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Il botulino: conosciamo la tossina più utilizzata in chirurgia e cosmesi

Il botulino: conosciamo la tossina più utilizzata in chirurgia e cosmesi

Il famoso Botox, utilizzato da personaggi famosi e non solo, è una tossina

Il botulino è il nome comune di un batterio che produce una tossina in grado di bloccare la contrazione muscolare, utilizziamo questa azione per rilassare la parte del viso contratta, causando inestetismi. Ma c’è molto di più.

Il botulino è un batterio

Il botulino è il nome comune del batterio Clostridium botulinum, un gram positivo sporigeno (cioè che può produrre spore) molto mobile ed anaerobico, appartenente al genere di cui fa parte anche il batterio causante il tetano. Il C. botulinum è un batterio presente in quasi tutti i terreni del mondo, lo ritroviamo soprattutto in alimenti andati a male come carne ed uova. Grazie alla presenza di enzimi proteolitici e idrolitici liberano solfuro di idrogeno che produce quel classico odore di marcio, si ritrova infatti anche nei cadaveri in putrefazione. La via più comune tramite la quale il microorganismo entra in contatto con l’uomo è attraverso alimenti avariati, sia di origine animale ( C. botulinum B) che di origine vegetale (C. botulinum B). Sono però altresì possibili le infezioni tramite ferite o  tramite l’ingestione delle sue spore. Cosa succede allora se per caso dovessimo ingerire questo batterio? Si va incontro ad una grave infezione sotto il nome di Botulismo, coniato dal medico E. Van Ermengen nel 1897, il quale individuò un collegamento tra intossicazioni e consumo di salsiccia, chiamata butulus in latino, da cui poi il nome. L’insorgenza dei primi sintomi di infezione possono variare dalle 3 ore agli 8 giorni, dipendente dal periodo di incubazione del batterio. Una volta esplicata la tossina compaiono inizialmente diarrea, vomiti e nausea, per poi seguire dolori muscolari e problemi neurologici fino alla più grave paralisi respiratoria e successiva morte per asfissia. Fortunatamente al giorno d’oggi gli alimenti vengono conservati meglio, almeno quelli non casalinghi, e le infezioni da questo batterio sono diminuite, almeno nei paesi più industrializzati. Inoltre la presenza del botulino negli alimenti può essere individuata tramite alcuni segnali come odore di marcio, rammollimento dell’alimento, rigonfiamento del contenitore e presenza di muffe, anche se talvolta è capace di lasciare inviariate le caratteristiche organolettiche della pietanza. I ceppi A e B necessitano di una temperatura intorno ai 10 gradi centigradi o poco più, per questo un primo metodo per evitare l’infezione è cuocere gli alimenti, ma anche l’acidità inattiva la tossina. C’è però un problema: il C. botulinum produce spore.

 

Le spore

Perché è un problema che il nostro batterio produca spore? Perché le spore presentano altre caratteristiche rispetto alla cellula. Quando il batterio si trova in condizioni non favorevoli per la sua replicazione adotta un “rimedio estremo” cioè la produzione di spore, una sorta di standby batterico in cui cessano le attività biosintetiche comuni e si corazza, cambiando la sua morfologia e cambiando le caratteristiche delle sue membrane, diventando resistente alle alte temperature, alla mancanza dei nutrienti, agli antibiotici e altro ancora. Il primo stadio a cui va incontro il batterio è lo stadio 0 in cui la cellula inizia a prepararsi biosinteticamente per i successivi stadi, cioè lo stadio II, in cui si forma un setto asimmetrico (la parte più ridotta è la futura spora), e gli stadi III, IV, e V in cui si ha la produzione di pareti, membrane e tuniche molto più resistenti della cellula vegetativa, inoltre la composizione di acqua si riduce drasticamente per resistere alle alte temperature. Nello stadio VI la spora è completa e nello stadio VII perde anche i residui della cellula vegetativa. Grazie alla resistenza acquisita una spora del C. botulinum può resistere anche a temperature di 100 gradi centigradi per più minuti e resistere maggiormente all’acidità. Una volta poi in un ambiente favorevole per la sua divisione compie il processo inverso, cioè la germinazione, la spora diviene di nuovo cellula e produce la tossina. Questo è il decorso che avviene nel cosiddetto botulismo infantile. Ma quindi come può questo esserino così furbo essere utilizzato a favore dell’uomo?

Estetica ad ogni costo

Questo è l’esempio perfetto di come utilizzare un punto di forza dell’avversario a tuo favore. Precedentemente abbiamo visto come uno degli effetti del C. botulinum sia causare problemi neurologici. La tossina botulinica è una proteina, in particolare la proteina più tossica finora conosciuta, capace di uccidere dieci milioni di persone nella dose di un solo grammo. Le tossine, più correttamente esotossine, sono solitamente composte da 3 parti: A, B e C. La componente C è quella che, staccandosi, attiva l’esotossina, B invece aiuta A ad entrare nella cellula in cui esplicherà il suo effetto tossico. Nel  nostro caso la cellula di cui parliamo sono i neuroni e l’ esotossina è una proteasi, che una volta entrata nella cellula spezzetta le proteine necessarie al rilascio del neurotrasmettitore acetilcolina, impedendo quindi il rilascio e impedendo di fatto la contrazione muscolare. Questo è il meccanismo che viene utilizzato per correggere le rughe. Col passare del tempo la pelle perde la sua elasticità e le pieghe tendono ad essere maggiormente visibili, inoltre, di non poco conto, sono le rughe d’espressione, che si formano a seguito di continue espressioni facciali protratte nel tempo e quindi alla ripetuta e continuata contrazione dei muscoli facciali. È proprio in questo caso che il botulino trova la sua maggior applicazione, in particolare nella correzione delle rughe a zampa di gallina, delle pieghe della fronte e delle rughe glabellari che si formano fra le sopracciglia. La procedura consiste nell’iniezione via intramuscolare nelle aree del volto interessate di tossina botulinica di tipo A, rilassando così i muscoli facciali causa delle rughe d’espressione. L’effetto completo si ottiene nell’arco di 5-6 settimane e dopo circa un anno o due (a seconda del soggetto) il nostro organismo rigenera le terminazioni nervose e i muscoli possono contrarsi, da qui la deduzione che l’effetto antirughe del botulino è un trattamento temporaneo.

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