Obiettivo vacanze: i siti archeologici (meno conosciuti) per vacanze tutte all’italiana

Anche gli antichi romani amavano andare in ferie, infatti possedevano “ville” in cui trascorrere i periodi più caldi

L’estate è ormai arrivata e chi può permetterselo sta già pensando a dove trascorrere le vacanze: ecco i luoghi più amati dai romani e più visitati dai turisti (solitamente stranieri).

I romani e il divertimento

Oramai è risaputo che i romani sapevano come divertirsi: nelle grandi città antiche non mancavano mai anfiteatri, terme, giochi e luoghi dove passare il tempo in compagnia; ma i romani amavano anche le vacanze, infatti gli aristocratici non mancavano di trascorrere del tempo in “ferie”, cioè lasciando le grandi città per dirigersi in zone di campagna o di mare. Oggi ci sono molti resti di queste antiche costruzioni, che nel periodo estivo sono prese di mira da turisti, curiosi ma anche studiosi del mondo antico: l’Italia era il cuore dell’Impero e il clima mite e favorevole portava aristocratici di ogni parte a passare nel nostro Paese le vacanze. L’odierna situazione ha messo in ginocchio il turismo italiano e per questo da parte del Presidente del Consiglio è giunto l’invito di passare nella nostra Nazione le vacanze, dunque ecco alcuni siti archeologici tra i più belli da visitare (e poco conosciuti).

Piccola parte del corridoio della "Grande caccia"

Villa Romana del Casale

Situata nei pressi di Piazza Armerina, in Sicilia, è una delle ville romane più grandi rinvenute: la sua caratteristica peculiare è la presenza, oltre alle grandi terme, di numerosissimi mosaici, tra cui le famose “ragazze in bikini che giocano a palla”. La villa è composta da numerose stanze e cortili interni con fontane: in ogni stanza è presente un mosaico inerente alla funzione che la stessa aveva. Ciò che, tuttavia, più ha affascinato gli studiosi è stato il lungo corridoio, oltre 130 metri, il cosiddetto “Corridoio della grande caccia”, che presenta un mosaico rappresentante il trasporto di animali come struzzi, leoni e altri, dai luoghi di origine fino, molto probabilmente, all’anfiteatro Flavio, ossia il Colosseo. La struttura, dal 1997, fa parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Valle dei Templi 

La Valle dei Templi, situata nell’agrigentino, è un complesso di templi dorici risalenti al periodo ellenico: anche questo fa parte dal 1997 dell’UNESCO, in quanto si tratta del sito archeologico tra i più ampli mai rinvenuti. I templi sono dedicati a diverse divinità tra cui Era, Zeus, i Dioscuri ed Efesto, ma il più imponente è senza dubbio il tempio della Concordia (in foto): questo, insieme al Partenone, è considerato uno dei templi meglio conservati al mondo e fu innalzato intorno al 430 a.C. Di recente ha fatto da sfondo alle sfilate dei due stilisti siciliani Dolce e Gabbana.

Paestum

Situato nella Lucania, questa città era anticamente chiamata “Posidonia” in quanto era stata fondata in onore del dio del mare Poseidone, tuttavia i suoi cittadini erano molto devoti ad Era e Atena: risalente al IV-V secolo a.C, fu riscoperta solo all’inizio del secolo scorso, benché fosse già stata nominata in età rinascimentale da alcuni studiosi, che tuttavia non ne conoscevano la precisa ubicazione. Di particolare importanza è la Via Sacra, ossia un percorso che portava al sito dei templi, in totale tre: due dedicati a Era e uno ad Atena. Oltre a questi è stato rinvenuto anche un Foro.

Italia, il Paese delle “Meraviglie”

Così Alberto Angela definisce la nostra Nazione e non ha tutti i torti: molti italiani nel periodo estivo preferiscono passare le vacanze all’estero forse inconsapevoli delle “meraviglie” presenti sul nostro territorio. Non faccio riferimento solo ai luoghi che tutti conoscono come Roma e Firenze, due centri importanti per la storia antica e medievale, o Venezia con le sue gondole o la Sicilia e la Sardegna con il loro mare: mi riferisco a quei siti antichi che fanno parte della nostra storia e che ci dicono da dove veniamo, ci ricordano com’era la vita in passato e come passavano le giornate i nostri antenati. L’emergenza Covid-19 ha messo in crisi l’intero sistema turistico italiano e per questo ci è stato rivolto l’invito di passare l’estate nel nostro meraviglioso Paese, magari (perché no) alla riscoperta della nostra storia: siamo italiani e dovremmo essere orgogliosi si esserlo, perché non solo viviamo in uno dei Paesi più belli e ricchi di storia al mondo, ma anche perché siamo capaci di rialzarci dopo una caduta e continuare a camminare.

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