Politica ai tempi dei social: ecco cosa aspettarsi dalla vittoria di Trump

In aumento account razzisti e post misogini dalla chiusura dei seggi statunitensi.

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Qualche anno fa su Il Quotidiano scrissero “Donald Trump ha vinto perché il cellulare è la nuova televisione”. Se queste parole erano appropriate già nell’ormai lontano 2016, adesso lo sono ancora di più.

Bombing mediatico

In un’epoca in cui reel, storie e tweet di cantanti e influencer ricevono più like di seri post di divulgazione, ci si chiede se è sufficiente in un contesto tanto competitivo come quello della corsa alla Casa Bianca affidare i propri valori e ideali solo ai telegiornali. A quanto pare, il vincitore delle ultime elezioni americane ci insegna che al giorno d’oggi la propaganda politica è bene affidarla anche e soprattutto a servizi di micro-blogging come X. È innegabile, infatti, che parte dei voti a favore del candidato repubblicano siano frutto di un sottile ma costante bombardamento mediatico garantito da Musk proprio sulla piattaforma sopracitata.

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Ups and downs

Si sa, però, ogni relazione ha alti e bassi. Non fa eccezione, quindi, neanche lo storico rapporto tra Trump e i social. Basti pensare che ad inizio 2021 il politico, all’epoca presidente uscente, venne addirittura cacciato da Twitter per aver violato la così detta netiquette. Il motivo? Disinformazione e divulgazione di notizie politiche e teorie mediche pericolose. Alcuni sostengono che attraverso il “political bombing” Trump avesse anche incitato i suoi sostenitori a insorgere al Campidoglio di Washington per impedire l’ufficializzazione della vittoria dell’avversario democratico. Ad ogni modo, quest’esilio mediatico è durato ben poco, dato che a distanza di soli tre anni Trump si appresta a diventare non solo presidente degli States, ma anche re indiscusso dei mass media. Sarebbe sciocco pensare che tutto rimarrà invariato nei prossimi quattro anni in termini di contenuti e sentiment sulle nostre tv tascabili. Già oggi, infatti, su X si notano i primi cambiamenti.

Content a venire

Secondo ricerche e analisi statistiche, durante l’ultima corsa alla Casa Bianca, i sostenitori di Trump e della Harris erano davvero ben diversi tra loro. Se i primi sono aperti sostenitori dei valori tradizionali di famiglia e religione, i secondi prediligono la lettura, la natura e gli animali. Se i primi sono soprattutto uomini sulla quarantina, i secondi sono giovani e molto spesso donne. Se i primi sono imprenditori, militari e manager, i secondi si affermano in ambito accademico. Tali differenze si rispecchiano nella scelta dei tag e dei repost sui diversi account social. Ed è, infatti, proprio l’ondata di estremismo proveniente dai sostenitori del partito repubblicano che preoccupa. L’Institute for Strategic Dialogue ha, inoltre, dimostrato che i numerosi account sessisti e misogini ricomparsi su Twitter con l’arrivo di Musk nel 2023 oggi sostengono ideologie razziste ben radicate, diffondono teorie cospirazioniste e pubblicano tweet come quello di Nicholas J. Fuentes “Your body, my choice. Forever”. Gridano all’unisono “Make America Great Again”, inneggiando a successo e denaro, piuttosto che a diritti e rispetto.

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