Parli una lingua “rumorosa”? Probabilmente vieni da un posto caldo: scopriamo il rapporto lingua-temperatura

Un recente studio ha dimostrato che esiste una correlazione tra lingue più “rumorose” e alte temperature.

Quelle lingue che nessuno parla o parlerà più - La Stampa

Nel mondo si parlano all’incirca 7000 lingue. Esse possono essere classificate in base al numero di parlanti, alla famiglia di appartenenza, all’area geografica… In particolare, esistono tre principali criteri di classificazione linguistica: quello genealogico che studia le parentele, quello tipologico che si sofferma sulla struttura morfologica e sintattica, quello areale che prende in considerazione lingue parlate in una stessa area.

Cenni di fonetica articolatoria

La maggior parte dei suoni delle lingue parlate dall’uomo viene prodotta tramite l’espirazione: l’aria parte dai polmoni, attraversa i bronchi, la trachea, la laringe, la faringe e nella glottide incontra le “corde vocali”. Esse, al passaggio dell’aria, vibrano producendo dei suoni. L’aria, superata la glottide, attraversa il cavo orale (o in taluni casi nasale) e, finalmente, fuoriesce sotto forma di suono. I foni possono essere classificati in base alla sonorità, al modo e al luogo di articolazione.
Per quanto riguarda la sonorità, i suoni si dividono in:

  • Sordi: quando non c’è la vibrazione delle corde vocali;
  • Sonori: quando c’è la vibrazione delle corde vocali.

Ogni lingua possiede un certo numero di suoni sordi e suoni sonori.

I luoghi di articolazione dei suoni e i modi di articolazione delle vocali della lingua italiana – imieiappunti.it

Cenni di variabilità linguistica in funzione spaziale

La lingua varia anche in base al luogo: si parla, infatti, di variabilità diatopica (composto da δια- che suggerisce differenziazione + τοπος= “luogo”) in merito al mutare dei fenomeni linguistici nello spazio.

Uno studio pubblicato sulla rivista online PNAS Nexus  nel dicembre 2023 (volume 2, numero 12) ha evidenziato una correlazione tra le caratteristiche climatiche di un’area geografica e la sonorità delle lingue.

Si è partiti dall’analisi di un ampio database contenente vocabolari di base di 5.293 lingue, l’Automated Similarity Judgment Program (ASJP), per poi calcolare la sonorità media per ciascuna lingua, adottando una scala di sonorità universale (si è fatto ricorso a una variante integrata della scala di sonorità di Parker).

È emerso che le lingue parlate nelle regioni equatoriali e, quindi nei Paesi a basse latitudini, presentano una più alta sonorità media.

La temperatura influenza la sonorità di un linguaggio

Alcuni fattori fisici legati alla temperatura favorirebbero la produzione di suoni “rumorosi”, ossia sonori, nelle regioni più calde.

Tutto dipende dal mezzo in cui la voce -sotto forma di onde sonore-si propaga, ossia l’aria. Il linguista danese Søren Wichmann – uno degli autori dello studio- spiega che l’aria calda tende a limitare i suoni sordi, “assorbendo la loro energia ad alta frequenza”; mentre l’aria fredda e secca ostacolerebbe la produzione di suoni sonori; le temperature fredde, quindi, indebolirebbero la sonorità. Ecco perché le lingue parlate ai Tropici presentano un maggior numero di suoni sonori rispetto a quelle nate ad alte latitudini (dove le temperature sono più basse).

Lo studio ha permesso di stabilire “una chiara relazione tra la sonorità media delle famiglie linguistiche e la temperatura media annuale” (Wichmann); naturalmente ci sono delle eccezioni: come, ad esempio, alcune lingue parlate nel Centro America o nel Sudest asiatico che presentano una sonorità piuttosto bassa nonostante siano parlate in Paesi “caldi”.

I fattori climatici, dunque, modellano una lingua, in particolare, i suoi modelli fonici sul lungo periodo; i risultati mostrano che, nel corso di diversi secoli, le basse temperature portano a una diminuzione della sonorità.

Studiare questo tipo di interdipendenze permette di avanzare congetture anche sull’origine di una determinata lingua e di dare maggiori informazioni sulla sua discendenza generazionale: in altre parole, andando a vedere se una famiglia linguistica presenta più suoni sordi o suoni sonori si può ipotizzare la sua regione di provenienza (fredda o calda).

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