Patti Smith e l’aborto in America: “Per cambiare le cose bisogna essere uniti”

Patti Smith, una delle grandi interpreti della musica, ha parlato anche della decisione della Corte Suprema Americana circa l’aborto.

Un’immagine delle manifestazioni sull’aborto negli Stati Uniti d’America (Google)

La cantante, a Firenze per un concerto oggi, lunedì 27 giugno, ci ricorda come sia necessario essere uniti per affrontare le difficoltà.

Patti Smith a Firenze

La cantante ritorna a Firenze per un concerto intimo all’interno del ciclo di iniziative David 140, col quale la Galleria dell’Accademia di Firenze celebra i 140 anni dall’inaugurazione della Tribuna della Galleria, avvenuta il 22 luglio del 1882.
An Evening of Poetry and Music” è il nome dell’evento che lunedì 27 giugno vedrà protagonista Patti Smith, con alcuni speciali e inediti dedicati al genio di Michelangelo.
La storia dell’autrice americana si è già intrecciata più volte con quella della patria del Rinascimento, come con lo storico concerto del 1979 che dette il via alla grande stagione degli spettacoli dal vivo nel nostro Paese e con la settimana trascorsa dalla stessa Patti Smith nelle strade di Firenze 30 anni più tardi.
In attesa del suo nuovo concerto, è impossibile non percepire la risonanza mediatica della notizia che arriva da oltre oceano.
La Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, infatti, ha imposto grandi limitazioni sull’aborto, legge simbolo, in tutto il mondo, di libertà sociale e fisica della donna.

Un’immagine della cantautrice americana Patti Smith (Google)

L’intervista a Patti Smith

Tra le domande poste alla cantautrice americana non potevano mancare quella sulla situazione odierna (compresa la legge sull’aborto) e del suo rapporto con Firenze.

Riguardo la domanda sulla celebre canzone “People Have the Power”, Patti Smith risponde così.

“La prima strofa parla dell’ambiente e di una visione del mondo, la seconda sezione è un grido contro la guerra e la terza rimanda all’unione fra le persone. Se anche ne cambiassi le parole, il messaggio rimarrebbe lo stesso: l’idea dietro a “People Have The Power” è che noi, come individui, abbiamo il potere di far alcune cose, come l’essere creativi o aiutare il prossimo, ma il vero potere arriva dall’essere uniti.
Possiamo ancora fare la differenza sui grandi temi odierni, come il climate change, ma dobbiamo essere tanti, il cambiamento avviene attraverso grandi numeri.
Abbiamo bisogno di centinaia di milioni di persone che insieme comincino a chiedere di salvare il nostro mondo, la nostra gente, di dare un futuro ai nostri bambini.
Per cui penso che il senso del pezzo vada ancora bene così com’è“.

Poi è il turno della domanda su una città per la Smith molto importante: Firenze.

“Si tratta di un luogo speciale per me perché lì ho tenuto il più grande concerto della mia vita, prima di ritirarmi dal music business nel 1979 come dicevi tu.
C’erano persone che dormivano in strada, alcuni anche giovanissimi: ricordo di aver incontrato il sindaco, le istituzioni, moltissime persone giovani e meno giovani e ne vado molto fiera.
E anche da un punto di vista culturale, la città è bellissima, con le sue architetture e il lavoro di Michelangelo sparso un po’ ovunque.
Lunedì sarà un evento molto piccolo in termini di numeri ma sono orgogliosa di potermi esibire nell’Accademia accanto ai lavori di Michelangelo.
Con me ci sarà anche mia figlia Jesse, che è un’attivista del climate change e una musicista, tra l’altro il concerto è il giorno del suo compleanno per cui l’evento è dedicato a lei, che si unirà a me sul palco per un paio di canzoni.
Ci sarà anche suo fratello Jackson, che suona la chitarra, per cui sarà bello ritrovarsi in un luogo così magico assieme ai miei figli“.
Sarà un concerto intimo ma denso di significato.

La musica e la società

La musica ha da sempre accompagnato idee, rivoluzioni e avvenimenti della storia e molto probabilmente è anche per questo che la musica, soprattutto dello scorso secolo, ha un impatto così grande sull’immaginario comune.
La guerra in Vietnam, la rivoluzione culturale del 1968 sono solo alcuni esempi dei molti temi trattati dalla musica.
Come si sa (e come recita il detto) le parole hanno un peso, ma quando queste sono accompagnate dalla musica e diventano canzoni, allora la potenza del messaggio diventa ancora più forte, simbolico e significativo.
Il mondo muta, e muta in fretta, ma la musica riesce imperterrita a tenere il passo e a raccontare la storia, incidendo parole, pensieri, impressioni nell’anima di ognuno di noi.

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