Il Superuovo

Oggi nessuno vuole essere Robin: ce lo insegnano Cremonini e Nietzsche

Oggi nessuno vuole essere Robin: ce lo insegnano Cremonini e Nietzsche

Cremonini con “Nessuno vuole essere Robin” ci parla della volontà di potenza, insita negli uomini, come aveva già fatto Nietzsche. 

Cesare Cremonini ci canta della paura, propria dell’uomo, di arrivare secondo e di come esso non voglia mai essere considerato un perdente anche a costo di sacrificare ciò che ha di più caro.

ARRIVARE SECONDI IN UN MONDO IN CUI TUTTI ARRIVANO PRIMI:

Cesare Cremonini è un cantautore italiano, nato a Bologna nel 1980, ex frontman del celebre gruppo italiano “Lùnapop”. I suoi testi, da sempre, sono spunto di riflessione per tutti coloro che lo ascoltano, fan e non. Nelle sue canzoni tratta dei temi più svariati: la gioia, la libertà, l’amore per gli altri e per la vita, ma anche la tristezza, la malinconia, la mancanza e il dubbio. Un’artista poliedrico e multiforme, che mette la sua vita al servizio di quella degli altri attraverso la musica. Da anni ormai cavalca la scena italiana, ma anche mondiale, inseguito da un intramontabile successo, tanto da essere considerato uno dei cantanti contemporanei più influenti e amati. La sua forza è quella di riuscire a emozionare, a rendere partecipi gli altri dei suoi stessi sentimenti, a cantare di percezioni comuni in un modo del tutto fuori dagli schemi. È il padre di infiniti successi, di canzoni che hanno fatto cantare, piangere e ballare intere generazioni: da “50 Special”, passando da “La nuova stella di Broadway” sino a “Poetica”. Nel 2017 pubblica un album, “Possibili scenari”, in cui è racchiusa una canzone in grado di toccare le corde di tutti, in grado di scavare nel profondo dell’animo e di incantare: “Nessuno vuole essere Robin”. È una velata dichiarazione d’amore nei confronti un essere umano che si apre ad uno scenario più grande: l’amore per la vita. Un amore in grado di durare anche quando subentra il dolore, anche quando ci si perde, anche quando si perde. Cesare ci spiega che quando ci si butta a capofitto, quando si rischia per qualcosa di grande, non si perde mai.  È un inno malinconico alla leggerezza, alla gioia insita nelle piccole cose quotidiane. È un invito a mettersi in gioco, ad accettare la sconfitta, ad essere dei perdenti, ma dei perdenti felici:

” Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli?
Tutti col numero dieci sulla schiena, e poi sbagliamo i rigori
Ti sei accorta anche tu, che in questo mondo di eroi
Nessuno vuole essere Robin “

In questo magnifico inno alla vita come esperienza di un valore inestimabile fa un’analogia con le celebri avventure di uno dei supereroi più amati, Batman, e del suo “assistente” Robin, anch’esso dotato di una grande importanza ma che vive nell’ombra del grande eroe. In un mondo che va troppo veloce, che corre alla velocità della luce, Cremonini ci invita a sostare, a non voler per forza vincere a tutti i costi, a goderci il viaggio. Per questo ci dona un altro spunto di riflessione:

” Perché passiamo le notti aspettando una sveglia?
Ci prendiamo una cotta per la prima disonesta?
Complichiamo i rapporti come grandi cruciverba? “

Da qui nasce una domanda ovvia: questa corsa infinita ha un senso?

LA VOLONTA’ DI POTENZA:

Friedrich Wilhelm Nietzsche, celebre filosofo tedesco, tratta, nell’ “Anticristo”, l’argomento della virtù della terra e della volontà di potenza. Dopo aver affermato più volte che “Dio è morto’’ nel cuore e nella mente della gente, contrappone alle virtù del cristianesimo le virtù della terra: valori come fierezza, amore, gioia, amicizia. Essi scaturiscono dalla terrestre energia vitale che egli definisce “volontà di potenza’’. Essa consiste nell’amare ciò che si è e il proprio destino. Trova massima espressione nella figura del superuomo e nel suo sviluppo: tale volontà è insita in questo essere in grado di elevarsi sulle masse. Ma se essa si presenta svincolata da qualsiasi limite imposto dalla morale non può che sfociare nella violenza e nella sopraffazione. L’uomo, preso con forza da questa volontà, non può voler altro che la supremazia negativa sugli altri uomini. Esso non è in grado di accettare la sconfitta, per lui equivarrebbe alla morte, e si abbandona perciò totalmente ad una vita grama votata unicamente alla ricerca del potere, alla sete di vendetta, al perseguimento di scopi effimeri e indegni:

“Ci vuole più coraggio e forza di carattere per fermarsi o addirittura per volgersi indietro che per andare avanti.”

ESSERE ROBIN NELLA SOCIETA’ ODIERNA:

Nietzsche e Cremonini non lasciano dubbi: l’uomo nasce con questa strana voglia di emergere, di essere elogiato e applaudito come “migliore”. Spende la propria vita intera nella ricerca dell’approvazione altrui, del potere, dell’orgoglio personale. Spera e sogna solamente l’eroica riuscita delle sue azioni, e nella sua vita non resta più spazio per la fragilità, per essere dei soddisfatti perdenti, per essere deboli. Ma questa ricerca continua servirà davvero a qualcosa? Riflettendoci forse è il momento di cominciare ad affinare l’arte di essere Robin in un mondo di eroi.

 

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