Luci e ombre su Magritte: il padre del surrealismo è stato un genio nel marketing

Il padre del surrealismo è stato anche il padre di un nuovo modo di fare pubblicità. Proprio lui che, prima di essere il pittore che conosciamo oggi, era un “grafico” sottopagato.

Gli amanti, 1928.

Un tempo l’arte era nella pittura, nelle mani sporche di colori. Ora, si può essere creativi anche con un computer e altri strumenti della nostra epoca. Immagini fredde, digitali, spesso nate grazie all’intelligenza artificiale. Ma il precursore dei graphic designer è nato proprio nel secolo scorso.

LE MILLE SFUMATURE DI UN PROVOCATORE

Un uomo il cui volto è nascosto da una mela. Una coppia avvolta da un lenzuolo. Una “pioggia” di uomini nonostante il cielo azzurro. Sono questi i personaggi che vivono nel mondo di René Magritte, soprannominato “le saboteur tranquille”. Il pittore belga è considerato uno dei più grandi esponenti del Surrealismo, tanto da essere considerato uno dei padri del movimento surrealista. Il movimento fin da subito viene visto come un qualcosa di rivoluzionario per la sua abilità nel saper costruire un ponte tra l’inconscio e la società, tra il nostro mondo interiore e quello esteriore. Spesso i quadri dell’artista uniscono anche il mondo onirico con quello lugubre, rendendo incantevole anche ciò che ci terrorizza. Le opere di Magritte diventano quindi il manifesto di un modo di pensare prettamente non ordinario, capaci di raccontare – in una chiave talvolta anche ironica – i drammi della nostra realtà. Ma il pittore non è stato soltanto un pittore.

MAGRITTE PRIMA DI ESSERE MAGRITTE

René Magritte prima si essere René Magritte ha lavorato per un lungo periodo come disegnatore in una fabbrica di carta da parati. L’insoddisfazione per la sua posizione precaria lo porta a lasciare il lavoro. Ma ad un certo punto il pittore belga è costretto, pur di mantenersi, a disegnare manifesti pubblicitari. “Lavori imbecilli” come diceva lui, ma non ha altra scelta. Il suo rapporto ambiguo con il mondo della pubblicità e della comunicazione di massa si può intendere da queste sue parole:

“Ho fatto il manifesto con le mani su un fondo nero: le lettere erano bianche. L’effetto è stato notevole e dello stesso ordine di un quadro riuscito. Solo che per il pubblico ci vogliono soltanto cose mediocri.”

Ci è pervenuto ben poco sulla produzione artistica di Magritte durante la sua esperienza da graphic designer, ma le testimonianze parlano di un uomo capace di rendere piccoli messaggi pubblicitari ‘grandi’ opere d’arte.

IL DILEMMA DELLA PIPA

Una delle opere più famose di Magritte è La Trahison des Images, dipinto raffigurante una pipa e una didascalia che cita la frase “ceci n’est pas une pipe”. Una provocazione? Forse, ma che invita lo spettatore ad una profonda riflessione su cosa sia davvero l’oggetto reale e su cosa sia la rappresentazione. Un gioco semiotica che trova la sua soluzione nella visione delle cose dell’uomo. Le opere di Magritte si concentrando sul contrasto tra realtà e finzione, tra razionale e irrazionale, tra rappresentazione realistica e rappresentazione onirica, tra ordinario e mistero. Il pittore non ha potuto vedere la sua pipa diventare una musa ispiratrice della prima compagnia al mondo nel settore delle assicurazioni e della più grande organizzazione mondiale per la conservazione di natura, habitat e specie in pericolo.

 

Lascia un commento