“Play: Videogame, arte e oltre”: Torino mette in mostra la decima forma artistica

Può il tema videoludico diventare forma di espressione creativa alla stregua di altre arti già affermate? Vediamolo.

Fonte: https://lavenaria.it/it/mostre/play-videogame-arte

L’esposizione torinese permette di rivedere i nostri standard di pensiero, grazie all’avvicinamento del visitatore a espressioni diverse della creatività. Pittura, scultura, e molto altro fanno da contenitore e allo stesso tempo metro di paragone al mondo dei videogiochi.

“Play: Videogame, arte e oltre”

Dal 22 luglio 2022 al 15 gennaio 2023, la Reggia di Venaria a Torino ospiterà una mostra del tutto innovativa. A circa venti anni dalla prima esposizione in Europa sull’argomento,“Play: Il mondo dei videogiochi” svoltasi a Roma, adesso si hanno le capacità per pensare oltre. Non deve essere un caso se quest’ultima parola è stata inserita nel titolo del progetto, con l’intenzione di guardare al tema ludico in modo del tutto nuovo. 

Il percorso si dirama in dodici sale, in una sorta di cammino conciliatore tra arte e videogame, realizzandosi su un livello fisico oltre che mentale. Il visitatore sarà coinvolto in una duplice realtà artistica, passata e odierna, che a Venaria trovano un punto di contatto. I grandi nomi del videogaming sono messi in relazione con i capolavori del passato, soprattutto novecenteschi. De Chirico, Kandinsky e  Warhol sono solo alcuni di questi. Da nominare è anche la presenza di vasi ellenistici del VI sec. a.C., insomma un apparato decisamente ricco, che fa ragionare su come l’estetica sia cambiata e quale ruolo abbia avuto.

Ma non solo arte passata, anche quella presente può avere un ruolo in tutto ciò. Lo spazio PlayArt permette al visitatore di entrare in contatto con la street art di Banksy, con la scultura di Jago, con la videoarte di Bill Viola e tanti altri nomi illustri. A Torino, Immagine statica, immagine in movimento e immagine interattiva convergono in un’unica direzione, nuova e lungimirante.

Fonte: https://www.artribune.com/progettazione/new-media/2022/07/mostre-reggia-venaria-videogiochi/

Evoluzione del concetto di arte

La mostra offre l’occasione di ragionare sul concetto di arte, ma per farlo bisogna allargare le prospettive. Secondo la Treccani:

“Nell’ambito delle cosiddette teorie del bello o dell’estetica, si tende a dare al termine arte un sign[ificato] privilegiato, vario secondo le diverse epoche e i diversi orientamenti critici, per indicare un particolare prodotto culturale, comunem[ente] classificato come pittura, scultura, architettura, musica, poesia, ecc.”

Dunque la malleabilità del significato di arte è già di conoscenza comune, ma quanto lo sia stato nel corso della storia, conviene specificarlo brevemente. Sarebbe impossibile comprendere tutto, bastino alcuni riferimenti sparsi per poter dare un’aura di contesto. 

In età antica “arte” includeva l’artigianato, l’Astronomia, la Storia e sebbene non ci fossero i termini che noi utilizziamo per intendere le arti visive, la Commedia e la Tragedia erano le protagoniste del teatro. La poesia invece non era neanche considerata, perché ispirata dalla Muse e per questo vista come qualcosa di superiore. Sarà durante il Medioevo che le arti si divisero in liberali e meccaniche, le cui caratteristiche si muovevano tra l’utilità e la piacevolezza. 

Solo dal Rinascimento in poi la rinnovata condizione degli artisti, permise una rivalutazione della poetica sotto una nuova luce. Nel libro di Charles Batteux “Le belle arti ridotte ad un unico principio” del 1746, la troviamo affiancata a pittura, scultura, musica e danza. Ma la crisi del concetto di bello e la nascita di nuove forme di espressione nel ‘900, ha portato a ripensare completamente quanto detto in passato. Siamo ormai alle porte del nostro presente, dove ogni cosa è paradossalmente definita con un’etichetta ma dalle forme confuse e poco nitide.

Fonte: https://www.itinerarinellarte.it/it/news/a-roma-11-mostre-d-arte-questo-mese-0117

La decima arte

Canonicamente le principali forme d’arte, che riprendono da una lunga tradizione, sono sette: Pittura, Scultura, Architettura, Letteratura, Musica, Danza e Cinema. Quest’ultima in particolare è un’evoluzione terminologica, per intendere in senso lato la recitazione tout court. A queste si aggiungono influenze novecentesche, legate al mondo della Fotografia e del Fumetto, insomma, come si è capito, il deterrente di una disciplina per essere considerata arte è sostanzialmente la creatività. 

Che dire dei Videogiochi? Come tutte le nuove arrivate, ha subito decenni di scherno. Spesso malvisti a causa del loro supposto ruolo nell’incentivare comportamenti violenti e anormali. Ormai negli ultimi decenni si sta prendendo un passo diverso rispetto al passato, ruolo fondamentale lo hanno sicuramente avuto le occasioni di scambio tra mondi diversi. Come già nominato, la mostra svoltasi a Roma ha permesso di portare il tema tra la gente comune, perché ricordiamolo, i videogames sono qualcosa che si sceglie, non ci si capita come per esempio una canzone o un film. Addirittura al MoMa di New York è stata dedicata una sezione ai videogiochi d’epoca, da Spacewar! (1962) a Pac-Man (1980) e addirittura il più recente Minecraft (2011).

Dunque la mostra di Torino pone questi come decima arte, consapevole del loro ruolo nella società contemporanea. Abbiamo detto che la creatività gioca un ruolo decisivo, e proprio nel mondo virtuale idee e visioni prendono forma. La capacità di creare visivamente una meta-realtà, per di più interattiva, fa di questa disciplina l’ennesima forma artistica, forte di spirito immaginativo e sociale.

Fonte: https://lavenaria.it/it/mostre/play-videogame-arte

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