Il Superuovo

Platone e Doctor Strange ci portano oltre i confini della scienza

Platone e Doctor Strange ci portano oltre i confini della scienza

Il filosofo greco e l’eroe della Marvel ci fanno scorgere cosa, a parer loro, si può nascondere oltre la sensibilità. 

Statua del filosofo Platone

La conoscenza empirica è quella che, indiscutibilmente, ha portato maggiori successi e vantaggi all’uomo nella scoperta del mondo, ma che ruolo ha la filosofia in tutto questo? C’è ancora posto per lei nell’economia del mondo? 

Doctor Strange 

Il dottor Stephen Strange della Marvel è un neurochirurgo di fama mondiale, tanto capace nella vita professionale quanto scontroso ed egoista in quella privata. Tutto cambia però dopo un incidente automobilistico che gli compromette l’uso delle mani, allora egli per mesi cerca in tutti i modi di risolvere il problema attraverso cure sperimentali che hanno, tuttavia, poco successo. Ma con sorpresa, egli scopre l’esistenza di un posto, chiamato Kamar-Taj, dove si racconta che ci sia un Antico maestro che è riuscito a guarire persone con problemi neuromotori. Una volta lì Strange è molto diffidente, poiché sente parlare di “spirito” e “forza della mente”, cose da lui ripudiate come uomo di scienza. Ma l’Antico gli risponde:

“Lei guarda il mondo dal buco della serratura: ha passato tutta la vita a cercare di ingrandirlo, e ora nell’apprendere che si può ingrandire in modi inimmaginabili, rifiuta la possibilità.”

Come imparerà lì, oltre il mondo sensibile si nascondono realtà alternative e capacità extra corporee che devono essere controllate. Un altro che cerca in tutti i modi di aprire quella serratura è Platone, non con la scienza o la magia, ma con la filosofia.

Opinione e scienza 

Secondo Platone, il mondo naturale non può essere oggetto di una conoscenza stabile e certa a causa della mutevolezza dei suoi fenomeni. A fondamento di questa critica sta il fatto che gli oggetti sensibili sono molteplici, cangianti, e quindi non possono essere fonte di verità. Essa può essere ritrovata solo in qualcosa di stabile: perciò devono esserci delle Forme (o Idee) immutabili che stanno alla base della realtà, di cui gli esseri e gli oggetti del mondo sensibili non sono altro che copie imperfette. Come nella realtà creata dalla Marvel nella quale si rivelano poteri magici e posti senza tempo, dietro al mondo platonico si nascondono verità inimmaginabili: a esempio, le cose belle sono tali perché partecipano della Forma del Bello, che fa da modello a tutti gli essere belli nel mondo, e così via per il Bene, la Giustizia ecc.

Da tutto ciò ne risulta che della realtà empirica si può avere solo opinione, (dòxa) il vero oggetto della scienza (epistème) sono le Forme perfette e immutabili. Nel famoso Mito della caverna platonico gli uomini sono incatenati in una caverna (simbolo del nostro mondo) e costretti a osservare delle ombre, (gli oggetti sensibili) ma quando uno di loro viene liberato e riesce a uscire scorge finalmente il mondo reale (il mondo delle Forme). Sembra un controsenso, la scienza che noi conosciamo  è proprio lo studio empirico del mondo naturale, e non quello di modelli dall’esistenza dubbia. Ma Platone era un passo più avanti rispetto a questo problema. 

Doctor Strange

 

Essere e dover essere

Questi modelli della realtà teorizzata da Platone esistono realmente? Ci si aspetterebbe che il filosofo ne abbia dato una spiegazione precisa ed esaustiva. E invece no, i passaggi sono spesso ambigui e oscuri. Il punto non è se esistano realmente delle Forme perfette di cui la realtà è copia, ma che l’uomo ha bisogno di modelli per poter spiegare il mondo. Secondo Platone egli non deve rimanere in contemplazione delle Idee, ma ritornare nella nostra realtà per comprenderla e modificarla in meglio. Il filosofo non ripudia il mondo naturale, anzi, non dimentichiamoci che per lui la matematica era uno degli strumenti principali di conoscenza, ciò che media fra il mondo sensibile e quello intelligibile. L’uomo che si è liberato dalla caverna deve ritornare in essa per mostrare agli altri ciò che ha visto, “anche se forse lo ucciderebbero”. La scienza come noi la intendiamo è lo studio del mondo naturale per come esso è: le Forme, invece, sono appunto dei modelli che servono a mostrarci come il mondo dovrebbe essere, a ricordarci di non confondere ciò che è con con l’unica realtà possibile. 

Ritornare nella caverna

Scienza e filosofia devono essere due facce della stessa medaglia. Doctor Strange, una volta “ingrandito il buco della serratura”, comprende che il nostro mondo è in pericolo, e da persona chiusa ed egoista diventa l’eroe che conosciamo, ma senza le sue competenze da chirurgo egli non sarebbe riuscito a salvarsi la vita da solo o a risolvere la situazione. La scienza ha bisogno, a sua volta, di una concezione filosofica del mondo: se non trovassimo posto anche per questa, l’uomo perderebbe la sua capacità critica, scambierebbe il corso del mondo attuale per ciò che deve essere e rimarrebbe per sempre bloccato nella caverna. Solo se l’una berrà nel calice dell’altra l’uomo potrà avere una visione migliore di se stesso e di ciò che lo circonda. 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: