Il Superuovo

Pirandello e Brunori Sas insegnano che ognuno ha la propria verità

Pirandello e Brunori Sas insegnano che ognuno ha la propria verità

Le canzoni di Brunori Sas richiamano molto i cari temi pirandelliani evidenziati nella sua novella-manifesto “La Trappola”. 

“Il mondo è bello perché è vario”, ripeteva mia nonna quando accadeva qualcosa che non rientrava nei suoi schemi di ragionamento. Esatto. Ma Pirandello e Brunori Sas ripiegherebbero questa frase con “il mondo è bello perché ognuno lo vede a modo proprio”. Secondo la forma che si è creato.

CONCEZIONI PIRANDELLIANE: UN’UMORISTICA VISIONE DEL MONDO

Per Pirandello la realtà è tutta in divenire. Un flusso continuo di vitalità che non si arresta, né si arresterà mai. Ma l’uomo è un essere che ha uno strano vizio: quello di staccarsi da questa condizione per crearsi un’identità, ossia una forma, votandosi alla morte. Certo, perché tutto ciò che si discosta dal flusso è destinato a perire. L’uomo cade sempre in questa trappola. Ne è un esempio il “Fu Mattia Pascal”, quando il protagonista, a inizio romanzo, è finalmente libero dalla sua identità, non riesce a non cadere nella tentazione di costruirsene un’altra. Quella di Adriano Meis, con la convinzione di essere libero, quando in realtà non ha fatto altro che crearsi una nuova prigione. Giovanni Macchia, infatti, paragona il contesto sociale a una stanza della tortura, perché l’identità non ce la diamo da soli, ma gli altri. Va da sé, dunque, che se parte dell’identità mi viene cucita addosso da chi mi sta intorno, io possa non riconoscermi in essa. E dunque provare un senso di angoscia orrore perché non mi credevo così: mi vedo come sdoppiato.

DENTRO LA NOVELLA: “LA TRAPPOLA”

Se ognuno vede l’altro in modo diverso, ne consegue che anche la realtà è una condizione soggettiva. Non esiste una verità, ma una moltitudine: iperbolicamente, tante quante sono gli esseri umani. Se tutto è vero conseguenzialmente tutto è falso. E’ il senso di essere nessuno che ci destabilizza. Perciò, per non pensare alla nostra reale condizione, ci siamo creati una serie di diversivi.

Perché avete tanta paura di svegliarvi la notte? Perché per voi la forza alle ragioni della vita viene dalla luce del giorno. Dalle illusioni della luce. Il buio, il silenzio, vi atterriscono. E accendete la candela. Ma vi par triste, eh? Triste quella luce di candela. Perché non è quella la luce che ci vuole per voi. Il sole! Il sole! Chiedete angosciosamente il sole, voialtri! Perché le illusioni non sorgono più spontanee con una luce artificiale, procacciata da voi stessi con mano tremante. Come la mano trema tutta la vostra realtà. Vi si scopre fittizia e inconsistente. Artificiale come quella luce di candela.

Luce contro Buio. La prima rappresenta tutte le nostre convenzioni sociali per “sentirci vivi”, il buio invece rappresenta la nostra reale condizione, quella di non essere nessuno. Spariti i diversivi, metaforicamente spenta la candela, entreremo in contatto con noi stessi: la parte che ci terrorizza di più.

Abbiamo finito di morire. E questo abbiamo chiamato vita! Io mi sento preso in questa trappola della morte, che mi ha staccato dal flusso della vita in cui dovevo scorrere senza forma, e mi ha fissato nel tempo, in questo tempo! Perché in questo tempo? Potevo scorrere ancora ed essere fissato più là, almeno in un’altra forma […] Ma sarei stato un altro […] chi sa chi e chi sa come […] avrei veduto altre cose, o forse le stesse, ma sotto aspetti diversi, diversamente ordinate.

“SECONDO ME” E “LA VERITA'”: CONCEZIONI PIRANDELLIANE IN BRUNORI SAS?

Nell’album “A casa tutto bene” del cantautore calabrese Brunori Sas, si distinguono due canzoni che ci riportano ai temi della novella pirandelliana. La prima è “Secondo me”, dove riflette l’argomento che il reale è multiforme. Ognuno ha la sua verità che nasce dal suo modo soggettivo di vedere le cose:

Secondo me, secondo me
Io vedo il mondo solo secondo me
Secondo me, secondo me
E scrivo al mondo solo secondo me
Chissà com’è invece il mondo
Visto da te

Nel resto delle strofe il cantante cerca di mettersi dal punto di vista dell’altro, provando a trovare un punto di contatto: un compromesso che possa andar bene per tutti e due.

Secondo me hanno ragione anche i vegani
Ci incazziamo per i cani abbandonati poi ci ingozziamo di insaccati
E in fondo dai, parliamo sempre di Salvini
Di immigrati e clandestini
Ma in un campo rifugiati
A noi non ci hanno visto mai

Al contrario in Pirandello si riflette un’incomunicabilità tra gli uomini: essi non possono intendersi perché ciascuno fa riferimento alla sua realtà. Questa incomunicabilità accresce il senso di solitudine in un individuo, il quale si scopre sempre più nessuno.

La seconda canzone da prendere in esame è “La verità”, la quale si ricollega a questa porzione della novella:

Voi pregiate sopra ogni cosa e non vi stancate mai di lodare la costanza dei sentimenti e la coerenza del carattere. E perché? Ma sempre per la stessa ragione! Perché siete vigliacchi, perché avete paura di voi stessi, cioè di perdere – mutando – la realtà che vi siete data, e di riconoscere, quindi, che essa non era altro che una vostra illusione, che dunque non esiste alcuna realtà, se non quella che ci diamo noi.

Il ritornello della canzone di Brunori sembra proprio questo pezzo messo in metrica:

La verità
È che ti fa paura
L’idea di scomparire
L’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà finire
La verità
È che non vuoi cambiare
Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
A cui non credi neanche più

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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