticanza di come si è stati nel momento in cui una di queste, dominante o non, prende il sopravvento; si tratta di Amnesia Dissociativa ed è spiegabile come un costume di scena che viene indossato ogni volta da attori diversi e senza che nessuno di questi abbia la possibilità di assistere alle performances altrui. Il disagio che ne deriva compromette in maniera significativa l’ambiente sociale e/o lavorativo della persona coinvolta, poichè la rinchiude nell’inconsapevolezza delle proprie azioni e soprattutto nell’incapacità di riconoscere la responsabilità di quest’ultime, in quanto esse vengono percepite come distanti da sè e letteralmente, come se appartenessero ad altri.

Un viaggio verso la consapevolezza

Il passo più difficile per un paziente affetto da questo problema è riconoscerne la presenza e l’effettiva entità del problema. Non deve essere semplice mettersi in discussione a partire da semplici sospetti che poi sono rivelatori di una realtà ai limiti delle esperienze soggettive; un paziente tipico annuncia di sentire come se qualcuno volesse piangere con i suoi occhi, oppure sente che un’altra persona dentro di sè è imbarazzata o triste o in quel momenro sta soffrendo.  Come una di queste persone, anche per il nostro Cooper non deve essere semplice dubitare di se stessi al punto da demolire la propria personalità traballante e decidere di ricostruirsi, mattone dopo mattone, partendo da fondamenta più solide. Il viaggio di Jimmy lo conduce alla consapevolezza; è una strada sofferta, a tratti disperata, che giunge al culmine con I Had enough, una richiesta di aiuto da parte di chi ne ha abbastanza di vivere e minaccia il suicidio. Ma, alla fine di questo percorso, si trova la vittoria e in un certo senso la guarigione definitiva dalla sua alienazione; attraverso la rabbia e la delusione, getta lo scandaglio nelle profondità del suo Io e scopre la via che lo conduce ad una sensibilità nuova. Jimmy trova in sè la forza di ripartire dalla propria disillusione per prendere nuovamente in mano la sua vita e andare oltre il suo passato e la sua spaccatura interiore. L’album si chiude come si è aperto, con il suono del mare ma anche qualcosina in più; un grido –L’amore regna su di meLove Reign O’er Me.

 

 

 

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