Il Superuovo

Il DDL Zan ci permette di vivere l’emancipazione sessuale degli antichi Greci

Il DDL Zan ci permette di vivere l’emancipazione sessuale degli antichi Greci

Il DDL Zan continua a far discutere, un decreto che forse avrebbe messo a tacere persino Aristofane!

“Amore libero!” è il motto quasi hyppie degli antichi Greci, che attraverso le opere di Platone, Saffo e Archiloco ci parlano della bellezza della sessualità, al tempo del DDL Zan.

L’equipe di Alessandro Zan ha più di 2500 anni

Il DDL Zan è il decreto legge che nelle ultime settimane ha scosso e diviso l’opinione pubblica. Il decreto deve il suo nome ad Alessandro Zan, il deputato PD che l’ha presentato. Ne abbiamo sentito parlare ovunque: tv, social, radio, ma si sa, quel che fa discutere, crea confusione e la disinformazione è sempre dietro l’angolo.

I punti del disegno di legge sono ben definiti: il principio che guida tutti gli articoli è quello della «prevenzione e del contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità». Il testo comprende anche dovute precisazioni su quel che si intende per «sesso» e per «genere».

Per «orientamento sessuale», poi, si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi. Il decreto mirerebbe, dunque, a difendere il cittadino vittima di violenza, mirando inoltre a sensibilizzare la comunità su temi fondamentali quali l’identità di genere.

Il miglior deterrente, oltre al crucifige sociale (e social) per il reo è una pena rigorosa. Da chi si oppone radicalmente al DDL Zan, ai giuristi che mirano a individuarne i difetti, a chi lo ritiene superfluo, a chi lo innalza a exemplum del progresso in campo di politiche sociali, tutti dimenticano qualcosa. Alessandro Zan ha potuto contare sull’appoggio di un’equipe di tutto rispetto!

Gli antichi Greci ci insegnano l’amore libero

Saffo, Erodoto, Senofonte, Platone, Ateneo sono gli ispiratori del DDL Zan. Nell’antica Grecia, infatti, l’orientamento sessuale non era considerato un identificatore sociale. Quel che faceva la differenza, nella patria dei grandi padri del pensiero europeo, non era il sesso degli amanti.

L’omosessualità cantata da Saffo, la libertà sessuale espressa dal papiro di Colonia di Archiloco e da Anacreonte, ne sono l’espressione più alta. Piuttosto, il discriminante consisteva nel ruolo che ciascun amante rivestiva all’interno dell’atto sessuale omosessuale, se fosse dominante (più anziano) o dominato (più giovane).

Il non riuscire ad invertire i ruoli proporzionalmente all’età, infatti, era considerato poco virile, oltre che altamente irresponsabile. Lo studioso Kenneth Dover sottolinea la beffa che il commediografo ateniese Aristofane infligge di sfuggita, in diverse sue opere teatrali, ad un qualche particolare cittadino ateniese, noto per la sua persistenza nel tempo nel ruolo dell’amato (passivo) oltre al compimento della maturità.

L’omosessualità, dunque, non era un’alternativa all’amore eterosessuale, e il rapporto sessuale è inteso come un arricchimento interiore nel caso dell’amore platonico tra fanciullo e maestro. Si poteva benissimo amare uomini e donne indistintamente, in quanto i Greci, nell’amore, cercavano il bello indipendentemente dal sesso di chi amavano. Ma, nella patria della misura e del meden agan, c’erano delle regole.

La poetessa Saffo, in un dipinto di John William Godward

Aristofane sarebbe stato una vittima del DDL Zan?

Il lasciarsi andare ai sensi era considerato riprovevole, indipendentemente dal sesso e dall’età dell’amante, donna, uomo o ragazzo che fosse. Una condotta sessuale eccessivamente libertina e la mancanza di controllo erano considerate pregorative di un amore volgare, vissuto solo per soddisfare le pulsioni tramite l’atto sessuale.

I Greci definivano infatti virtuoso chi sapeva resistere alle tentazioni, come Socrate con Alcibiade nel Simposio. Nell’antica Grecia, amare liberamente era una pratica permessa dalle leggi, nonché celebrata nei riti e dalla letteratura.

Certo, se foste stati un bersaglio politico di Aristofane, questi avrebbe potuto schernirvi pubblicamente. Le sue argomentazioni grottesche vi avrebbero dipinti come ragazzi che si concedono al (o ai) partner con estrema facilità, o come degli eterni passivi.

Chissà se il DDL Zan avrebbe censurato la commedia politica ateniese! Quel che è certo è quel che Alessandro Zan ha compreso, sulla scia dei pensatori che prendono polvere sui banchi del liceo classico. E cioè che una società libera e giusta vive la sessualità con libertà ed emancipazione.

 

 

 

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