Il Superuovo

Dr. Jekyll e Mr. Hyde nel romanzo di Stevenson e nel cosmo di Empedocle

Dr. Jekyll e Mr. Hyde nel romanzo di Stevenson e nel cosmo di Empedocle

L’opposizione tra il bene e il male è il tema centrale del romanzo di R.L. Stevenson “Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde” come della filosofia di Empedocle di Agrigento.

dr. Jekyll e mr. Hyde impagine

“Lo strano caso del Dr. Jekyll e mr. Hyde”, pubblicato ormai nel 1886, risulta ancora oggi essere una delle più efficaci rappresentazioni della dicotomia bene e male, amore e odio. Tema carico di implicazioni filosofiche, teologiche e psicologiche, che molta risonanza ebbe nella filosofia antica, come in Empedocle (ma si potrebbero fare anche altri esempi), e che giunge ai nostri giorni passando attraverso le religioni e per autori come Leibniz, Nietzsche e Freud. Qui ci limiteremo a raccontare come sia rappresentata questa dicotomia nel celeberrimo romanzo di Stevenson e come essa abbia un ruolo centrale nella cosmologia di Empedocle di Agrigento.

 

Robert Louis Stevenson Wikipedia

Nel Romanzo di R.L. Stevenson

Il Dr. Jekyll viene descritto come un stimato medico di Londra, ammirato sia per le sue spiccate doti professionali sia per la sua ineccepibile condotta morale. Quest’uomo insospettabile nasconde un terrificante segreto: si trasforma nella “versione malvagia” di sè stesso, a cui viene dato il nome di Mr. Hyde, e commette crimini efferati in città. Il dr. Jekyll causa questa trasformazione volontariamente, assumendo una pozione che permette al male che è in lui di prendere il sopravvento, facendogli cambiare fisionomia e personalità. Presto il famoso dottore perde il controllo della sua metamorfosi e non riesce più a conciliare le due parti di sè, una divenuta irriconoscibile all’altra,  è  quindi costretto a suicidarsi per porre fine alla serie di crimini commessi dal suo alter ego.

 

Perchè Jekyll decide di scindere la sua personalità?

La domanda interessante è: come Jekyll arrivò alla conclusione che fosse necessario sdoppiare completamente la propria personalità, al punto da permettere l’esistenza di Hyde? L’interpretazione più plausibile, che si evince dalle pagine del libro, è che il dottore avvertisse dentro di sè una spaccatura, una lotta costante tra il bene e il male, tra l’amore per il prossimo e l’odio indiscriminato. Non riuscendo ad accettare questa dicotomia, scelse di separare completamente la sua personalità, in modo che Jekyll (il bene) non fosse più tormentato e che Hyde (il Male) potesse avere libero sfogo. La rottura del diaologo tra quelle che sono le due facce della stessa medaglia non ha potuto che avere conseguenze nefaste, non controllandosi a vicenda le due entità non hanno fatto altro che tendere a comportamenti sempre più estremi nelle opposte direzioni. La conseguenze inevitabili  sono state prima la perdita di senno e poi il suicidio dello stesso Jekyll. Questo ci fa comprendere come l’individuo stesso sia, indivisbilmente, sia male che bene, sia amore che odio e che, piuttosto che essere distrutto da questa divisione, ne sia invece la sintesi e il ‘risultato’.

Emmpedocle rappresentato nelle Cronahce di Norimberga Wikipedia

Amore e Odio come principi dell’Universo

Abbiamo visto come nel romanzo di Stevenson l’Amore e l’Odio sono i due principi dal cui contrasto emerge l’individuo. In Empedocle dallo scontro e dall’equilibrio dinamico tra Filìa (Amore) e Neikos (Odio) emerge l’intero Universo. Il cosmo in cui viviamo, per Empedocle, è un momento transitorio in cui i due principi fondamentali dell’Universo hanno trovato una satbilità che consente alla realtà di sussistere come la vediamo. Da uno squilibrio tra le due forze, che nel lungo tempo risulta inevitabile, deriva la distruzione dell’ordine (cosmos in greco), necessario affinchè nel mondo vi siano quelle ‘regole fisiche’ stabili che gli permettono di non comportarsi in modo casuale. Amore e Odio sono contenuti in ogni ente, questo si manifesta in una realtà che tende ad unirsi o a separarsi, che tende ad un moto di attrazzione o di repulsione (si può pensare come simile al magnetismo). Per spiegare come l’ordine dell’Universo sia venuto a costituirsi, Empedocle parla di forza centrifuga e centripeta, dal rapporto tra queste due forze emerge la struttura del mondo. Il piano morale, che riguarda il bene e il male, e quello fisico vengono dunque, non a confondersi, ma sicuramente a sovrapporsi essendo uno una sorta di rappresentazione dell’altro. Possiamo dunque dire, in una maniera sicuramente imprecisa ma efficace, che l’Universo pensato da Empedocle risulta estremamente simile all’individuo concepito da Stevenson, ‘sano’ quando il bene e il male al suo interno sono in equilibrio, portato verso un’inevitabile distruzione tanto più si estremizza la dicotomia interiore.

 

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