Il Superuovo

Midnight in Paris: F.S. Fitzgerald ed E.Hemingway insegnano l’importanza di accettare il presente

Midnight in Paris: F.S. Fitzgerald ed E.Hemingway insegnano l’importanza di accettare il presente

Nel film Midnight in Paris (2011, Woody Allen) il protagonista Gil impara ad accettare il presente grazie a due figure importanti della letteratura americana del ‘900: E. Hemingway e F.S. Fitzgerald. Vediamo perché

scena del film Midnight in Paris, 2011 Woody Allen

Nella commedia molto apprezzata e premiata agli Oscar, il protagonista Gil comprende quanto sia importante il passato, ma la venerazione di questo e la voglia di viverci non sono sempre cosa giusta. “Il passato è stato il presente di qualcuno” apprende il protagonista alla fine della vicenda, conclusasi con la scoperta di questa importante morale che rende Gil consapevole che il suo malessere fosse generato solo dalla voglia di fuggire dal presente, per di evadere da una realtà a lui stretta. Fitzgerald ed Hemingway hanno un ruolo ben preciso e donano al protagonista i punti di vista necessari per smettere di sentirsi inadatto al suo presente.

Lo svolgimento della vicenda

Gil (Owen Wilson) parte per una vacanza a Parigi con la sua fidanzata Inez (Rachel McAdams) e la famiglia di quest’ultima. Casualmente incontreranno una coppia di amici con i quali Inez cercherà di passare più tempo possibile. Gil è uno sceneggiatore di successo ad Hollywood ma, stanco della vita americana, coglie l’occasione di questa vacanza parigina per trovare le giuste ispirazioni al fine di completare il suo primo romanzo. In realtà la scrittura è da sempre stata una sua grande aspirazione, ma gli amici e la fidanzata stessa lo scoraggiano, sminuendo questa passione e reputando la carriera da sceneggiatore più remunerativa. Sin dalle prime scene si può dedurre quanto Gil e Inez siano diversi: lui inguaribile romantico a cui piace camminare sotto la pioggia per strade parigine, lei che non lascerebbe mai la vita americana per l’Europa e seguire un sogno non suo privo di certezze.

scena del film Midnight in Paris, 2011 Woody Allen

Durante una solitaria passeggiata notturna tra le strade romantiche di Parigi, dato che la sua futura moglie decide di trascorrere una serata con gli amici incontrati, Gil viene fermato da un gruppo di festosi ragazzi in una bellissima auto d’epoca. Come d’incanto, il protagonista si ritrova indietro nel tempo, nei ruggenti anni ’20, nella Parigi popolata dalla generazione perduta. Trascorrerà la notte nel mondo che aveva sempre sognato, stringendo la mano agli artisti su cui aveva fantasticato solo nei libri: lo scrittore Francis Scott Fitzgerald (Tom Hiddleston) con la moglie Zelda, Ernest Hemingway (Corey Stoll), Salvador Dalí (Adrien Brody), Pablo Picasso (Marcial di Fonzo Bo), Thomas Strearns Eliot (David Lowe) e molti altri. La notte finisce e Gil vuole tornare ancora indietro, così ogni notte raggiungerà lo stesso punto e salirà sulla stessa auto d’epoca. Proverà a raccontarlo alla futura moglie, ma ella incredula lo lascerà di nuovo solo in quella fuga nel passato. Durante questi vaggi notturni nel tempo conoscerà Adriana (Marion Cotillard), la compagna di Picasso e di Modigliani.

scena del film Midnight in Paris, 2011 Woody Allen

Si innamorerà di questa donna che scoprirà avere la stessa passione per il passato, solo che per lei l’epoca d’oro non era quella in cui viveva, ma la Belle Epoque. Ed ecco l’arrivo di un secondo incanto, una carrozza e il viaggio nell’ultimo ventennio dell’ottocento. Adriana vi resterà, Gil invcece giunge a conclusione che non è il presente che vive ad essere sbagliato, ma le sue scelte. Torna nel ventunesimo secolo, si disfa di ciò che non lo rendeva felice: lascerà Inez e la vita americana. Gil decide di aver trovato il suo posto a Parigi e, sul ponte del Senna, solo in una piovosa notte, incontrerà la ragazza del mercato delle pulci e cammineranno insieme per quelle vie, sotto la pioggia.

Gil come Fitzgerald

“E così andiamo avanti, barche contro la corrente, incessantemente trascinati verso il passato” – F.S. Fitzgerald

Nella prima sconvolgente notte nel passato, tra le molte cose che lasciarono Gil perplesso e sgomento, ci fu l’incontro con Francis Scott Fitzgerald (Minnesota, 1896-1940) e la moglie Zelda. Non è un caso che primo fra tutti, fu proprio questo scrittore a cogliere l’attenzione del protagonista. In Fitzgerald si può considerare una concentrazione sostanziosa della personalità di Gil. L’autore de Il grande Gatsby, oltre ad essere stato anch’egli sceneggiatore, è tra più importanti rappresentanti della generazione perduta degli anni ’20. In lui si sono incarnate le caratteristiche di quella letteratura oltreoceano che, dato il periodo storico complesso in cui si trovavano, hanno tramandato una vera e propria denuncia sociale. Attraverso la sua letteratura, Fitzgerald dimostra la sua sensazione di inadeguatezza ad una società che ha come unico scopo l’arricchimento ed egli stesso si fece trascinare da questo turbinio di sfarzo. I suo scritti dimostrano la volontà di evadere dalla realtà e la ricerca di un tempo in cui essere felici, dal momento in cui quel presente non donava punti di riferimento sufficienti ne un futuro solido.

scena del film Midnight in Paris, 2011 Woody Allen

L’amore per Fitzgerald non è stato semplice, anche in quel caso ha dovuto sforzarsi socialmente per avere la mano di Zelda, che a tutti i costi non avrebbe sposato uno squattrinato. Il suo impegno nella letteratura fu ripagato con il successo e il mtrimonio, ma la vita con Zelda non fu tranquilla. In quell’epoca, anche denominata come età del Jazz, era comune per gli intellettuali soggiornare a Parigi per contatti diretti con le avanguardie intellettuali e Fitzgerald per alcuni anni vi si trasferì (intorno al 1921, come racconterà in una raccolta del 1934), ma la vita francese a Zelda non piaceva più, preferiva la città americana di New York. Viaggeranno di nuovo per l’Europa e i problemi di coppia continueranno ad infittirsi. Purtroppo l’aristocrazia così luccicante e apparentemente ricca di felicità, ha inghiottì Fitzgerald rendendolo apparentemente felice e soddisfatto. Gli ultimi anni di questo scrittore americano, furono trascorsi nella realizzazione di copioni cinematografici, dai quali non ebbe consistente riconoscimento.

Il risveglio vitalista con Hemingway

“Morire è una cosa molto semplice. Ho guardato la morte e lo so davvero. Se avessi dovuto morire sarebbe stato molto facile. Proprio la cosa più facile che abbia mai fatto… E come è meglio morire nel periodo felice della giovinezza non ancora disillusa, andarsene in un bagliore di luce, che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse”- E. Hemingway

Seduto da solo a bere un bicchiere di liquore, Gil incontrerà Ernest Hemingway (1899-1961) dall’aspetto più rozzo e vissuto di quello di Fitzgerald. Non è difficile immaginare così lo scrittore che non voleva avere paura della morte, una personalità irrequieta, insoddisfatta e segnata dalla violenza. Hemingway rappresenta nel film il concentrato di energia di cui Gil, forse, aveva bisogno. L’autore americano de il vecchio e il mare, apprese sin da giovane la caccia e la passione per la Box che segnarono in lui la propensione alla continua ricerca di forti emozioni. Tutto ciò lo ha reso una delle personalità più interessanti della letteratura e, se in quell’epoca riuscì a rompere una tradizione stilistica influenzando le generazioni future, come avrebbe potuto non rompere gli schemi della vita di Gil.

scena del film Midnight in Paris, 2011 Woody Allen

La sua attività letteraria inizia a prendere forma poco prima degli anni ’20, subito dopo il suo diploma. Ma la costante ricerca di emozioni, lo spinse ad entrare volontario nella Croce Rossa sul fronte di guerra (come autista di ambulanze) non potendosi arruolare per un difetto alla vista. A partire da quel momento tante furono le esperienze che lo segnarono. In questi momenti di crescita, negli anni ’20 si recò a Parigi e a contatto con le avanguardie intellettuali, iniziò una tendenza anti-accademica. Questa era caratterizzata da una forte esibizione del vitalismo ed una sovversione dell’eroe del romanzo moderno. Fu in gradi di raccontare, dunque, un eroe sconfitto e deluso, bisognoso di energia, di integrità etica e di qualcosa di reale. La sua vita fu colma di successi letterari e, allo stesso tempo, piena di dolori ma egli non si lasciò andare. Il suicidio del padre, quattro matrimoni, viaggi, guerre, non lo sconfissero. Fu colpito da un crollo nervoso solo quando era ormai sfatto dalle fatiche e dalle innumerevoli ferite in due incidenti aerei. Questo lo afflisse per anni e nel 1961, malato, invecchiato e incapace di scrivere, morì suicida. Nella commedia, Hemingway aiuta Gil ad andare oltre e a disfarsi delle ovvietà per creare un romanzo originale, adatto a ciò che era realmente. Era necessario superare la paura della realtà in cui viveva e lasciarsi andare a ciò che proveniva da dentro.

Il passato è stato il presente di qualcuno

La cruda realtà da cui voleva evadere Fitzgerald, comune a quella in cui Gil si trovava, si scontra con la vita energica e senza confini di Hemingway. Due vite opposte, l’uno alla ricerca della felice e ricca aristocrazia e l’altro alla ricerca dell’avventura, hanno permesso a Gil di scovare la felicità che non era lontana dal presente in cui viveva, ma il come lo viveva lo rendeva “cieco”. Il  restare in un’altra realtà non lo avrebbe reso felice, perché infondo gli scrittori e gli artisti incontrati non lo erano più di lui. Così Gil decide di evadere, non dalla realtà, ma dall’infelicità lasciandosi alle spalle il peso dell’abitudine e dando inizio ad una nuova avventura, senza troppe certezze.

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