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Mandragora o Mandragola: una pianta che ha racchiuso magia e leggende nel corso della storia

Mandragora o Mandragola: una pianta che ha racchiuso magia e leggende nel corso della storia

Una pianta abbastanza peculiare, che ha da sempre destato il fascino comune per le sue proprietà magiche e non solo.

Botanicamente parlando ha delle caratteristiche che effettivamente rendono questa pianta estremamente affascinante e ricca di particolarità, ma anche molto pericolosa.

Cos’è la Mandragola?

La Mandragora o Mandragola, è una pianta che rientra nella famiglia delle Solanaceae e geograficamente si localizza soprattutto nelle regioni mediterranee. Ha acquisito il suo successo soprattutto nell’antichità per le sue doti magiche, ma in realtà, oggi è noto come questa pianta sia altamente tossica e nella maggior parte dei casi da evitare, poiché si confonde anche con altre tipologie di piante che invece sono commestibili. Infatti, è capitato che diverse persone siano morte a causa dell’ingestione di questa pianta poiché è stata scambiata per lattuga o spinaci. La radice della mandragola ha una biforcazione che le conferisce una forma antropomorfa e può raggiungere dimensioni notevoli, fino a circa sessanta centimetri.

La tossicità della Mandragora e come agisce sulla fisiologia umana

La parte effettivamente tossica della pianta sono le radici, le foglie, i fiori e i frutti. Le principali sostanze attive nella Mandragola, ossia quelle che le conferiscono le sue caratteristiche tossiche sono composti chimici detti alcaloidi tropanici. Come, ad esempio, l’atropina, che hanno effetti allucinogeni, ma anche velenosi se in eccessive quantità. Questi alcaloidi agiscono sui recettori per l’acetilcolina (un neurotrasmettitore) producendo effetti nocivi sia al sistema nervoso, ma anche a quello cardiovascolare e gastrointestinale. Questi alcaloidi tropanici bloccano tali recettori per l’acetilcolina andando ad impedire il normale lavoro fisiologico di questo neurotrasmettitore. Infatti, i sintomi di avvelenamento da Mandragora sono variegati e vanno dalla sonnolenza, alla tachicardia, fino a confusione mentale, coma e nei casi più estremi morte. Per fortuna è stato trovato anche un antidoto per questo tipo di avvelenamenti, che è la fisostigmina un altro alcaloide vegetale, che permette una aumento dei livelli di acetilcolina, portando al ripristino delle normali condizioni fisiologiche di un individuo.

La Mandragora: tra miti e leggende

Questa pianta da sempre ha destato fascino e stupore nell’immaginario collettivo nel corso della storia. In primo luogo, per la particolare forma antropomorfa della radice, alla quale sono state attribuite potenziali proprietà magiche. Veniva descritta come l’ingrediente principale usato da streghe e stregoni per la preparazione di pozioni dai poteri eccezionali. Si credeva anche che questa pianta combattesse la sterilità e che avesse quindi proprietà afrodisiache. La leggenda che sicuramente conoscono tutti quelli che hanno visto Harry Potter e la camera dei segreti è legata all’urlo o pianto della Mandragola. Tale leggenda dice che la Mandragola una volta estratta dalla terra emette un urlo talmente forte da essere in grado di uccidere un essere umano. Anche nei libri di alchimia medievale si parla spesso di questa pianta come ingrediente fondamentale per diverse pozioni. Da non dimenticare è sicuramente la commedia di Machiavelli dall’omonimo nome, dove si rimarcano le particolari proprietà di questa pianta nel filone della storia.

In generale, questa pianta ancora oggi affascina immensamente le persone, ha delle caratteristiche tanto singolari quanto letali, quindi è bene ricordare quanto sia potenzialmente nociva, ma mettendoci sempre quel pizzico di magia in più.

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