Malazan: la diversità in Aristotele come ponte di connessione tra individui

Dei,semi-dei,storici,guerrieri,prostitute,schiavi,pazzi e politici.Nella saga di Steven Erikson,i personaggi sono molteplici.Vasti come il cielo, profondi come l’oceano, sembrano voler saggiare ogni sfumatura e confine dell’animo umano.

Attraverso l’analisi della saga di Steven Erikson,si comprenderà come la pluralità umana possa cambiare il mondo, collegandola al concetto di politica per Aristotele.

Malazan: il manifesto della diversità, motore del mondo

In questa saga fantasy, scritta da Steven Erikson, la diversità, insita in ognuno di noi, sembra assumere un’importanza fondamentale.Grazie ad essa, ogni essere perseguirà un obbiettivo diverso, creando così una vasta scia di cause-effetto destinate, anche se nel piccolo, a cambiare il mondo.Così, attraverso questo filo conduttore, nei libri (i principali sono dieci)si dipanerà una storia densa di personaggi straordinariamente diversificati tra loro, ognuno con uno scopo narrativamente ben preciso, e con una caratterizzazione fisica e psicologica attua a porre l’accento sull’unicità di ogni personaggio, che sia un dio o un semplice mercante.

Anomander Rake, un personaggio della saga

la diversità per Aristotele: il pluralismo soggettivo e intersoggettivo

Da cosa deriva questa diversità, tipica di ogni essere umano?Per Aristotele, è causata da un nostro dualismo interno.Ovvero, uno scontro tra la parte razionale e la parte appetitiva dell’uomo.Quest’ultima rappresenta la parte più istintiva e animalesca in noi stessi, mentre la parte razionale, come si evince dal nome, rispecchia il lato umano prettamente logico e intellettivo.Questo pluralismo interno, sembra fare da preludio ad un pluralismo molto più vasto.Infatti, in ognuno di noi, quest’agguerrita battaglia tra i nostri desideri più istintivi e la nostra capacità razionale si concluderà dando luogo, sempre, ad un esito diverso, plasmando così un soggetto unico, pronto a cambiare, con le sue scelte, l’ambiente circostante.

Malazan: come un uomo può cambiare il mondo

Nei libri, la diversità sembra essere un filo invisibile che collega tutti i personaggi.Ognuno è unico, e tuttavia parte di un progetto più ampio, essendo un frammento singolo, ma collegato al tutto, come i diversi fili intessuti da un ragno.Così, attraverso una storia non lineare, si dipaneranno tantissimi personaggi.Ognuno, anche se nel suo piccolo, destinato a cambiare il mondo.Gli esempi sono molteplici e unici nel loro genere.Vi sono personaggi in cui la parte appetitiva sembra avere preso il sopravvento, riducendo l’individuo ad un essere istintivo e animalesco.Esempi salienti sono i Diver’s, persone capaci di trasformarsi in branchi di animali, perdendo così la ragione e l’intelletto, in favore di un istinto animale freddo e spietato.Oppure, vi sono anche personaggi la cui parte razionale ha preso completamente il sopravvento, come Ben lo svelto: un mago la cui intelligenza sovrumana ha permesso di salvare il mondo svariate volte, arrivando addirittura ad ingannare un dio, per riuscire nell’intento.

Ben lo svelto

la politica per Aristotele,ponte di connessione tra individui

Se la diversità, messaggera del pluralismo, sembra risiedere in ogni individuo, vi sono ugualmente delle catene che la tengono a freno, richiudendola in dei sotto-insiemi, capaci di fornire un ordine a questo caos di personalità.Come possono essere creati e determinati, questi sotto-insiemi?Per Aristotele, l’uomo è un essere si razionale, ma anche politico.La politica infatti, concede all’uomo di incatenare la sua pluralità a delle leggi, edificate per permettere una cooperazione solida tra individui, limitando così il loro campo d’azione a degli obbiettivi e mezzi  universalmente riconosciuti.Tuttavia, se la politica non viene utilizzata a dovere, potrebbe invece favorire lo scontro tra individui, creando così una società collegata più alla nostra parte appetitiva, e non a quella razionale.Esempio evidente, contenuto nella saga letteraria, è quello riguardante il personaggio di Karsa Orlong.Fin da quando viene presentato al lettore, si evince come possieda una grande intelligenza, incatenata però alla sua barbarica cultura, ovvero alla politica erronea della sua comunità.Infatti,la sua società è basata sulla legge del più forte.La parte appetitiva domina l’uomo, a causa della violenza istintiva e della cattiveria favorita dalla sua comunità.Così,incatenato ad una società per cui la bontà e la razionalità non contano, Karsa si trova obbligato a sviluppare la sua parte più animalesca, diventando così un feroce guerriero, dedito alla razzia e alle barbarie.

In definitiva, se il pluralismo umano è il motore del mondo, la politica è ciò che ricollega gli individui, favorendo, se utilizzata a dovere, il loro sviluppo razionale e positivo.

Karsa Orlong

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