Il Superuovo

Prelevare materiale dalla Luna come Astolfo nell’Orlando furioso: ecco lo scopo della missione cinese

Prelevare materiale dalla Luna come Astolfo nell’Orlando furioso: ecco lo scopo della missione cinese

L’innegabile fascino della Luna ha fin dall’antichità catturato l’attenzione degli uomini che dalla notte dei tempi l’ammirano estasiati, l’hanno venerata al pari di una dea e hanno immaginato modi per raggiungerla. Ai nostri giorni questo corpo celeste non è più così irraggiungibile e misterioso.

Dettaglio da “Osservazioni astronomiche. Luna”, Donato Creti

Un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità“, è la frase pronunciata dall’americano Armstrong ed emblematica della missione Apollo 11 che, nel 1969, portò per la prima volta l’uomo sulla Luna. Dopo questa svolta epocale, raggiungere questo satellite non è più sembrato così difficile. Da quella missione furono riportati campioni della superficie lunare e ora la Cina si appresta a sua volta a prelevarne dei frammenti. Tuttavia già qualcuno nel lontano 1516, in letteratura, aveva riportato sulla Terra qualcosa dalla Luna: Astolfo.

La nuova missione della Cina: portare sulla Terra 2 kg di Luna

Chang’e 5 è il nome della missione cinese partita dal centro di Wenchang, nell’isola di Hainan, lo scorso 23 novembre 2020 (per l’orario cinese già nella mattinata del 24). In seguito all’allunaggio, più volte erano state prelevate quantità di superficie della Luna e portate sulla Terra sia dagli Stati Uniti che dalla Russia. Adesso è la Cina, nell’ottica di entrare in competizione con gli Stati Uniti, ad aver intrapreso un ambizioso progetto, poiché sono implicate manovre mai messe in atto in precedenza.  Sbarcherà sul suolo lunare il 29 novembre, precisamente sull’Oceanus Procellarum, parte di una grande pianura vulcanica, un veicolo che nell’arco di due settimane dovrà scavare al fine di raccogliere 2 kg di materia. Questo campione sarà utile per studiare l’evoluzione geologica della Luna in quanto preso in una zona della superficie costituita da rocce e sedimenti di 1,2 miliardi di anni fa, quindi relativamente recenti. Il rientro è previsto per la metà del mese di dicembre e se il programma avrà un esito felice contribuirà a rendere la Cina una grande potenza anche nell’ambito della conquista dello spazio.

Aldrin con Neil Armstrong riflesso nel proprio casco

Il viaggio di Astolfo sulla Luna nell’Orlando furioso

Ludovico Ariosto nel XXXIV canto del suo Orlando furioso immagina che il cavaliere cristiano Astolfo giunga in groppa ad un ippogrifo, creatura leggendaria metà cavallo e metà grifone, sul monte del Paradiso terrestre. Da qui san Giovanni Evangelista lo guiderà sulla Luna, secondo la volontà divina, affinché recuperi il senno del paladino Orlando, impazzito per amore, consentendo la vittoria dell’esercito di Carlo Magno contro i Saraceni.

Da l’apostolo santo fu condutto
in un vallon fra due montagne istretto,
ove mirabilmente era ridutto
ciò che si perde o per nostro diffetto,
o per colpa di tempo o di Fortuna:
ciò che si perde qui, là si raguna. (…)

Lungo sarà, se tutte in verso ordisco
le cose che gli fur quivi dimostre;
che dopo mille e mille io non finisco,
e vi son tutte l’occurrenze nostre:
sol la pazzia non v’è poca né assai;
che sta qua giù, né se ne parte mai.

La Luna nel celebre poema cavalleresco, la cui prima edizione risale al 1516, è il ricettacolo di tutto ciò che viene perduto sulla Terra e dunque simbolo della vanità dell’affannarsi umano. Essa agli occhi del meravigliato Astolfo appare simile ad un acciaio privo di macchie e sulla sua superficie si trovano laghi, fiumi, pianure, montagne e campi diversi da quelli terrestri. Senza indugiare troppo nell’osservazione del paesaggio, il cavaliere viene condotto ad un vallone fra due montagne dove si trovano le cose smarrite per l’incapacità, per l’azione del tempo o per colpa della Fortuna. Ecco davanti a lui una moltitudine immensa di preghiere, di sospiri di innamorati, di progetti inutili, di fama, di regni un tempo potenti, di doni elargiti ai principi per ottenere ricompense, di trattati politici, di opere di falsari e soprattutto di vani desideri. La pazzia invece non è presente, nota ironicamente l’autore, poiché non si allontana mai dal nostro pianeta.

“Un uomo e una donna davanti alla luna” di Caspar David Friedrich

La Cina porta sulla Terra materiale lunare, Astolfo il senno di Orlando

Poi giunse a quel che par sì averlo a nui,
che mai per esso a Dio voti non ferse;
io dico il senno: e n’era quivi un monte,
solo assai più che l’altre cose conte.(…)

Altri in amar lo perde, altri in onori,
altri in cercar, scorrendo il mar, ricchezze;
altri ne le speranze de’ signori,
altri dietro alle magiche sciocchezze;
altri in gemme, altri in opre di pittori,
ed altri in altro che più d’altro aprezze.
Di sofisti e d’astrologhi raccolto,
e di poeti ancor ve n’era molto.

Infine giunge la scoperta eclatante: è presente un’enorme quantità di senno di cui gli uomini sono privati spesso senza nemmeno accorgersene. Questo si presenta sotto forma di liquido fluido contenuto in ampolle, fra le quali spicca per grandezza quella contenente la ragione dell’eroe Orlando. Ognuno perde questa facoltà in modi differenti: chi inseguendo la ricchezza, chi per la passione amorosa, chi per ottenere onori, chi nella filosofia o nella poesia. Nemmeno gli intellettuali o coloro che si ritenevano sapienti rispetto agli altri sono risparmiati dalla mancanza di assennatezza e dall’ironia sferzante dell’Ariosto. Astolfo s’impossessa dell’ampolla di Orlando per riportarla sulla Terra e farlo così rinsavire. Il paladino apre la pista, seppur non nella realtà, ai viaggi nello spazio ed è il primo a prelevare campioni di materiali lunari. Una missione dapprima possibile solo nella dimensione del fantastico e ora anche del reale. Nonostante in seguito alle varie esplorazioni sulla Luna, avvenute dal XX secolo in poi, sappiamo per certo che questa non corrisponde alla descrizione del poeta cinquecentesco, potremmo sempre con la nostra fantasia vagheggiare che la missione sopraccitata riporti sulla terra qualcosa in più che semplice materia rocciosa.

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