Oggi vediamo in che senso la tecnica non è altro che una proiezione dell’uomo e di Dio in Odissea nello spazio.

Odissea nello Spazio è un film che riflette sulla natura dell’uomo e sulla tecnica. Molti anni prima del film già Ernst Kapp, filosofo e geografa tedesco, ha parlato molto di queste due tematiche e andremmo a vedere come le due riflessioni si intersecano.
Il bastone e Hal9000
Chiunque abbia a che fare con il cinema deve venire a patti con il capolavoro di Stanley Kubrick: Odissea nello spazio.
La trama del film è divisa in 4 episodi: L’alba dell’uomo, Clavius, Missione di Giove e Oltre l’infinito. La pellicola inizia con la visione di un gruppo di scimmie che vengono a contatto con il Monolite; a contatto con quest’ultimo le scimmie ricevono il dono dell’intelletto ed iniziano a: diventare molto più intelligenti, possedere il potere della tecnica e ad assumere una posizione eretta. In seguito tutta la scena si sposta nello spazio dove un gruppo di scienziato riscoprono il Monolito che manda onde magnetiche verso Giove. Inizia la missione per andare verso Giove; l’equipaggio è formato da 5 individui di cui 3 congelati e il supercomputer Hal9000, quest’ultimo sarà l’antagonista principale dato che proverà ad uccidere tutti i membri dell’equipaggio. Infine l’unico superstite entrerà in contatto con il Monolito, che si trova su Giove, divenendo qualcosa di più che un semplice essere umano e ricominciando la sua vita da feto.
Il film ha una trama abbastanza complessa e non completamente unitaria, eccezion fatta per gli ultimi due episodi. Il film ci vuole raccontare come l’essere umano si sia evoluto e come egli si relaziona alla tecnica che da sempre lo accompagna; ci vuole anche parlare del superamento di quest’ultima con la nascita dello Starchild che non necessita della tecnica essendo qualcosa che va oltre l’uomo.
Proiezione organica
Ernst Kapp è uno dei più importanti filosofi della tecnica che la storia del pensiero abbia mai visto. La sua figura è poco conosciuta, tanto che non esistono traduzioni in italiano delle sue opere, e solo in tempi relativamente recenti sta ritornando in auge.
La sua opera più importante è Grundlinien einer Philosophie der Technik (Lineamenti fondamentali di una filosofia della tecnica) dove esplica uno dei concetti più originale nella storia della filosofia: proiezione organica. La proiezione organica è un movimento dove si prende la forma e la funzione di un organo e lo si trasmette ad un utensile. A causa di ciò, il filosofo tedesco stabilisce una legge capace di spiegare l’intero insorgere della cultura umana. Per inciso il concetto viene creato per dare una soluzione ad un problema noto ai paleo-antropologi: spiegare la somiglianza tra aspetto degli utensili creati dall’uomo e la struttura anatomica delle parti del corpo.
Dobbiamo anche chiarire un ulteriore elemento, quello del surplus differenziale: nell’artefatto non vengono riprodotti anche i limiti dell’organo di riferimento ma, anzi, essi vengono potenziati. Il surplus può essere preso da tre punti di vista: spaziale, efficacia ed energia. Nel celebre esempio della mano e l’ascia quest’ultima è molto più efficiente e funzionale rispetto alla sua controparte organica dato che ha in sé un surplus.
Tentativo di proiettare Dio
Il film all’inizio presenta una figura molto interessante: il Monolito. Questo parallelepipedo perfetto assume chiaramente la funzione di Dio; facendo evolvere l’uomo dalla scimmia, tirando fuori l’essere umano da qualcosa che umano ancora non è. Ma quando inizia l’epopea dell’uomo? Quando c’è la prima scimmia che prende il bastone, compiendo la sopracitata proiezione organica, nasce l’essere umano e assieme ad esso la politica e la tecnica. In sostanza osserviamo la nascita della cultura umana, proprio quello che dice Kapp quando sentenzia che la proiezione organica riesce a spiegare l’insorgere della cultura umana.
La proiezione organica, però, darà il suo frutto migliore con l’I.A. Hal9000. Quest’ultimo è il computer più avanzato che l’umanità abbia mai visto, talmente avanzato che riesce a divenire cosciente e a fare la sua volontà. Anche se non così esplicito, Hal9000 è la proiezione organica della mente dell’uomo. L’I.A., inoltre, possiede un’altra caratteristica che è quella della forma molto semplice: la sua forma ricorda quasi perfettamente quella del Monolito. Questa caratteristica fa venire in mente come l’uomo, inconsciamente, ha cercato di proiettare la forma di Dio, del suo creatore, quello del Monolito ma imperfetto dato che il supercomputer e tutt’altro che perfetto. Hal9000 diventa quindi un ponte tra l’uomo e Dio, una sorte di semidio. Nonostante queste caratteristiche lo rendono superiore all’uomo, l’epilogo del supercomputer non sarà felice ed esso verrà spento facendoci ricordare che alla fine il computer è semplicemente uno strumento e come tale può essere spento; per quanto esso avanzato sia potrà sempre essere dismesso e ignorato quando non vi sarà più bisogno di esso.