La procrastinazione è un processo molto diffuso che coinvolge diversi ambiti, tra cui quello lavorativo. Procrastinare significa rinviare i propri impegni senza delle motivzioni valide da poter giustificare tale decisione, ma è anche un indicatore di un limitato autocontrollo.

Rimandare le cose da studiare al giorno dopo, il progetto da terminare, le cose da fare. Tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo avuto a che fare con la procrastinazione. Studi recenti si sono concentrati sulla procrastinazione in ambito lavorativo, dove sembra essere particolarmente diffusa. La procrastinazione è legata a numerosi fattori, alcuni dei quali personali e contestuali. Tra le prime variabili troviamo per esempio il deficit di autoregolamentazione, la percezione cognitiva dell’attività lavorativa e la scarsa motivazione. Tra i fattori contestuali invece troviamo la difficoltà del compito da assolvere e lo stress lavorativo.

La procrastinazione in ambito lavorativo e fattori personali e contestuali

I procrastinatori per eccellenza sono proprio gli studenti universitari, i quali rinviano spesso le date dei loro esami. In ambito prettamente lavorativo invece il rimandare compiti assegnati è stato messo in relazione con l’assolvimento di attività personali durante l’orario di lavoro. Alcuni studi recenti si sono concentrati sulla relazione tra procrastinazione e capacità di autoregolamentazione perché la sua mancanza ha come conseguenza il rimandare i compiti assegnati a data da destinarsi. Questi due concetti sono legati dalla percezione cognitiva che ogni individuo ha del proprio lavoro, cioè se si sente all’altezza dei compiti lavorativi che gli vengono assegnati o se non li ritiene consoni con le sue capacità ed abilità. Perciò tendono a rinviare i compiti che reputano troppo difficili.

Procrastinazione
La procrastinazione dipende da molti fattori, tra cui personali e contestuali.

Sembrerebbe che i soggetti procrastinatori presentino deficit motivazionali che coinvolgerebbero anche altri ambiti della loro vita, non solo quello lavorativo. Inoltre dal punto di vista clinico manifesterebbero più frequentemente sintomi ansiosi, esperienze depressive ed una scarsa tolleranza allo stress. La procrastinazione è anche stata correlata con la difficoltà di differire il soddisfacimento della componente edonica nel vissuto quotidiano. In parole più semplici, è più facile che la procrastinazione sia presente in individui che normalmente, nelle loro attività quotidiane, ricercano il piacere ed il soddisfacimento immediato di questi ultimi. Perciò tendono a rinviare gli aspetti più impegnativi e faticosi delle loro attività, come ad esempio l’attendere alle responsabilità.

Altri fattori personali e contestuali

La procrastinazione sembra essere legata anche alle difficoltà di vivere serenamente la pressione del tempo, alla scarsa capacità di risolvere i problemi ed alla mancanza di abilità di pianificazione e di decisione. In altre parole le persone tendono a rimandare le cose da fare in proporzione al modo in cui non riescono a gestire il loro tempo in base alle scadenze che hanno. Inoltre non riescono a pianificare i loro impegni e a gestire la gerarchia delle loro priorità attraverso un processo decisionale.

La procrastinazione ha anche componenti contestuali perché può dipendere dalla natura del compito che bisogna svolgere. Quindi si rinviano i compiti in base a quanto la persona li percepisce come difficili ed al di sopra delle proprie capacità.

Stress lavorativo e procrastinazione

Altri studi invece hanno evidenziato una correlazione tra la procrastinazione e lo stress lavorativo. In ambito lavorativo lo stress è legato prevalentemente ai compiti ed all’organizzazione lavorativa. Ai compiti perché il carico di lavoro può essere eccessivo o può essere richiesto di svolgere un compito particolarmente complesso oppure perché può portare con sé troppe responsabilità. All’organizzazione lavorativa invece perché il ruolo svolto può essere particolarmente ambiguo. Questo inevitabilmente porta conflitti di ruolo tra i lavoratori, complicando ulteriormente l’esecuzione del compito. Questo si riflette anche sul clima relazionale, evidenziando conflittualità tra lavoratori, che a loro volta hanno delle conseguenze sulle performance lavorative. Questa catena di eventi alla fine conduce alla procrastinazione, spingendo i lavoratori in un circolo vizioso che fa considerare loro il rimandare come l’alternativa più semplice e conveniente.

La procrastinazione secondo Zerocalcare

Il weekend è il momento della settimana più atteso da tutti. Ci si può riposare, si può andare a ballare, si possono vedere gli amici ed incontrare nuovi amori. Purtroppo spesso ci scivola tra le dita quasi senza che possiamo accorgercene ed è subito domenica sera, un momento della giornata ricco di attese e di pensieri. Il pensiero maggiore ovviamente va al lunedì e alle tante cose che ciascuno di noi dovrà fare, alle scadenze da rispettare o all’esame da preparare. Qualcuno si è ormai rassegnato al lunedì, qualcun altro invece no, come il protagonista di questa vignetta di Zerocalcare che cerca un modo per far durare di più il weekend settandosi sul fuso orario ti New York. In questo modo guadagnerebbe otto ore di weekend in più.

Zerocalcare
Il firewall nel cervello.

In quel momento però si chiede ‘perché ti riduci sempre all’ultimo minuto?‘, intavolando un discorso con il logo del Sapientino, da lui definito un ragazzo saccente e nemico giurato della sua infanzia. Nella sua immaginazione il ragazzino inizia a parlare, rispondendo alla sua domanda. ‘Non sarebbe meglio farlo prima, così ti levi il pensiero?‘ sono le prime parole pronunciate dal ragazzino. Il protagonista risponde subito a tono dicendo che lui il pensiero non ce l’ha perché ha il ‘firewall‘. Sembrerebbe che il firewall nel suo cervello gli impedisca di accedere alle cose da fare troppo in là nel tempo. Lo definisce un meccanismo di difesa della sua salute psichica. Quindi all’inizio il nostro amico non ha alcuna consapevolezza delle cose da fare, ma quest’ultima si palesa circa tre giorni prima della scadenza perché il firewall si disattiva.

Procrastinare è un atto di umanità

Da quel momento in poi è il panico più totale. La cosa da portare a termine prende il sopravvento e subito le cose futili e perditempo vengono messe da parte, come fare la doccia ed i tempi vengono ottimizzati, per esempio andando in bagno mentre si beve e mentre ci si lava i denti. Segue naturalmente un ritiro sociale improvviso, tale da far preoccupare le persone a noi care. Non si esce da casa per non perdere tempo e ci si mantiene in vita con le ultime provviste rimaste in frigo.

Il ragazzo del Sapientino allora chiede se avesse mai provato a forzare quel firewall, per non doversi trovare ogni volta in questa terribile situazione, ma sembra essere tutto inutile. Anche i suoi neuroni si comportano allo stesso modo. Mentre il firewall è attivo se la prendono con comodo, non vanno di fretta e sono tranquilli. Nel momento in cui il firewall viene disattivato, iniziano a fare le cose di fretta e non sempre i risultati sono dei migliori, ma almeno sono veloci. Il ragazzo del Sapientino incalza dicendo che i neuroni si possono educare e che sarebbe di gran lunga meglio fare le cose con calma e senza fretta.

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L’intervento della coscienza che ristabilisce lo status quo.

A quel punto interviene la sua coscienza, che con un destro ben assestato mette ko il ragazzo del Sapientino. Il nostro protagonista si stava lasciando ammaliare da quelle parole, mentre la sua coscienza gli ricorda che ‘al tempo della precarietà, fare le cose di mer*a all’ultimo minuto è un atto di umanità‘. Continua dicendo che non può mettersi a fare delle cose programmate per il mese prossimo se non sa neppure cosa mangerà per cena quella sera stessa. A quel punto non resta altro da fare che rassegnarsi a ciò che fa inevitabilmente parte della natura umana: procrastinare.

Martina Morello

 

 

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