È un animale unico nel suo genere e il rappresentante della lontanissima epoca dell’Ordoviciano, il secondo periodo del Paleozoico.

Sui Social Network, sono comparse numerose immagini di strani animali: i granchi a ferro di cavallo o granchi reali o Limuli. In questo articolo parleremo proprio di loro, evidenziando i motivi che li rendono organismi tanto speciali.
Gli Xyphosura
Nonostante questi particolari animali siano chiamati granchi, essi nono sono affatto dei crostacei, ma bensì degli Artropodi, appartenenti alla classe degli Xiphosura (Gr, «xiphos», spada;«ourà», coda). Da un punto di vista evolutivo, molto sorprendentemente, sono più vicini ai ragni e agli scorpioni che ai granchi. Attualmente, ci sono solo quattro specie marine che fanno parte della famiglia dei Limulidae: tre sono indo – pacifiche e la quarta è nord – atlantica.
Il loro aspetto non è certo dei migliori: hanno un corpo a “U” che assomiglia, appunto, al ferro di un cavallo ed una porzione caudale lunga e rigida, che permette all’animale di tornare nella giusta posizione se capovolto. Il guscio esterno, di colore marrone, è anch’esso rigido e permette al Limulo di potersi difendere da possibili predatori. Quello che questo animale ha di lontanamente simile ai granchi sono le sei paia di appendici ventrali (chiamate cheliceri) che gli permettono di muoversi sul fondale marino e di portare il cibo alla bocca. Infine, sempre nella parte caudale e ancorate al carapace, si trovano delle spine mobili, utili per difendersi e per procacciarsi il cibo. La differenza sessuale prevede inoltre che il maschio sia più piccolo della femmina.

Un fossile vivente
Si definisce fossile qualsiasi resto animale o vegetale che è vissuto in epoche geologiche precedenti a quella attuale, rimasto nei diversi strati della crosta terrestre. I fossili non sono più materiale organico, ma bensì resti litificati (le molecole organiche sono state sostituite dai minerali) di qualcosa che, un tempo, era ancora vivente.
Fu Charles Darwin a coniare l’espressione “fossile vivente” per indicare gli organismi ancora in vita che conservano caratteristiche primitive e quasi identiche ai loro progenitori, senza essersi modificati di molto durante il passare del tempo. Queste specie hanno quindi in comune la grande maggioranza dei propri tratti con i loro antenati fossili, da sembrare lo stesso organismo. I granchi a ferro di cavallo sono infatti animali che sono sopravvissuti a qualsiasi estinzione di massa e si sono preservati quasi identici a sé stessi per tutto questo tempo.
A Manitoba, in Canada, sono stati ritrovati resti fossili di Lunataspis aurora, progenitrice dei granchi reali moderni, conservati in ottime condizioni. Questa specie, quasi identica alle quattro attuali, sembra essere vissuta al tempo in cui la vita animale e vegetale si era appena stabilita sul pianeta. Questi fossili risalgono infatti a circa quattrocento cinquantacinque milioni di anni fa, cioè al tardo Ordoviciano (periodo geologico dell’era Paleozoica). È sorprendente, e quasi strabiliante, pensare che i Limuli che si incontrano oggi abbiano caratteristiche molto simili a quelle dei loro progenitori che abitavano il pianeta quasi cinquecento milioni di anni orsono.
Secondo gli scienziati, sembra, anche se non con assoluta certezza, che questi animali non siano mutati durante il corso del tempo grazie al fatto che gli habitat di Lunataspis e degli Xiphosuri odierni siano, a grandi linee, tra loro molto simili. Questi animali hanno infatti sempre abitato zone marine costiere dal basso fondale e la loro grande adattabilità ecologica ha favorito loro questo destino.
C’è comunque da sottolineare che la somiglianza dei fossili ritrovati con le forme attuali non indica che le specie dell’Ordoviciano coincidano a quelle del ventunesimo secolo e che quindi siano lo stesso esemplare.

Un animale nobile
Come detto precedentemente, i Limuli vivono in zone costiere di basse profondità, luoghi in cui è presente un’alta concentrazione di batteri. Questi sono anche gli habitat in cui si riscontra un maggiore inquinamento ambientale, per cui gli animali che ci risiedono devono far fronte a due delle principali minacce per la loro sopravvivenza.
I granchi reali hanno un guscio esterno composto da chitina che, seppur rigido, si fora più facilmente di un guscio in carbonato di calcio (come quello dei molluschi). Nel corso dell’evoluzione, hanno perciò dovuto trovare un metodo ingegnoso per eliminare e rallentare i batteri che riuscivano a penetrate nei loro tessuti molli.
Nonostante il granchio a ferro di cavallo sia un Artropode, il suo sistema circolatorio è particolarmente sviluppato e molto studiato. Il sangue di questi animali è blu. Esso non contiene emoglobina, che per trasportare l’ossigeno utilizza il Ferro, ma bensì l’emocianina, che impiega invece il Rame. I loro amebociti (noi abbiamo invece i linfociti), ovvero cellule fagocitarie di difesa che circolano nel sangue, intrappolano i batteri in una sorta di bolla semi – solida e li immobilizzano, in attesa che la catena di difesa li smaltisca dall’organismo. Questo loro sistema è degno di nota perché, non solo intrappola i batteri vivi, ma è sensibile anche alle tossine batteriche rilasciate e che possono persistere nell’organismo, dopo aver eliminato la minaccia principale.
Un grande aiuto in medicina
I Limuli sono largamente impiegati come cavie da laboratorio nelle aziende farmaceutiche per testare le potenziali contaminazioni da endotossine batteriche nei farmaci. Ancora più in generale, a partire dal 1971, il coagulogeno estratto dal sangue dei granchi a ferro di cavallo è diventato il focus del modo in cui si testa l’efficacia di tutti i farmaci che possono essere iniettati ed ingeriti, proprio per la reattività del sangue dei Limuli alla presenza di specifici batteri e tossine.
Il lisato dei loro amebociti è alla base di quello che viene chiamato Limulus Amebocyte Lysate (LAL) test. Utilizzato nei laboratori, serve soprattutto per stabilire o meno la presenza di batteri in farmaci ad uso umano, ma è anche utile per garantire la sterilità nelle sale operatorie, per riconoscere cellule tumorali e per la ricerca di nuove terapie per l’HIV.
A grandi linee il test funzione in questo modo: si verifica se il lisato, a contatto con una sostanza che potrebbe contenere tracce batteriche o, più in generale, tracce di tossine batteriche, coagula. Se le tossine batteriche sono presenti nel campione, inizia una cascata di riconoscimento che porterà alla formazione di un coagulo, ben visibile al microscopio, che indicherà dunque una non sterilità.
Il salasso e lo sfruttamento
Ciò che è contenuto nel sangue dei Limuli è di vitale importanza in medicina e in farmacologia. Nonostante le buone intenzioni di ampliare le frontiere mediche, ogni anno vengono messi al salasso più di cinquecento mila granchi reali per estrarre il 30% del loro nobile sangue blu. Dopo questa procedura, gli esemplari vengono lasciati liberi ma, purtroppo, il 15% non sopravvive a causa dell’elevato ed insostenibile stress a cui sono sottoposti durante il trattamento.
Inoltre, questi animali, prima di essere sfruttati dalle aziende farmaceutiche, venivano utilizzati come concime, come esche per la pesca e come alimento per il bestiame.
La loro drastica diminuzione non ha fatto solamente rientrare i Limuli nella lista delle specie da preservare, ma potrebbe anche contribuire a far calare il numero di tutti quegli animali la cui vita dipende da quella del granchio reale e quindi compromettere la catena alimentare. Infatti, le loro uova fanno parte della dieta di alcuni uccelli, granchi e tartarughe. Il Piovanello maggiore (Calidris canutus) si nutre di migliaia di uova di Limulo e, se non sazio abbastanza, non riesce a completare la sua migrazione, una delle più lunghe al mondo, dall’Antartide al Nord del Canada.

Una curiosità per gli amanti dei Pokemon
Kabuto, uno dei primi Pokemon che i veterani ricorderanno, è un animale che racchiude in sé sia le caratteristiche dei Trilobiti (un gruppo di Panartropodi dell’era Paleozoica che ricordano gli Xiphosuri a cui sono filogeneticamente affini) che quelle dei Limuli. Il suo nome deriva da una parola giapponese, kabuto (兜), ovvero elmetto e kabutogani (兜蟹), ovvero limulo o granchio reale.
Secondo gli archivi dei giochi e dei manga, questo Pokemon viene resuscitato da un fossile e ha origini antichissime (difatti ci sono pochissimi esemplari viventi). Ha un esoscheletro marrone che lo protegge, vive sui fondali marini ed occasionalmente arriva sulla terraferma. Cosa più importante è che non ha subito mutazioni, nel corso di ben trecento milioni di anni.

