Orlando, il romanzo dalle sfumature LGBTI che la Woolf dedicò alla sua amante

A pochi giorni dal gay pride 2020, un’occasione per parlare di un cult della letteratura inglese e ormai anche della comunità LGBT.

Orlando di Virginia Woolf in una delle originali edizioni inglesi

Niente parate per il Gay Pride 2020, ma la comunità LGBT e i suoi sostenitori si fanno comunque sentire: l’orgoglio non rimane chiuso in casa. E come ogni occasione, è sempre buona per parlare di libri e letteratura: in questo caso di Virginia Woolf e di Orlando, l’opera che la scrittrice britannica dedicò alla poetessa Vita Sackville-West, sua amante, e che è stata definita la ”lettera d’amore più lunga della storia”. Nel romanzo del 1928 la Woolf racconta una biografia immaginaria: quella di Orlando, che vive nel corpo di un uomo tutte le sue vite, spalmate nel corso di quattro secoli di storia d’Inghilterra, fino a quando nel XVIII secolo non si risveglia donna. I temi che scaturiscono da una trama del genere sono innumerevoli, e soprattutto attuali. In primo luogo la Woolf pone la questione degli standard maschili e femminili, dell’incidenza delle regole sociali sull’individuo e, naturalmente, del ruolo della donna all’epoca; riflette sull’ambiguità dei sessi, sulle differenze tra ”sesso sociale e sesso biologico” e porta a meditare su come appunto sia la società a imporre sulla base di questo il ruolo di ciascuno. Insomma un testo che, reso ancor più piacevole dalla straordinaria prosa della Woolf, quasi spaventa per la profondità con cui tratta certe tematiche, e soprattutto mostra una capacità di riflessione nettamente in avanti coi tempi.

Orlando

Il romanzo ruota intorno al personaggio di Orlando, attraverso le cui esperienze la Woolf dipinge – magistralmente – i rapporti di genere della società inglese lungo i tre secoli di storia che sono scenario delle vite del protagonista, fino a quando non si risveglierà donna. Ed è proprio grazie a questa trasformazione che Orlando ”ha il privilegio di estendere la propria vita per più di tre secoli e di sperimentare la dualità sessuale”, in modo da adattarsi alle varie epoche e ”attingere a tutte le esperienze ascrivibili al genere maschile e femminile, che arricchisce enormemente le potenzialità della sua mente identificandosi con i due generi e gli permette di comprendere gli aspetti tipici dell’uno e dell’altro sesso”, come scrive Concetta Cartilone. Insomma, non solo la linea tra la definizione degli standard sociali e il sesso biologico si fa sempre più sottile fino quasi a scomparire; ma addirittura Orlando ha il privilegio di provare come ci si sente a essere nei panni dell’uno e dell’altra. Anche l’amore, che Orlando continua a ricercare, smette di essere una questione di ”corpo” o delle sue caratteristiche, e comincia ad essere qualcosa che va oltre questa materialità biologica che è, appunto, ”casuale”, proprio come casuale è stato il ritrovarsi di Orlando in un corpo di donna. Così scrive infatti la Woolf quando il suo protagonista si sveglia e scopre di aver cambiato sesso: “Orlando […] era diventato donna. Ma sotto ogni altro rapporto, Orlando rimaneva tale e quale quello di prima. Il mutamento di sesso poteva bensì alterare l’avvenire dei due Orlando, ma per nulla affatto la loro personalità. I due visi rimasero, come lo provano i ritratti, perfettamente simili”. Quello che ci sta dicendo la Woolf è che non esiste una categoria precisa in cui ciascuno debba definirsi: se non quella che, per qualche ragione, gli schemi sociali vogliono attribuirci, come Orlando finalmente riesce a capire.

Virginia Woolf (1882-1941)

Una storia d’amore

L’opera è dedicata dalla Woolf a Vita Sackeville West, che fu poetessa e straordinaria giardiniera. Il loro fu un amore appassionato, travolgente e anche duraturo, come testimonia uno scambio epistolare fittissimo che durò per quasi vent’anni, proprio come la loro storia, dal 1924 al 1941 (Virginia Woolf morirà suicida proprio lo stesso anno). Scrivi sempre a mezzanotte, diceva Virginia a Vita, e così è stata intitolata la raccolta di lettere che si scambiarono le due amanti.

La lettera di addio che Virginia scrisse al marito prima di suicidarsi (28 marzo 1941)

L’attualità dei temi

I sessi, è vero, sono diversi; eppure, si confondono. Non c’è essere umano che non oscilli così da un sesso all’altro, e spesso non sono che gli abiti che serbano l’apparenza virile o femminile, mentre il sesso profondo è l’opposto di quello superficiale”. Così scriveva la Woolf ormai quasi un secolo fa. Orlando, peraltro, non rimaneva particolarmente sconvolto dalla sua trasformazione biologica: la sua personalità era sempre quella, e si sentiva se stesso tanto quanto prima. Sono tutte parole, temi e pensieri che fanno riflettere e che mostrano la questione dei diritti LGBT da un punto di vista ancor più profondo di quello comunemente noto. E cioè, che la necessità di far rientrare qualcuno entro uno schema o una definizione è qualcosa che la società sembra richiedere, ma quello che siamo veramente lo sappiamo noi e va ben oltre tutto questo, oltre le definizioni e l’identità di genere, che è un concetto così tanto profondo e articolato al punto da far risultare un qualsiasi tentativo di categorizzazione fin troppo riduttivo.

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