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Psicologia a 360°: guardiamo insieme quali sono le 7 branche della psicologia

Psicologia a 360°: guardiamo insieme quali sono le 7 branche della psicologia

La psicologia non ha solamente un campo di intervento, come si pensa comunemente, ma ne ha molteplici.

Guardiamo insieme le 7 branche più importanti della psicologia cercando di comprendere quale sia il ruolo dello psicologo in ogni singola area.

Ognuna ha il suo settore specifico ma vi sono dei principi di base che sono comuni a tutti.

Vediamoli insieme

PSICOLOGIA CLINICA

La psicologia clinica è una la più nota delle branche della psicologia.

Come suggerisce il suo nome, questa include sia lo studio scientifico sia le applicazioni della psicologia in merito alla prevenzione e all’intervento nelle problematiche psicologiche individuali, relazionali, gruppali e familiari oltre alla cura della psicopatologia quando presente.

I due fulcri centrali della pratica clinica psicologica sono:

  • la psicodiagnostica
  • l’intervento psicoterapeutico

Tutto questo tramite colloqui e tecniche specifiche di sostegno psicologico, partendo dal presupposto che il clinico conosca le principali tipologie di “difficoltà”.

Un’altra componente importantissima della pratica clinica è l’abilitazione/riabilitazione nelle problematiche non integralmente risolvibili come, per esempio, in presenza di disturbi debilitanti gravi.

Il termine “clinico” non deve essere tradotto solo parzialmente solo con il concetto di “cura” ma fa aggiunto anche il concetto di “prendersi cura” esattamente come si faceva al capezzale, un tempo, dove il paziente stava nel letto (dal greco, appunto, “clinè”) e chi se ne prendeva cura gli era a fianco.

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO

Questa particolare branca della psicologia studia l’evoluzione e lo sviluppo del pensiero e del comportamento umano nel corso del tempo.

Erroneamente, anche tra psicologi, si pensa che la Psicologia dello Sviluppo si concentri prevalentemente sulle fasi infantile e adolescenziale, ed invece questa tratta dello sviluppo umano dal concepimento fino alla morte, compresa tutta l’età adulta fino alla 4° età (over 75).

Si differenzia dalla psicologia dell’età evolutiva, la quale prende in considerazione solo lo sviluppo del bambino.

Lo sviluppo viene preso in considerazione analizzando sia il punto di vista genetico/biologico che il punto di vista ambientale.

Storicamente nasce e si diffonde all’incirca nell’800 e vede in Jean Piaget il primo e maggiore esponente dell’apprendimento e dello sviluppo nei bambini insieme a Melanie Klein, Donald Winnicott, John Bowlby e Mary Ainsworth oltre alla stessa Anna Freud (figlia di Sigmund).

PSICOLOGIA DEL LAVORO E DELLE ORGANIZZAZIONI

Questa particolare branca della psicologia si occupa dello studio dei comportamenti e delle problematiche (e come risolverle) delle persone nel contesto lavorativo e/o nello svolgimento della loro professione.

Si occupa in particolare, all’interno dell’organizzazione:

  • delle relazioni interpersonali
  • dei compiti da svolgere
  • delle regole
  • e del loro funzionamento

Dallo studio la Psicologia del Lavoro ricava modelli e li unisce alla teoria della psicologia classica applicando il tutto nell’ambiente di lavoro per

  • favorire il massimo benessere per il lavoratore;
  • favorire il massimo vantaggio per l’organizzazione;
  • migliorare le condizioni psicologiche di tutte le persone in questione, in particolare focalizzandosi sulla motivazione e sui rapporti con gli interlocutori di ruolo, con l’azienda e con l’ambiente di lavoro in genere.

A differenza della clinica non si occupa delle zone d’ombra degli attori in gioco ma piuttosto dei punti di forza e come esprimerli per il proprio bene e dell’organizzazione.

I campi della Psicologia del lavoro sono:

  • la gestione del personale
  • la leadership
  • la selezione (recruiting)
  • la valutazione
  • la formazione professionale
  • la comunicazione e i rapporti
  • le dinamiche di gruppo
  • la motivazione al lavoro
  • il sistema di ricompensa
  • lo sviluppo della carriera.

NEUROPSICOLOGIA

Un’altra branca della psicologia che prendiamo in esame è la neuropsicologia, ovvero quella disciplina che studia i processi cognitivi e comportamentali dell’individuo correlandoli con i meccanismi anatomo-fisiologici-neurologici che li mettono in moto.

Questa inoltre studia le alterazioni delle funzioni cognitive causate da lesioni o disfunzioni locali al sistema nervoso.

Si basa come la Psicologia Clinica sul metodo scientifico, e si affianca alla neurologia e alla psichiatria condividendo il punto di vista della psicologia cognitiva (o cognitivismo).

Il neuropsicologo lavora:

  • in università
  • in cliniche o ospedali
  • in ambito sociosanitario
  • nell’industria (es. farmaceutica)
  • e in tutte quelle altre strutture dove è richiesta una competenza scientifica sul funzionamento fisiologico e patologico del sistema nervoso.

SESSUOLOGIA

La sessuologia è una disciplina trasversale che studia gli aspetti medici, psicologici e socioculturali della sessualità.
Difatti, va distinta

  • una branca biologico-medica;
  • una branca psicologica;
  • una branca antropologico-sociale

Ognuna di queste branche ha una figura di riferimento che lavora diversamente dagli altri.

Il medico sessuologo si focalizza sui comportamenti devianti legati alla sfera sessuale, definiti parafilie (psichiatra), oltre a tutti gli aspetti fisio-biologici degli organi sessuali (Neurologo, Urologo, Andrologo, Ginecologo e Endocrinologo.

Il ricercatore indaga i fenomeni della sessualità rispetto alla sua genetica e al ruolo dei sistemi endocrino e nervoso centrale nelle sue manifestazioni normali e patologiche.

Lo psicologo sessuologo svolge in egual modo la sua professione. L’unica differenza è che il suo campo d’azione è specifico della sfera sessuale.

L’antropologo e il sociologo si occupano dello studio e del valore culturale e semiologico dell’organizzazione sessuale nell’organizzazione sociale.

CRIMINOLOGIA

La criminologia coagula in sé lo studio del crimine tra varie branche del sapere, quali psicologia, psichiatria, sociologia, diritto, medicina, pedagogia e antropologia e statistica.

Esse hanno cercato di rispondere, tra i tanti interrogativi, a “perché l’essere umano commette crimini?”.

La Criminologia viene definita multidisciplinare proprio in conseguenza della molteplicità di prospettive, conoscenze ed esperienze che in essa convergono.

Si sviluppa tra i meandri del crimine il diritto penale, il quale prende però molto marginalmente in considerazione, per la produzione normativa, apporti di altre materie quali la psicologia forense.

La psicologia forense è un’area specialistica della psicologia giuridica che si occupa dei processi psicologici relativi ai diversi aspetti della dimensione giuridico-forense.

La psicologia criminale, invece, si occupa prevalentemente di profilare le tipologie dei vari killer attraverso uno studio sia di stampo sociologico/antropologico (lo studio sul campo a mo’ di “Mind Hunter, celebre serie di Netflix) sia di stampo puramente scientifico psicologico.

Il secondo di sviluppa attraverso un’analisi dei dati empirici e ricerca di dimostrazioni sulle teorie ipotizzate attraverso il lavoro sul campo con il supporto della statistica.

PSICHIATRIA

La psichiatria, a differenza di tutte le altre sopracitate, è una branca della medicina (e non della psicologia) che si occupa dello studio sperimentale, della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali.

Partendo dal punto di vista medico, la psichiatria può intervenire a livello bio-chimico-fisiologico attraverso la somministrazione di farmaci per minimizzare il rischio autolesivo o lesivo verso gli altri. (previa diagnosi psicopatologica).

Oltre agli aspetti medico-farmacologici, la psichiatria considera e integra anche gli aspetti neurologici, psicologici, sociologici, giuridici, politici.

 

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