“Non c’è donna al mondo che non possa divenire tua”, parola di Ovidio!

Hai l’ansia del primo appuntamento? O forse non hai mai la minima di idea di cosa dire e fare quando ti innamori? Non ti preoccupare! Ovidio ha risolto tutto duemila anni fa nel primo libro dell'”Ars Amatoria”.

“Il bacio”, Munch (Google)

Essere dei sofisticati seduttori è il sogno di tutti gli uomini ed essere corteggiate da un vero gentleman è il desiderio di tutte le donne. L'”Ars amatoria” (di quell’Ovidio che scrivendo in prosa finiva per comporre versi) è il luogo migliore in assoluto per imparare a padroneggiare l’art d’aimer e non ritrovarsi, per così dire, in un cul de sac. Che tu, dunque, sia uno spietato Don Giovanni od un sensibile Masetto troverai qui l’eterna saggezza degli antichi.

Di chi stiamo parlando?

Publio Ovidio Nasone (43 a.C. 18 d.C.) fu uno dei poeti romani più raffinati e chic di tutti i tempi. Non si hanno grandi testimonianze della sua vita se non quelle contenute in un’elegia autobiografica (la quarta parte dei Tristia). Ma veniamo al nocciolo. Lo scopo del primo libro dell’”Ars amatoria” (1 d.C.) è chiarissimo: “Siquis in hoc artem populo non novit amandi, Hoc legat et lecto carmine doctus amet”*. Insomma, il poeta si pone l’obiettivo di insegnare ai giovani maschietti della caput mundi (e oltre) tutti i segreti de l’art de séduire” (per dirla in francese: l’arte del rimorchio).

*”Se c’è tra voi chi non conosca ancora l’arte d’amare, legga il mio poema e fatto esperto colga nuovi amori!”

Rappresentazione di una naumachia nel Colosseo (Google)

I luoghi migliori per…

Impossibile dirti i mille luoghi per la caccia di femmine. Più facile sarebbe in mare numerar la rena” troviamo scolpito nell’“Ars amatoria“. Vediamo dunque, la classifica dei migliori “luoghi di caccia” della Roma dei tempi d’oro.

Il bronzo è conquistato dal teatro. Secondo Ovidio è un ottimo luogo in cui esercitare il proprio fascino sulle fanciulle dell’Antica Roma. All’interno di questi luoghi affollati possiamo trovarvi di tutto: “amore e scherzo, quella che ti godrai una sola volta, quella che val la pena mantenere“. Le donne a teatro, scrive: “vengono per vedere e per essere vedute“. La moltitudine di spettatori, poi, è solo vento in poppa per chi cerca quella giusta.

Subito dopo, in seconda posizione, ci solo le corse di cavalli. Va bene, forse non tutti amiamo il gioco d’azzardo, ma qui la situazione si fa molto interessante e… maliziosa. Tre sono le tecniche ovidiane (collaudatissime) per dar inizio alla vera competizione: quella che si gioca sugli spalti (del campetto di provincia). Il poeta suggerisce, in primo luogo, d’informarsi con cura riguardo a tutti i cavalli “poi favorisci, senza perder tempo, quello che piace a lei, qualunque sia“. In secondo luogo (ecco il celebre savoir-faire ovidiano): “Mostrale sempre quanto sei gentile. Se la sua veste striscia per terra chinati premuroso a sollevarla, che non debba sporcarsi. E tu, in compenso, potrai dare un’occhiata alle sue gambe senza ch’ella protesti“. Infine l’accorto poeta, che riesce sempre a tornare sui suoi dolci binari della finesse, ci dona una perla di bon ton: “Son le cose piccole a conquistare testoline leggere“. Che romantico! E ricordiamoci: il tutto scritto in distici elegiaci!

La pole position è aggiudicata ad un luogo assai inusuale per i nostri tempi: “Se tu sapessi quel che accade ai giochi che Cesare ordinò quando pose di fronte navi greche contro navi persiane!”. Avete letto bene, stiamo parlando delle gloriose naumachie (dal greco, “ναυμαχία“). Gli anfiteatri, infatti, venivano letteralmente allagati attraverso una rete di canali sotterranei, ed al centro dell’arena si svolgevano veri e propri combattimenti navali. Ma torniamo all’amore, Ovidio qui sfoggia in pochi versi il suo charme xenofilo alla James Bond: “Quanta gente, che bella gioventù! Uomini e donne da un mare all’altro: il mondo intero a Roma venne in quei giorni. Chi tra tanta gente non trovò donna che l’innamorasse?“. Sarebbe politically correct al giorno d’oggi?

6 tecniche per…

Ora dunque m’accingo a dirti in quale modo tu prenderai colei che più ti piacque: questa, opera d’arte più sottile“. È giunto il momento di navigare l’oceano più insidioso, ossia la battaglia più aspra per un giovane innamorato: il “come faccio?“. Non possiamo far altro che porgere l’orecchio in direzione del trionfo che Ovidio ci promette: “Non c’è donna al mondo che non possa divenire tua“. Vi avviso: sarà difficile d’ora in poi trovarvi in un’impasse dopo aver consultato queste brillanti strategie.

1 – Innanzitutto: “conosci l’ancella di colei che vuoi amare“. Trasliamo la suddetta vicenda ai tempi nostri: simpatizzare con il/la migliore amico/a di colei a cui desiderate muovere delle avances è un metodo classico ed efficace per scoprire i pensieri o le emozioni che prova per voi. È fondamentale poi tentarla mentre “offesa piangerà l’amante, eccoti pronto: per mezzo tuo avrà la sua vendetta“. Un colpo sicuramente sotto la cintura se praticato, ma siamo sinceri: l’abbiamo fatto tutti almeno una volta!

2 – Fai tantissime promesse: “Finché prometti non soffri danno alcuno: promettendo diventa ogni cialtrone un milionario“. Dunque, se volete “giocare sporco” (vi avverto: non fatelo a casa!) promettere all’infinito può rivelarsi una buona tattica, parola di Luciano il guardiamarina! E soprattutto non donate nulla! Infatti, “Se non dai, potrai far sempre credere d’essere pronto a dare: un campo sterile inganna così spesso il suo padrone“. Quest’ultima strategia risulta spesso essere una débâcle nell’epoca capitalista in cui viviamo; fatta eccezione per quei pochi giovani prodi che riescono a cavarsela con una cena da McDonald’s: geniale ma un poco mainstream!

3 – Curati esteticamente e sii di bell’aspetto ma, al contempo, “Non ti piaccia troppo d’arricciare col ferro i tuoi capelli…” dato che conviene una “bellezza un poco trascurata“. In sintesi: sii attraente, ma non esagerare con il mitologico profumo di Abercrombie & Fitch, potrebbe causare choc inaspettati.

4 – È tempo di un poco d’astuzia e Ovidio suggerisce con artificio: “Cerca di piacere poi a suo marito: l’averlo amico può giovarvi assai“. Se quindi, la donzella fosse fidanzata (ndr. oggi avremmo la fortuna di chiamarla “congiunta”) sarebbe cosa astuta (dopo aver invocato Atena) annuire a tutto ciò che dice chi l’accompagna: “È vecchia strada e spesso la più certa tradire altrui fingendoglisi amico” verseggia il magister (con annesso un profetico “c’est la vie“). Ma per carità, da evitare assolutamente le risse nei convivi (o fuori dai club) “a cui dà forza il vino“! Piuttosto con estrema galanteria e nonchalance Alzando il calice dille: ‘Salute e salve a chi il tuo letto con te divide!’. Ma in cuor tuo invoca sul marito ogni malanno“. Resusciterebbe Jacques de La Palice da quanto è ovvio: fai buon viso a cattivo gioco oppure, utilizzando un francesismo, non fare gaffe!

5 – Il vino può aiutare, ma con moderazione! L’ammonimento è cristallino (e si spera fecondo): “le donne al buio sono tutte belle“. Si potrebbe affermare che Ovidio fosse più un habitué delle tetre discoteche del XXI° secolo piuttosto che dei luminosi anfiteatri romani. Se poi hai bevuto troppo non metterti alla guida della biga del “papi” (emulando un Liside d’altri tempi) e, soprattutto, non ti sposare in uno squallido casinò di Las Vegas dopo esserti giocato la sportula ai Latrunculi. Sii cauto: “chiedi alla luce se una gemma è pura… al giorno chiedi se una donna vale” scrive Ovidio.

6 – Infine, ecco un saggio consiglio che può provenire solo dalla giudiziosa bocca di un padre: “Non è prudente che tu all’amico lodi la tua donna: se crede alle tue lodi, ti soppianta“. In breve: non presentare nessuna/o ai tuo amici, potrebbe rivelarsi una scelta fatale od un’amara fregatura. Quindi, cari “amici amici…” (…e poi ti rubano la bici) Lutezia ha qualcos’altro da dirvi: non sono ammessi ménage à trois!

 

Fonte delle traduzioni (in corsivo fra virgolette): “L’arte di amare” (Ovidio), BUR.

 

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