Maltempo e distruzione: l’eterna sconfitta dell’uomo contro la Natura, indifferente anche alla Prima Guerra Mondiale

La Natura è completamente indipendente dagli uomini: neanche la guerra la ferma, come osserva Isaac Rosenberg

grayscale photography of soldiers

In questi ultimi giorni la Toscana è stata bersaglio del maltempo, che ha causato molti danni e feriti. Questa pare essere l’ennesima conferma dell’incontrollabilità della Natura: un essere completamente indifferente alle vicende umane, anche a quelle più drammatiche come la Prima Guerra Mondiale.

 

Maltempo in Toscana, tra mareggiate e trombe d’aria

La Toscana ha avuto dei giorni difficili, vedendosi sfortunato bersaglio del maltempo che sta perseguitando l’Italia. Tra il 25 e il 26 settembre una tromba d’aria ha infatti seminato il caos a Rosignano e Piombino, mentre nella zona di Grosseto un nubifragio ha causato una frana di fango e sassi. I fortissimi venti hanno causato danni ad appartamenti e ristoranti, oltre alla caduta di diversi alberi che hanno travolto delle persone.

Si riportano quattro feriti a Rosignano: i due più gravi si trovavano in un circolo di tennis spazzato via dalla potenza del vento. A Piombino una donna ha dovuto subire una amputazione parziale del braccio sinistro. Con il marito (quasi illeso), è stata travolta da un grosso pioppo mentre viaggiavano in macchina. Uno stabilimento sulla costa livornese ha subito più danni che durante la mareggiata del ’77, come afferma il proprietario.

Mentre si organizzano centri di accoglienza per gli abitanti delle case danneggiate, la Regione sta valutando se richiedere lo stato di calamità.

La Natura non si ferma davanti a nulla
La Natura non si ferma davanti a nulla

 

L’ineluttabilità della Natura

La Natura non si ferma davanti a nulla. Anzi, si dimostra indifferente alle attività umane, facendo tranquillamente il suo corso. I Romantici del 17°/18° secolo lo sapevano bene. Che si occupassero di pittura o di letteratura, gli artisti di questo periodo avevano compreso il potere incontrollabile della Natura. Non perdevano infatti occasione di raffigurarla nel suoi momenti ”peggiori”: un mare in tempesta, una coltre di spesse nubi, un vulcano in eruzione. Essi avevano compreso quanto l’uomo fosse piccolo e indifeso di fronte a una tale potenza, che poteva solo rispettare e temere.

Oltre a questa riflessione, è giusto aggiungere un’altra caratteristica della Natura: incontrollabile sì, ma anche ineluttabile. Non è infatti possibile mettere un freno al continuo avanzare dei giorni, o ai ritmi che questi hanno. La mattina, qualsiasi cosa succeda nel mondo, l’allodola canterà. Di sera, si farà sentire il gufo. Poco importa a questi animali delle routine degli umani o delle loro decisioni. La Natura continuerà, indifferente e superiore, ricordando forse anche per questo all’uomo quanto siano inutili delle sue prese di posizione.

I Romantici cercavano nella Natura una compagna
I Romantici cercavano nella Natura una compagna

 

Isaac Rosenberg e la Prima Guerra Mondiale

Questa è la situazione che vive Isaac Rosenberg, un celebre war poet inglese deceduto al fronte durante la Prima Guerra Mondiale. Rosenberg scrive ”Returning, we hear the larks”, un componimento di quattro strofe che descrive in modo molto immediato gli orrori della guerra, nonostante non sia mai fatto un diretto riferimento ad essi. I soldati esausti si trascinano nello scuro della notte, ben consci delle ”sinistre minacce” che li circondano. Prigionieri del loro terrore e sofferenza, improvvisamente si rianimano al suono del canto di un’allodola.

I loro visi si rivolgono al cielo, gioiosi. Il verso di quell’uccello ricorda loro che il mondo che conoscevano è ancora lì che li circonda. Di colpo si rendono conto che non esiste solo la guerra, ma che dal cielo possono piovere anche splendide note e non solo proiettili. La Natura, indifferente all’orrore del conflitto, continua ad esistere. Le allodole, nonostante gli uomini abbiano messo in pausa le loro vite (David Jones, altro autore della Prima Guerra Mondiale, racconta l’esperienza della guerra come una parantesi nelle vite degli uomini, momentaneamente ”stoppate” e intrappolate in un continuum tra non esistenza e futuro), non si fermano a guardare. Esse continuano ad essere e a vivere.

Sebbene non si abbia qui una rappresentazione della Natura come malvagia e crudele (anzi, è qui l’uomo a meritare questi due aggettivi), anche ”Returning, we hear the larks” pare mandare un messaggio non lontano da quello dei Romantici. La Natura non solo è incontrollabile, ma anche immutabile. Sicuramente è possibile influenzarla e modificarla (basti pensare a tutti i problemi climatici attuali), ma nel momento in cui questa decide di fare effettivamente qualcosa, non sta all’uomo fermarla. Rosenberg poi coniuga questo messaggio insieme a quello della guerra, anch’essa una presenza che, quando viene iniziata, è davvero difficile da fermare. Ma è comunque interessante notare come anche in un war poem questa concezione di Natura eterna ritorni. D’altronde, se questa non si ferma neanche di fronte alla guerra, perché dovrebbe farlo davanti ad un normale weekend di fine settembre?

Una allodola, qui usata come simbolo dell'eterna continuità della Natura
Una allodola, qui usata come simbolo dell’eterna continuità della Natura

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