Indiana Jones con le sue azioni sembra salvare il mondo, anche se in realtà non lo fa. Allora perché lo amiamo?

Indiana Jones è un personaggio di grande successo, tanto da avere anche un tributo dalla Lego
Indiana Jones è un personaggio di grande successo, tanto da avere anche un tributo dalla Lego

Sheldon Cooper si rende conto, non con poca amarezza, che Indiana Jones in realtà nei suoi film non riesce mai ad impedire ai “cattivi” di raggiungere il loro oggetto del desiderio. E allora dove sta la sua grande forza?

 

Il ruolo di Indiana Jones

In un episodio della celebre serie tv ”The Big Bang Theory”, Amy fa presente al fidanzato Sheldon che il suo mito Indiana Jones, nel primo film della saga, è totalmente inutile. Ne ”I Predatori dell’Arca Perduta”, l’archeologo dovrebbe impedire ai nazisti di impadronirsi dell’Arca dell’Alleanza. Questa è la cassa dove, secondo la Bibbia, vi sono custodite le tavole dei Dieci Comandamenti. In realtà, nonostante tutti i suoi sforzi, Indy non riesce nel suo intento. I nazisti recuperano l’Arca, ma non riescono ad usarla per i loro scopi perché vengono distrutti dalla sua magia. Alla fine, il professor Jones prende la reliquia e la consegna alle autorità.

Come si è visto, Indiana Jones fallisce nel suo intento. Certo, il finale del film è comunque positivo: gli antagonisti sono stati puniti e l’Arca è ”al sicuro” (chi ha visto il film capirà queste virgolette). Ma il protagonista risulta del tutto inutile contro di loro. L’unico cambiamento effettivo che avviene è che se non ci fosse stato lui, l’Arca sarebbe abbandonata sull’isola dove i nazisti l’hanno lasciata.

Ma se quindi questa è una storia di fallimento, almeno parziale, perché è comunque così amata dal grande pubblico?

Mayim Bialik e Jim Parson (Amy e Sheldon) in ''The Big Bang Theory''
Mayim Bialik e Jim Parson (Amy e Sheldon) in ”The Big Bang Theory”

 

John Truby e i concetti di desire need

Sicuramente, luoghi, scene ed effetti speciali sono di grande impatto. I combattimenti sono interessanti, i paesi dove Indiana si reca nel corso del film sono colorati e caratteristici. Per non parlare della scena iniziale del film, ormai un cult, con il masso che cerca di schiacciare il protagonista. Inoltre, Harrison Ford risulta molto abile nella messa in scena dell’archeologo.

Il mistero, la presenza di antagonisti così facilmente identificabili, il collegamento con reliquie antiche… tutti elementi che senza dubbio contribuiscono alla buona riuscita della pellicola, che, tra l’altro, ha vinto anche molti premi. Nonostante questo, non si spiega ancora perché tutta questa affezione in particolare ad un personaggio, sebbene si sia provato come lui sia sostanzialmente ”superfluo” per lo sviluppo della trama. Questo mistero è facilmente spiegabile grazie a John Truby, uno sceneggiatore americano.

Quando si costruisce un film, la prima cosa a cui pensare sono i personaggi. Questi non devono solo risultare interessanti, ma anche emotivamente coinvolgenti. È necessario che lo spettatore si identifichi in loro. Solo in questo modo riuscirà a sentire veramente sua anche la storia e si affezionerà ad essa. Secondo John Truby, un buon modo per avere questo risultato è parlare di desire e di need del protagonista.

Rappresentazione di una delle prime scene del film ''Indiana Jones e i Predatori dell'Arca Perduta''
Rappresentazione di una delle prime scene del film ”Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta”

 

Il character development di Indiana Jones

In sintesi, si parla di desire quando si esplicita qual è la missione del protagonista, l’obiettivo di cui lui è cosciente (nel caso di Indiana Jones, evitare che l’Arca cada in mano ai nazisti). Il need è invece il bisogno interno del personaggio, una necessità più profonda di cui probabilmente neanche lui è a conoscenza. Nel caso di Indiana Jones, il suo need potrebbe essere legato al concetto più alto di giustizia: non può permettere che i cattivi vincano. Ancora, Indiana Jones è prima di tutto un archeologo e un professore. Ama il passato e pensa, come si vede bene nel finale del film e in quelli successivi, che le reliquie debbano ”stare in un museo”, essere studiate e capite. Non può accettare che si sfruttino per scopi malevoli.

Nel corso dei film della saga, il personaggio inoltre evolve sempre più. I suoi need si intrecciano ai suoi desire. Nel terzo capitolo, ”Indiana Jones e l’Ultima Crociata”, vengono esplicitati i suoi problemi con il padre. Entrambi i personaggi sono mossi dal desiderio di recuperare il Santo Graal, ma hanno il bisogno di diventare un figlio/genitore migliore. Nel quarto si rivede il personaggio di Marion, che soddisfa un need di Indiana già presentato nel primo film: sviluppare la sua componente ”umana”, essere una brava persona oltre che un bravo professore e un buon archeologo.

Insomma, nonostante con le sue azioni non ribalti la situazione, l’apporto di Indiana alla trama è di natura superiore. Attraverso il suo viaggio impariamo a conoscere non solo il mondo che ci circonda, ma anche noi stessi. Insieme a lui ci sentiamo amareggiati se il bisogno di giustizia non viene appagato, risolti se Indiana si rende conto che esiste anche il presente oltre che il passato. La forza del personaggio, oltre per il suo carattere affascinante, sta nel suo animo, che film dopo film esce sempre di più, permettendo allo spettatore di avvicinarvisi e chiudere un occhio se in fondo il desire non si compie. Perché, come fa Indy, capisce che c’è qualcosa di più importante.

I personaggi di un film non sono semplici pedine, ma animi in cui è necessario che lo spettatore si rifletta
I personaggi di un film non sono semplici pedine, ma animi in cui è necessario che lo spettatore si rifletta

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