Primarie USA, il ritiro di Bernie Sanders e l’inizio della corsa alla Casa Bianca

Bernie Sanders rinuncia alla candidatura, Biden lo ringrazia, Trump lo sbeffeggia, ecco il preludio alle elezioni più strane della storia recente 

Bernie Sanders dopo una dura lotta, ferma la sua campagna elettorale.Il suo sfidante, Joe Biden, era arrivato a conquistare 1.147 delegati contro i suoi 861: un vantaggio seppur algebricamente non definitivo, sarebbe stato elettoralmente incolmabile. Probabilmente, stando alle indiscrezioni dei media americani, anche l’intervento di Barack Obama potrebbe aver influito sulla scelta. L’ex presidente avrebbe chiamato nei giorni scorsi Sanders per convincerlo alla resa. Il Senatore alla fine ha ceduto. Sanders, in un discorso in streaming l’8 aprile, ha annunciato il suo ritiro dalle primarie del partito democratico“È una decisione dolorosa, ma necessaria, una rimonta è virtualmente impossibile e non posso in tutta coscienza andare avanti con una campagna senza possibilità di successo, che interferirebbe con l’importante lavoro richiesto a tutti noi in queste ore difficili” ha proseguito Sanders, senza giri di parole, consegnando la nomination del Partito democratico Usa nel mani dell’ex vicepresidente.

L’annuncio

Questa volta, però, il senatore del Vermont sente di aver vinto perlomeno la battaglia ideologica“Non troppo tempo fa le nostre idee venivano considerate radicali e marginali. Oggi la maggioranza degli americani capisce che dobbiamo alzare il minimo salariale, che la salute è un diritto di tutti e che dobbiamo cambiare il nostro sistema energetico per salvare l’ambiente”.  Come da prassi nella politica statunitense, Bernie Sanders si è ritirato ma ha annunciato tecnicamente solo la “sospensione” della sua candidatura: questo non vuol dire però che la sua decisione sia parziale o temporanea. Anche quando un candidato si ritira, infatti, il suo comitato elettorale resta aperto e funzionante per pagare dipendenti e fornitori. “Joe Biden sarà il candidato”, ha detto Sanders. “È una persona perbene ed è una persona con cui lavorerò. Insieme sconfiggeremo Donald Trump”. Il suo nome rimarrà sulle schede elettorali dei prossimi stati in cui si voterà, allo scopo di non essere escluso dalla distribuzione dei delegati per poter comunque avere un importante peso politico nelle decisioni della direzione del partito.

Le Reazioni

Biden gli ha subito risposto : “Sanders è una persona per bene, un grande leader. So quanto sia stato difficile per lui e per i suoi sostenitori rinunciare. Ma ha messo l’interesse della Nazione sopra ogni cosa. Lo ascolterò, affronteremo insieme il climate change. Renderemo la sanità e le università accessibili a tutti. Insieme sconfiggeremo Trump e trasformeremo questo Paese“. A rovinare questo clima “tarallucci e vino” anche tra avversari a cui nel nostro paese non siamo troppo abituati, ci pensa il Presidente Trump con un tweet: “Bernie Sanders è FUORI! Grazie a Elizabeth Warren. Non fosse stato per lei, Bernie avrebbe vinto in quasi tutti gli Stati nel Super Martedì. Finisce proprio come volevano i Democratici e il Comitato nazionale del partito, cioè nello stesso modo che abbiamo visto con il fiasco della corrotta Hillary. I sostenitori di Bernie dovrebbero venire nel partito repubblicano, SCAMBIO!».

Il Futuro

La provocazione del presidente lancia quella che sarà la campagna elettorale più anomala e difficile della storia americana. Stando all’ultimo sondaggio commissionato dalla Cnn  il 55% degli interpellati pensa che l’amministrazione abbia fatto «un pessimo lavoro» nell’opera di prevenzione della pandemia contro un 45% è invece soddisfatto. Esiste però anche un fronte interno su cui Biden dovrà confrontarsi, il voto dei sostenitori di Sanders che da mesi scrivono sui social: «O Bernie o nessun altro, che porta con se la minaccia dello stesso livello astensionismo nei giovani di sinistra, che contribuì alla sconfitta di Hillary Clinton nel 2016. Anche se di contro una figura più moderata potrebbe rubare molti voti di centro a Trump che a parte il suo zoccolo duro di fan sta ricevendo molte critiche da mesi oramai da entrambi i lati delle barricate politica. Non ci resta che vedere cosa succederà andando avanti, l’unica cosa certa e che la gestione della crisi peserà molto sui risultati di novembre.

 

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