Quando i turbamenti diventano una necessità: Törless e James, i “ragazzi senza qualità”

 I punti di contatto e i parallelismi tra due ragazzi “senza porta” e “senza qualità”.

Scena tratta dal film “I turbamenti dell’allievo Törless” di Volker Schlöndorff

È il 1902 quando Robert Musil, uno scrittore ventiduenne originario dell’Austria, partorisce Törless, protagonista del romanzo “I turbamenti dell’allievo Törless”, centocinque anni dopo Netflix, grazie alla penna americana di Charles Forsman, fa conoscere al grande pubblico James, protagonista della serie tv “The End Of The F***ing World”. Ma quali possono essere le sensazioni che avvicinano due giovani di epoche e situazioni completamente differenti?

I “ragazzi senza qualità”: un’introspezione malata

Törless è l’incarnazione perfetta del giovane che da grande diventerà il topico personaggio di Musil: l’uomo senza qualità. Törless corre incontro alla verità senza mai intervenire in alcuna situazione, vive passivamente la sua stessa vita e, a causa di questa impossibilità di agire, nella sua corsa affoga nella solitudine. La storia dei suoi “turbamenti” ha inizio con la fine dell’amicizia con il “delicatoPrincipe H. così da ritrovarsi solo in un collegio militare che ignora i suoi bisogni, lontano dai genitori a cui scrive alacremente lettere si sente un pesce fuor d’acqua. Entra in contatto con figure che offendono continuamente la sua morale fino al momento in cui conosce Beinberg, giovane dalla “figura sportiva e vigorosa” mosso da una sua personale interpretazione delle dottrine orientali, e Reiting, interessato alla sola carriera militare e sempre pronto ad aizzare le persone l’una contro l’altra. Assieme ai due si renderà complice di abusi psicologici, definibili come “esperimenti mistici ed esoterici”, e di violenze fisiche perpetrate nei confronti  del povero Basini, un ragazzo omosessuale che mente rispetto la sua bassa estrazione sociale così da venire accusato di furto. Innanzi a questi eventi il protagonista dimostra una confusa passività malsana che lo porta a pensare ininterrottamente senza prendere mai una decisione: Törless non si schiera, non agisce, non interviene (se non una volta per il puro gusto del disprezzo nutrito nei confronti di Basini). Tutto questo lo conduce presto nel limbo di due mondi dove uno è razionale, ordinato e prestabilito, mentre l’altro avventuroso, brioso e pieno di mistero.

 

Nell’Inghilterra del XXI secolo troviamo James, un diciassettenne convinto di essere psicopatico attratto dall’omicidio e dal dolore tanto da uccidere, per hobby, animali di piccola taglia e da immergere la sua mano in una friggitrice per il solo gusto di “sentire qualcosa”; è orfano di madre oltre che di una rigorosa educazione paterna. Il suo turbamento prende corpo nel momento in cui decide di uccidere un essere umano e chi se non Alyssa, una ragazza ribelle, sua compagna di classe, che volontariamente gli rivolge la parola? Dopo quel breve colloquio ha inizio una rocambolesca fuga che muta fortemente i rapporti tra i due fino al punto in cui James decide di rinunciare all’atteso omicidio premeditato, tuttavia per salvare la vita della sua compagna di fuga è costretto ad uccidere un uomo, Clive Koch, uno stupratore che stava per abusare del corpo di un’inerme Alyssa. Questo è uno dei pochissimi atti volontariamente effettuati da James dato che tra le innumerevoli fughe, i furti d’auto e gli interrogatori con la polizia è Alyssa ad essere la parte attiva dei due, è Alyssa ad agire e a prendere le decisioni, mentre James è solo un testimone. Si trova, dunque, aggrovigliato nelle trame di una storia che lo costringe ad agire passivamente, che lo obbliga a ricredersi sulla sua stessa esistenza e sui sentimenti che nutre nei confronti di quella ragazza che, con pochissime parole e tanti gesti, gli ha cambiato la vita. Anche dopo la separazione dei due – a cavallo tra la prima e seconda stagione – il successivo ricongiungimento ed una nuova fuga (nella seconda parte della serie televisiva) troviamo James intento ad osservare, incapace di ammettere a se stesso ed alla ragazza il suo amore (dobbiamo attendere sino all’ultima puntata), ed Alyssa ad agire.

Senza una via d’uscita

Sebbene sia solo un nome, l’appellativo del protagonista del romanzo svela una peculiare caratteristica: “törless”, in lingua tedesca, significa “senza porta” e dunque “chiuso” ed “ermetico”, ciò che noi oggi definiamo con il riduttivo termine “introverso”. Utilizziamo ora questo presupposto come punto di partenza. Musil e Forsman intendono presentare al mondo due ragazzi in grado di esistere e di crearsi solo grazie ai “turbamenti” sopracitati i quali li hanno plasmati e irrimediabilmente segnati nella loro esistenza. Entrambi i ragazzi sono messi alla prova da sensazioni e sentimenti che faticano ad inghiottire ancor prima di riuscire a metabolizzarli: solitudine, abbandono, morte, assenze, dolori ed assillante confusione. I nostri due “eroi” oltre ad essere sprovvisti di una porta che possa condurre ad un “mondo migliore”, oltre ad essere privi di un carattere forte e stabile, sono senza una via d’uscita, tanto da trovare nel silenzio (e nella solitudine) una sorta di scudo.

Il dominio della sessualità

Ho tralasciato un particolare sicuramente fondamentale e comune ad entrambi i personaggi: la sessualità. Tanti i momenti di ambiguità e le scene in cui i protagonisti sono posti davanti a situazioni fisiche e sessualmente subdole più grandi di loro, incombenti e pronte a porli sotto la grande lente d’ingrandimento in grado di mettere a nudo il loro fragile carattere. Nella prima stagione troviamo James sottomesso alla volontà sessuale di un uomo incontrato in un autogrill e parallelamente vi è Törless intento a tacere dinanzi alle provocazioni spinte di Božena, una prostituta di un bordello vicino al suo collegio. Da una parte vi è la fredda riluttanza provata dopo le avances sessuali richieste dalla ragazza ed il forte cambiamento di rotta compiuto nella seconda stagione, dall’altra parte dobbiamo prestare attenzione verso il disprezzo cinico provato nei confronti di Božena e l’inspiegabile attrazione provata da Törless alla vista di “quel corpo nudo, niveo” di Basini, suo compagno di classe. Tutte queste situazione mostrano quanto essi siano spinti verso desideri che non conoscono ed allo stesso tempo palesano come entrambi rifiutino, in un primo momento, l’amore per le donne in favore di un odio smisurato e senza senso.

Questa l’analisi di due personaggi così lontani nel tempo eppure così vicini nell’animo, due giovani mossi da una continua confusione, due ragazzi privati di loro stessi.

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