Dietro le esplosioni atomiche raccontate da Nolan si nasconde una battaglia invisibile: quella tra le radiazioni ionizzanti e il nostro DNA. Ma cosa succede davvero alle cellule quando vengono colpite?

In Oppenheimer, vediamo la storia della bomba atomica prendere forma tra formule, esperimenti e decisioni che hanno cambiato il mondo. Ma lontano dai laboratori e dalle strategie militari, c’è un’altra storia meno visibile: quella di come le radiazioni nucleari colpiscono il nostro corpo, danneggiando il DNA e lasciando segni indelebili nel tempo.
Cosa fanno le radiazioni al nostro corpo?
Le radiazioni ionizzanti emesse durante un’esplosione nucleare sono onde elettromagnetiche cariche di energia che hanno la capacità di attraversare i tessuti biologici, colpendo in particolare le cellule del corpo umano. Il bersaglio primario di queste radiazioni è il DNA, la molecola che contiene le informazioni genetiche necessarie per la crescita, la riproduzione e il funzionamento di ogni cellula. Le radiazioni ionizzanti, grazie alla loro elevata energia, sono in grado di rimuovere elettroni dagli atomi che compongono il DNA, creando radicali liberi altamente reattivi. Inoltre la rimozione di elettroni altera la struttura di legame tra le basi stesse, in modo dannosissimo. I danni possono includere la rottura dei filamenti di DNA, l’alterazione delle basi azotate o la creazione di legami incrociati tra i filamenti. Ciò impedisce la corretta replicazione del materiale genetico. In alcuni casi, questo danneggiamento non può essere riparato dalla cellula, e nel lungo periodo possono avere conseguenze gravi, dando origine a tumori. Inoltre, la instabilità provocata dalle radiazioni può portare a fusione cromosomica, in cui frammenti di cromosomi si uniscono in modo anomalo. Ciò origina cellule con un numero irregolare di cromosomi (aneuploidie) e aumentando ulteriormente il rischio di cancro.
Dal malessere immediato ai danni a lungo termine
L’esposizione acuta alle radiazioni provoca un fenomeno immediato noto come sindrome da radiazione acuta, che si manifesta con sintomi come nausea, vertigini, debolezza, perdita di appetito e affaticamento. Questi segni sono il risultato di un attacco diretto al corpo, in cui le cellule danneggiate non riescono più a svolgere le loro funzioni vitali. Tuttavia, i danni più insidiosi non sono quelli immediati, ma quelli che si manifestano nel lungo periodo. Le radiazioni nucleari aumentano significativamente il rischio di sviluppare diverse patologie, tra cui leucemia, tumori solidi e altre malattie degenerative. Talvolta, la cellula danneggiata può sopravvivere e replicarsi ma ciò è dannosissimo: essa lo fa in modo errato, dando origine a cellule mutanti che si accumulano nel corpo. In alcuni casi, queste cellule mutanti possono sfuggire al controllo del sistema immunitario, portando alla formazione di neoplasie.
I danni a lungo termine, però, non si limitano solo a chi è stato esposto direttamente alle radiazioni. Gli effetti genetici delle radiazioni possono essere trasmessi alle generazioni future, modificando il patrimonio genetico in modo permanente. Questo fenomeno è noto come mutagenesi ereditabile. Le mutazioni che si verificano nel DNA delle cellule germinali, come gli spermatozoi e gli ovuli, possono essere trasmesse ai figli, che a loro volta possono trasmetterle ai loro discendenti.

Gli studi sugli hibakusha: l’eredità delle radiazioni nucleari
I sopravvissuti agli attacchi nucleari di Hiroshima e Nagasaki, noti come hibakusha, sono stati oggetto di numerosi studi scientifici che hanno permesso di comprendere meglio gli effetti delle radiazioni sul corpo umano. Fin dai primi anni dopo gli attacchi, i ricercatori hanno monitorato la salute degli hibakusha per documentare i danni acuti e a lungo termine. È proprio grazie a loro che si è capito che le mutazioni genetiche causate dalle radiazioni possono essere trasmesse alle generazioni successive.
La lezione che ci arriva dalla storia è chiara: la scienza è uno strumento potente, ma deve essere usata con consapevolezza e rispetto. Le radiazioni nucleari, invisibili ma devastanti, hanno riscritto il destino di intere popolazioni, lasciando un’impronta indelebile nel DNA degli esseri umani e delle generazioni future.