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No Diet Day! Le donne golose della poesia di Gozzano celebrano la giornata contro le diete

Il 6 maggio è il No Diet Day. La golosità descritta da Guido Gozzano in una poesia sulle donne.

Da lunedì dieta!” “Ma tu che dieta segui?” “Ma sei sempre a dieta?” “Dovresti metterti a dieta!

La parola dieta ha l’originario significato di “stile di vita“, dal greco antico, e indica l’insieme degli alimenti assunti per la nutrizione. Tuttavia viene sempre più spesso usata impropriamente per indicare un tipo di alimentazione che porta al dimagrimento. Il 6 maggio è il No Diet Day, la giornata contro le ristrettezze alimentari.

6 maggio: No Diet Day

Una giornata contro le ristrettezze alimentari, fondata nel 1992 per promuovere l’accettazione del proprio corpo e per contrastare le discriminazioni subite a causa della forma fisica. Il simbolo di questa giornata è un fiocco blu, e definirsi “contro” la dieta non comporta la promozione di un regime alimentare ipercalorico, quanto l’idea di un’alimentazione armoniosa e vissuta senza paranoie. L’idea nasce da Mary Evans Young, donna che in passato ha sofferto di anoressia e fondatrice dell’associazione Diet Breakers. La prima edizione, nel 1992, è stata festeggiata da lei e da altre donne con un picnic in un parco di Londra. L’idea è quella di onorare la memoria delle tante vittime di disturbi alimentari e di lottare contro gli stereotipi di una forma fisica che comporta eccessive rinunce e drastici sacrifici. Il tutto in favore di uno stile di vita sano, equilibrato e senza privazioni.

Le donne golose di Guido Gozzano

Può il modo in cui mangiamo definire il nostro carattere? Nella poesia “Le golose” Guido Gozzano si appassiona osservando una serie di donne che scelgono il proprio dolce in pasticceria e lo mangiano, ognuna a modo proprio. Con la descrizione dell’atteggiamento durante la consumazione, Gozzano lascia percepire la personalità di ognuna delle donne che descrive:

“Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine –
le dita senza guanto –
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

Perché nïun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.

C’è quella che s’informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.

L’una, pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.

un’altra – il dolce crebbe –
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!

Un’altra, con bell’arte,
sugge la punta estrema:
invano! ché la crema
esce dall’altra parte!

L’una, senz’abbadare
a giovine che adocchi,
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare

sugga, in supremo annunzio,
non crema e cioccolatte,
ma superliquefatte
parole del D’Annunzio.

Fra questi aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro, di sciroppo,
di creme, di velluti,

di essenze parigine,
di mammole, di chiome:
oh! le signore come
ritornano bambine!

Perché non m’è concesso –
o legge inopportuna! –
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,

o belle bocche intatte
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di crema e cioccolatte?

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Guido Gozzano (1883-1916)

Ognuna delle donne osservate dal poeta ha un modo proprio di gustare ciò che mangia. Tutte lo fanno innamorare, mentre sembra che ritornino bambine, e vorrebbe poterle baciare nel sapore di crema e cioccolatte. C’è quella che impiega tanto tempo a scegliere, c’è quella che fa tutto in fretta e spera di non esser vista. C’è quella che non si cura della forma, quella tanto golosa che mentre mangia guarda le altre nel vassoio. C’è anche quella che si sporca tutte le dita e quella a cui la crema sfugge dal lato opposto a quello del boccone. La scena descritta è viva, e leggendo il componimento si può immaginare di trovarsi di fronte alle donne, di conoscerle in base ai loro gesti e anche di immedesimarsi in una di quelle. L’ironia di Gozzano si colloca nell’ambito di un rapporto molto particolare con l’opera di Gabriele D’Annunzio, dal quale cerca di distaccarsi ma nel cui stile si trova imbevuto. Non a caso, nel componimento, paragona la crema di una delle paste a superliquefatte parole del D’Annunzio.

Guido Gozzano

Il rapporto con il cibo

La dieta di ognuno di noi, correttamente intesa come un insieme di cibi assunti per la nutrizione, è varia e dipende da molti fattori. Tra questi i luoghi in cui si vive, il contesto culturale, il gusto personale e un diverso approccio nei confronti del cibo. Se però ci si trova ad avere una giornata mondiale contro le diete, intese come regimi alimentari che mirano a un dimagrimento, è perchè la società ci ha spesso portato a credere nell’esistenza di canoni estetici che per essere raggiunti necessitano sacrifici e rinunce. L’appagamento che deriva dall’assunzione di cibo spesso non è quello del corpo, che sarebbe più facile da appagare, ma del cervello. Quanto si può capire su di noi osservando il modo in cui mangiamo un cibo che ci piace? Chissà cosa avrebbe scritto Gozzano se avesse visto gli Italiani a caccia di lievito per preparare la pizza in casa durante la quarantena.

Buon appetito!

 

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