Il Superuovo

L’inestimable valore del sito archeologico di Pompei: un gioiello ancora da scoprire

L’inestimable valore del sito archeologico di Pompei: un gioiello ancora da scoprire

A distanza di quasi duemila anni le rovine di Ercolano e Pompei continuano a regalarci nuove scoperte. Lo scorso mese, infatti, sono stati ritrovati dei calchi di resti umani nei pressi di Pompei.

Le rovine di Ercolano e Pompei sono state rinvenute tra il 1738 e il 1748 grazie all’erudito e storico dell’arte J.J. Winckelmann dopo che l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. le aveva distrutte. I resti delle due cittá oggi fanno parte dell’Unesco ed accolgono milioni di visitatori all’anno.

Il Neoclassicismo


Questa scoperta é stata decisiva sia per gli archeologi sia per la popolazione, infatti ha visto nascere il Neoclassicismo: movimento caratterizzato da una specie di ritorno verso l’arte e la cultura greco-romana e dall’ammirazione per l’etá classica. 
Questo coinvolse l’arte, la letteratura, il pensiero e gli ideali del ‘700. Le parole chiave sono armonia, compostezza e perfezione formale. Il maggior centro del movimento é Roma ma a poco a poco coinvolse anche altre città, come Milano. Winckelmann  é stato il massimo teorico del movimento e con la sua opera pensieri sull’imitazione dell’arte greca nella pittura e nella scultura ha creato un vero e proprio mito. Con la nascita del movimento nasce anche l’estetica grazie ad un trattato di Baumgarten Aesthetica, l’arte era diventata mezzo di espressione per gli artisti. I poeti, invece, si rivolgevano ad un pubblico aristocratico e colto in grado di cogliere i riferimenti classici.

I maggiori esponenti

Il Neoclassicismo ha toccato moltissimi campi, specialmente quello letterario e artistico ha coinvolto diversi eruditi oltre a Winckelmann e Baumgarten. Questi artisti erano sinceramente influenzati dalla corrente e fecero del classicismo il loro stile di scrittura, pittura, scultura e architettura. Il movimento, intanto, si era diffuso in tutta Europa. Si distinguono:

  • Antonio Canova, architetto e scultore italiano, celebre per la sua scultura Amore e Psiche (favola tratta dalle Metamorfosi di Ovidio)
  • Jacques-Louis David, pittore francese che con il suo Giuramento degli Orazi ha rappresentato un pezzo di storia romana
  • Francesco Milizia, architetto italiano e autore di « principi di architettura civile »
  • Ugo Foscolo, scrittore italiano ma di origine greca celebre per « Le ultime lettere di Jacopo Ortis » e numerose poesie come « A Zacinto »
  • Giuseppe Piermarini, architetto italiano che ha progettato il teatro « La Scala » di Milano

La recente scoperta e la tecnica

Nel mese di Novembre sono stati ritrovati i resti di due vittime dell’eruzione del 79 d.C. presso una villa di Civita Giuliana. Valeria Amoretti, responsabile del laboratorio di ricerche del Parco archeologico di Pompei, spiega come sono stati realizzati e calchi di gesso dei resti, utilizzando una tecnica risalente a centocinquanta anni fa. L’inventore é Giuseppe Fiorelli che aprí Pompei al pubblico il per la prima volta nel 1861. L’archeologo perfezionó la tecnica per ottenere i calchi dei resti di quattro persone. Il gesso liquido veniva versato nel vuoto lasciato dalla decomposizione dei corpi nella cenere, una volta asciutto si toglieva la crosta di pomici e cenere indurita e si estraeva il calco. Fiorelli decise di metterli in vetrine per conservarli al meglio ma dal 1900 vennero lasciati esattamente dove erano stati rinvenuti in origine per creare una scena più suggestiva, purtroppo molto di essi furono danneggiati dai bombardamenti del ‘43. Settembrini definì questa tecnica come « il dolore della morte che riacquista corpo e figura. »

Una delle tante opere significative del Neoclassicismo. David, il giuramento degli Orazi

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