80 anni di ANSA: ecco come è cambiato il modo di scrivere la storia

Elly Schlein ha visitato la mostra per gli 80 anni di ANSA, ente che ha letteralmente scritto la storia recente.

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, con il direttore dell’Ansa, Luigi Contu, durante la visita della mostra per gli 80 anni dell’ANSA al museo Maxxi di Roma, 28 gennaio 2025.
ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

Per “scrivere la storia” di solito si intende chi, per gesta o per merito, rivoluziona il corso degli eventi. In questo caso lo si intende nel senso più letterale. ANSA infatti ha compiuto 80 anni. L’agenzia di stampa italiana ha percorso 80 anni di storia, con foto, racconti e articoli. In questo momento, la mostra per gli “80 del mondo raccontato da ANSA” è al Maxxi di Roma. Di recente, la segretaria del PD, Elly Schlein, ha effettuato una visita, guidata dal direttore Luigi Contu. Di certo è fondamentale l’esistenza dell’ANSA, che permette di essere costantemente aggiornati su tutto ciò che accade, non solo in Italia, ma ormai nel mondo. Il metodo di fare storia, di raccontarla, è sicuramente cambiato nel tempo. Oggi abbiamo la fortuna di poter registrare tutto su più supporti, ma agli inizi era senz’altro uno sforzo di memoria. Vediamone quindi l’evoluzione.

Tra storia e mito

I primi storiografi, di certo, non avevano i supporti digitali moderni. Non potendo quindi reperire fonti da ogni dove, era necessario usare la memoria. Per i fatti recenti, senz’altro, non c’erano problemi, ma quando si trattava di raccontare qualcosa di più remoto, allora si accedeva anche all’immaginazione. Certamente non si tratta di invenzioni di sana pianta, ma c’è sempre un filo logico, un finale del mito che riconduce o giustifica alcuni usi. Il padre della storiografia è di certo Erodoto. Le sue “Storie” raccontano alcune vicende antiche, mescolando i fatti con racconti mitici, senza distinzione. Era inevitabile che, parlando di storia, si parlasse della storia dei popoli e non della sequenza dei fatti mondiali, come siamo abituati a pensarla oggi.
Andando poco avanti nel tempo, sempre rimanendo nell’antica Grecia, altri scrissero opere storiografiche più veritiere. In questo senso si intendono le opere Tucidide e Senofonte, in quanto più ricercate nelle fonti e con metodo più aneddotico, senza voler raccontare tutto.

Uso celebrativo della storia

Già ai tempi dei romani la storia veniva utilizzata per celebrare la grandezza del proprio popolo. Che la storia venga scritta dai vincitori è un concetto noto a tutti. Per questa ragione i romani poterono scriverne tanta di storia. Tra i più illustri storiografi romani vi sono Catone, Sallustio, Tito Livio e ovviamente Tacito. Ognuno di loro adottava dei metodi lievemente diversi. Ognuno pensava ad una funzione diversa della storia, ma di certo ne conoscevano il potenziale. La celebrazione delle proprie origini portava inevitabilmente alla celebrazione della stirpe corrente. Solo Tacito utilizzò la storia per criticare i problemi del potere imperiale, mantenendo un tono e uno stile sempre rigoroso. La storia come strumento è ampiamente usato dai romani. Ne conoscevano bene la forza. Basti pensare che molti personaggi sono stati condannati alla “damnatio memoriae”, ovvero la cancellazione, o peggio, la diffamazione storica. Alcuni personaggi ad averlo subito sono ad esempio Nerone e Caligola, ricordati per essere dei pazzi (che probabilmente non furono).

Cause e effetti

La concezione moderna della storia proviene da vari movimenti, tra cui l’Illuminismo e il Positivismo. La storia non è più concepita solamente come una raccolta di eventi, ma è fondamentale conoscere le varie cause che creano determinate situazione. Da qui deriva il concetto di “imparare dalla storia”. Questo concetto definisce un ciclo di eventi che inevitabilmente finiranno col ripetersi. Certo, cambieranno i protagonisti, i luoghi, le ragioni, ma nelle macro-categorie degli eventi, la storia si ripeterà. Studiare la storia non è solo arricchirsi di conoscenza, ma è anche capire come funziona il mondo e la direzione che sta prendendo l’umanità come popolo. Ad oggi in effetti si pensa, dato che siamo alla “fine della storia”, che ormai non ci sia più utilità nello studiare cose antiche. Il vero, invece, è che proprio studiando il passato che è possibile predire il futuro. La storia non è solo un racconto. Ad oggi, la storia è una scienza a sé stante, con metodi ben definiti. Si tratta di un’analisi scientifica del passato.

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