Mary Shelley e la Sua affascinante Creatura: Festeggiamo i 207 Anni di Frankenstein

“Frankenstein”, chiamato anche “Il Moderno Prometeo” è un romanzo gotico e fantascientifico pubblicato l’11 marzo 1818.

Questo romanzo, pubblicato da una giovanissima Mary Shelley, ha rivoluzionato l’idea di fantascientifico, donando un romanzo nato inizialmente per il pubblico adulto, successivamente amato anche dai bambini. Scopriamone il motivo!

La nascita del romanzo

Questo spettacolare romanzo ha attraversato la vita, i sogni e i desideri di tantissime persone dal 1818 ad ora. Quale fu, però, il motivo per il quale questa affascinante storia è nata?. Facciamo un passo indietro e torniamo all’evento scatenante per la giovane Shelley.

Correva l’anno 1816, soprannominato anche “anno senza estate” per via dell’eruzione del vulcano che ha espanso le sue ceneri rendendo il cielo scuro. Mary Shelley e il suo compagno Percy  Shelley si trovavano in Svizzera, sul Lago di Ginevra, ospiti del poeta Lord Byron (la sorella di Mary Shelley era sua amante) e del medico John Polidori a Villa Diodati. A causa del maltempo, erano costretti a trascorrere le serate al chiuso, leggendo storie di fantasmi e discutendo di scienza e filosofia. Per passare il tempo, Byron propose una sfida: ognuno di loro avrebbe dovuto scrivere una storia dell’orrore. Da questa sfida nacquero due opere fondamentali: “Frankenstein” e “Il Vampiro” di Polidori. Mary Shelley inizialmente faticava a trovare un’idea per il racconto, finché una notte ebbe un sogno vivido e spaventoso che ispirò il romanzo. Questo sogno raffigurava uno studente che si inginocchia di fianco alla creatura che ha assemblato, la quale, grazie a una qualche forza, comincia a mostrare segni di vita.

Ti chiesi io, Creatore, dall’argilla

di crearmi uomo, ti chiesi io
dall’oscurità di promuovermi ?”.

L’epoca in cui la Shelley scriveva era segnata da progressi scientifici e dibattiti sulla “galvanizzazione” (la possibilità di ridare vita ai corpi con l’elettricità, teorizzata da Luigi Galvani). Il romanzo fu poi pubblicato nel 1818, inizialmente in forma anonima, e riscosse grandissimo successo.

Il fascino della Creatura del signor Frankenstein

“Frankenstein” di Mary Shelley è stato amato dal pubblico nonostante (o forse proprio perché) fosse spaventoso, per diverse ragioni profonde che vanno oltre a ciò che è la semplice paura:

Uno degli aspetti più affascinanti è l’umanizzazione della creatura spaventosa. La creatura di Frankenstein è molto più comune di quanto immaginiamo, tant’è che proviamo una forte empatia con il personaggio, tale da far passare il secondo piano il suo aspetto “mostruoso”. Un ulteriore tema è quello dell’idea rivoluzionaria di creare la vita in laboratorio, assurdo per gli anni che correvano, rivelato poi realistico per gli anni che corrono attualmente. Il pubblico ama essere spaventato in un contesto sicuro, come accade nei racconti gotici e nei film horror. “Frankenstein” combina il brivido del terrore con una narrazione profonda e filosofica, rendendo la paura qualcosa di coinvolgente e appassionante, attraversando temi come: la solitudine, l’abbandono, i cambiamenti e il rifiuto, piuttosto sentiti dal pubblico intergenerazionale.

La narrazione fantascientifica come strumento pedagogico

Il genere fantascientifico nasce ufficialmente con Frankenstein di Mary Shelley nel 1818. Successivamente ripreso da Herbert George Wells e Jules Verne, il genere fantascientifico divenne uno dei principali metodi di narrazione dell’epoca.

Questo genere, precursore del distopico, esplora il progresso tecnologico e le sue implicazioni sulla società. Emerge in un periodo di grandi rivoluzioni scientifiche, industriali e filosofiche, offrendo un nuovo modo di raccontare il rapporto tra l’uomo e il futuro. La fantascienza, infatti, stimola a esplorare concetti nuovi, improntati sulla scienza e la tecnologia, aggiungendo a queste ultime un pizzico di fantasia con il quale immaginare il mondo. Nello scenario narrativo vengono introdotte: Nuove strutture narrative, espresse in scenari distopici, viaggi nel tempo, ucronie, etc.. Personaggi innovativi : esseri artificiali, alieni, esseri post-umani, creature spaventose generate dai possibili cambiamenti futuri. Conflitti inediti : uomo vs. macchina, natura vs. progresso, libertà vs. controllo.

“Ero animato dal desiderio quasi folle

di infondere la vita in un corpo inanimato”.

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