Olismo, semplicità e arte dell’attesa: quello che il surf ci insegna attraverso il documentario “Nausicaa”

Il surf è uno sport diffuso in tante parti del mondo, ma ancora di nicchia in molti territori.

Come ogni sport, anche il surf è composto da una serie di regole e principi da seguire. Tuttavia, nel suo caso potremmo parlare di una vera e propria filosofia nata tra le onde e che il documentario “Nausicaa” esalta perfettamente. Scopriamo quindi insieme i valori filosofici del surf.

Un po’ di storia

Le prime testimonianze sul surf risalgono al diario di bordo di James Cook, scopritore delle Hawaii nel 1778. Egli descrive questa strana attività svolta con immensa gioia dai polinesiani: farsi trasportare dalle onde, su tavole di legno. In Guinea l’esploratore James Edward descriveva questa attività con stupore e fascinazione “aspettavano un’onda e poi si lasciavano trascinare a riva ergendosi su di essa come fosse una nuvola”. Tuttavia, l’attività fu bandita per un lungo periodo da missionari calvinisti, per essere poi riscoperta a fine ottocento.
Il surf iniziò più tardi a diffondersi, grazie a figure come l’hawaiano Duke Kahanamoku, che portò l’attività nelle coste statunitensi e australiane.

Antiche tavole da surf

“Nausicaa” ci insegna l’arte del surf

Nausicaa è un film diretto e girato da Luca Merli. In 25 minuti di riprese spettacolari, ricche di paesaggi incontaminati e talenti del surf, Nausicaa trasmette serenità e pace dei sensi, evocando visivamente l’essenza del film:

“Questo è un film di surf sul nostro piccolo oceano, culla della civiltà e una riflessione sul vivere uno stile di vita semplice in simbiosi con la natura”

Sono tanti in questa descrizione, i valori evocati, pilastri di quello che è il surf nella sua essenza. Possiamo quindi definire il surf come vera e propria filosofia caratterizzata da rispetto, valorizzazione del tempo e semplicità. Questi precetti non sono tuttavia delle novità assolute, bensì già noti in Spinoza, Seneca ed Epicuro…scopriamo l’incontro tra surf e filosofia!

Olismo: senso di totalità con il mondo circostante

Il concetto di simbiosi con la natura, rievoca la filosofia olista di Spinoza e tante culture orientali, nelle quali viene abbattuta una qualsiasi distinzione tra individuo e mondo, per lasciare spazio ad una totalità fusionale, nella quale l’individuo diventa natura e la natura diventa individuo. Nella cultura occidentale è spesso difficile concepire l’unità del mondo, essendo abituati ad una società che sembra aver apertamente dichiarato il primato del soggetto sulle cose e sulla natura stessa. Andando controcorrente e rifiutando una gerarchizzazione, Spinoza e gli orientali propongono una visione del mondo nella quale è contenuto intrinsecamente un messaggio fondamentale: il rispetto della natura. Smettendo di vivere la natura come “altro da sé” si potrà finalmente praticare un puro e sincero rispetto di questa, permettendoci anche di scoprire la vicinanza che abbiamo con essa, troppo spesso vista come estranea e nemica. È un insegnamento che il surf sembra incarnare, nella simbiosi dell’uomo con la natura e col mare, in cui le onde diventano un prolungamento del suo stesso essere.

Seneca e il valore del tempo

Un antico trattato filosofico di Lucio Anneo Seneca sembra mettere l’accento su un altro valore del surf: il tempo, il gusto degli istanti e l’arte dell’attesa. In De Brevitate Vitae Seneca produce un vero e proprio elogio del tempo, sfuggente, inafferrabile e troppo spesso trascurato. Come intuibile dal titolo, il filosofo si concentra sulla brevità della vita, che dovrebbe quindi spronarci ad assaporare al meglio il tempo, vivendolo nei sui inesauribili istanti. In un’aspra critica agli “affaccendati”, Seneca incita i lettori ad un giusto utilizzo del tempo. Ancora una volta, l’insegnamento sembra riconducibile al surf: l’attesa dell’onda giusta, l’infinito istante di appagamento nel poterla finalmente cavalcare e la calma avvolgente dell’intera attività, mostrano quanto il surf sia capace di consentire un distacco dalla figura di “uomo affacendato” a cui il mondo sembra essersi troppo abituato. Nel surf, ogni cosa ha il suo tempo, che lentamente si evolve, permettendo di assaporarne ogni breve e semplice attimo.

Semplicità epicurea

“Vivere uno stile di vita semplice” è un altro messaggio cruciale del documentario, nel quale non vi è nulla di superfluo: la natura ed il mare sono sufficienti. È un messaggio epicureo, leggermente riadattato ai giorni nostri. Nella famosa Lettera a Meneceo, Epicuro distingueva i desideri ed i bisogni dell’uomo classificandoli secondo la necessità o vanità di questi. Una volta soddisfatti i bisogni primari, diceva Epicuro, tutto il resto era vano. Era così, vana qualsiasi ricchezza e qualsiasi desiderio di gloria o onore. Resta spazio per il surf? Riscoprendolo come attività capace di farci apprezzare il valore del tempo, il nostro legame con la natura ed il piacere di vivere in essa… potremmo definire il surf come un’attività quasi necessaria!

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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