Poesia, rima e musicalità: l’armonia delle parole dal distico elegiaco alla musica rap

La riflessione sull’importanza della rima e dell’armonia necessaria alla poesia ci porta in un viaggio attraverso la storia della parola in relazione alla sua musicalità.

Un manoscritto recita il proemio dell’Iliade 

Il legame tra poesia e musicalità ha radici antiche. Lo si trovava già nei poemi omerici, dove l’esametro serviva alla memoria degli aedi per ricordare più facilmente le imprese della guerra di Troia e le avventure di Ulisse in viaggio nel Mediterraneo. Anche quando Iliade e Odissea hanno incominciato ad essere tramandate in via scritta il legame tra le due non è venuto meno. La lirica greca e più avanti la poesia latina sono tali proprio in virtù di certe strutture metriche, saggiamente scelte, che spesso proprio attraverso l’uso della rima sono in grado di dare alle parole un’armonia tutta loro. Bisognerà aspettare le avanguardie letterarie di fine Ottocento e del primo Novecento perché si rompa questo schema. Accade ad esempio nel caso del decadentismo, che trova nei versi liberi il giusto mezzo per esprimere l’interiorità in tutte le sue sfumature. E forse è proprio da qui che si comincia a riflettere contro le forme metriche tradizionali, viste come chiuse, rigide e quindi come emblema di una costante interferenza da parte della ragione sulla libertà del sentimento. Si pensi a poesie come la Desolazione del povero poeta sentimentale o La morte di Tantalo di Sergio Corazzini: anche se non in maniera uniforme, sono molti i poeti che provano a ribellarsi alla rima. La rima smette di essere dovuta, e utilizzarla o meno sembra ormai essere diventata una semplice questione di scelte stilistiche. Ma anche questa idea non riesce a imporsi più di tanto: ritroveremo la rima in tanti altri colossi del Novecento, come Montale, solo per citarne uno. Ad oggi la rima si è ritagliata uno spazio tutto suo nella musica, e in particolare nella musica rap come elemento essenziale del suo flow. Un valido rapper infatti è sostanzialmente colui che sa improvvisare rime, cruciali per la definizione di questo stile musicale. 

Percezione di una perfezione matematica

Quando leggiamo i versi di Dante non sempre, almeno a primo impatto, riusciamo a capirne fino in fondo il significato e i contenuti. Quello che ci arriva, però, è bello: bello perché è armonioso, perché nelle parole ci sono una proporzione ed una musicalità che ci arrivano indipendentemente dal resto. Chi in campo estetico si colloca nel filone oggettivista sostiene che la bellezza consista, sostanzialmente, nella percezione di una perfezione matematica. È la posizione ad esempio di Schaftesbury, filosofo del Settecento inglese, secondo cui l’opera d’arte è sostanzialmente un oggetto in cui dominano armonia e proporzione. Per questo la rima sarebbe essenziale alla poesia: certo la bellezza sta nell’emozione che l’oggetto artistico suscita in noi, ma la ragione per cui ci arriva è che siamo in grado di percepire l’armonia insita in essa. Siamo cioè in grado di intuire che in una poesia c’è un certo ordine, una certa musicalità, che sentiamo ancor prima di potercelo spiegare. Kant, che pure invece ha una posizione soggettivista riguardo la questione del bello, nella Critica del giudizio afferma che si prova piacere nel momento in cui si riesce a percepire un ordine nel caos naturale, e che la bellezza risieda anche e proprio nella soddisfazione di questa necessità d’armonia.

Eminem live in concerto

La musica rap

Non a caso la definizione del rap è ”rima e discorso ritmico, accompagnato dal linguaggio di strada”. Nato ufficialmente fra le strade di Harlem, il rap ha in realtà origini molto più profonde, che ci riportano nei villaggi dell’Africa Occidentale. Ritroviamo infatti un antecedente della moderna tecnica del rap presso i girot, poeti e cantori che improvvisavano rime per spettegolare, elogiare o criticare determinate persone. Depositario della tradizione orale di un intero popolo, il girot può per certi versi ricordarci l’aedo greco, ma il legame con quella che un giorno sarà la musica rap è ancora evidente. Caratteristiche fondamentale erano già qui la rima ed un linguaggio molto semplice, appunto, ”di strada”. Parte perciò di un continuum storico nero, il rap è poi esploso negli Stati Uniti a partire dagli anni ’80. Diventa mainstream alla fine dello stesso decennio, quando l’America post-reganiana si trova a dover affrontare problemi di droga, criminalità organizzata e razzismo dilagante. Cominciano allora a farsi strada personalità come Tupac, The notorius BIG, Jay-Z o Eminem, che fa ridiscutere sulla questione del rap come fenomeno esclusivamente nero. Ad oggi il rap è uno dei generi musicali più amati dai giovani, che riscoprono nel suo flow e nel suo essere così diretto una bellezza tutta sua. Ma cosa ci dà in più la rima rispetto ad altre poesie o canzoni che non ne hanno? Come già nella tradizione orale omerica, la rima fa sì che le parole abbiano su di noi un impatto più forte e diretto. Questo non significa che una poesia per essere tale abbia necessariamente bisogno della rima: sta all’artista, in base al messaggio che vuole trasmettere, scegliere se adottare questo espediente poetico o meno. Ma sicuramente è la musicalità delle parole che ce le rende più piacevoli.  

Noemi Eva Maria Filoni

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