Dal gigante “Cambroraster falcatus” al piccolo crostaceo: l’evoluzione vista non solo come teoria scientifica

L’evoluzione è un lento processo repentino ed inarrestabile. Tale fenomeno permette a tutte le specie di esseri viventi di adattarsi alle continue modifiche della natura, consente di rimanere al passo con essa. Tuttavia le creature che non riescono ad evolversi si estinguono, è il caso del “Cambroraster falcatus”.

(Esemplare fossile di Cambroraster falcatus)

Questo gigantesco crostaceo, ormai oggi estinto, popolava i mari della costa americana circa 500 milioni di anni fa. Gli studi dei paleontologi della Royale Ontario Museum e dell’ Universitá di Toronto hanno riportato alla luce il fossile di questa gigantesca creatura. Oggi il Cambroraster falcatus, come del resto il mostruoso Megalodon, non esistono più. Si sono quindi estinti? Quest’affermazione è corretta solo parzialmente. Sarebbe più appropriato dire che si sono “EVOLUTI”.

Cambroraster falcatus

L’EVOLUZIONISMO COME PENSIERO FILOSOFICO.

Parlando di evoluzione, è doveroso citare Darwin, il padre dell’evoluzionismo. Darwin fu il primo a teorizzare tale pensiero. Grazie a suoi numerosissimi studi, svolti viaggiando per il mondo, riuscì, per primo, a capire la legge del “muori o ti adatti”. Il Darwinismo viene completamente costruito sul concetto di “selezione naturale”. Le risorse non possono rispondere al fabbisogno di tutti, si scatena quindi una lotta per la sopravvivenza. I migliori vincono e riescono a trasmettere i loro geni alla prole. Solo gli individui migliori di una comunità riescono a riprodursi e a permettere la continuità della specie. In questo modo i geni migliori dei singoli elementi continuano a sopravvivere e a diffondersi di generazione, creando soggetti sempre “più perfetti” dei precedenti. Sicuramente la visione offerta da Darwin é cinica e spregiudicata, però è in perfetta sintonia con le leggi naturali, e, in alcuni casi, lo è stata per le società umane ancestrali. Basti pensare alla Sparta greca: i bambini ritenuti troppo fragili e deboli venivano gettati dal Monte Taigeto. Non è forse questo un esempio di selezione? Certo, forse non naturale, ma sicuramente l’obiettivo era quello di preservare la comunità. Tuttavia questa decisione di “scremare” in maniera così intensa la comunità fu proprio la rovina di Sparta. I princípi di Darwin vengono ancora oggi messi in pratica dagli allevatori, per esempio. La tecnica della selezione artificiale prevede l’accoppiamento di mucche che producono grandi quantità di latte al fine di ottenere individui che riescano a produrne sempre di più.

Monte Taigeto, rupe da cui i Lacedemoni gettavano i bambini

 

L’EVOLUZIONISMO COME MATERIA SCIENTIFICA

Oggi, grazie a Lamark e Darwin, l’evoluzione è una delle tematiche più discusse e dibattute dalla comunità scientifica. Prendiamo come esempio il Megalodonte o lo stesso Cambroraster falcatus. Oggi queste creature vengono considerate estinte. Ed effettivamente è vero…non esistono più squali giganti quanto una nave da crociera o granchioni grossi come una chiatta. Però sia squali che crostacei oggi non sono scomparsi, non si sono estinti. La risposta… eh sì …sempre l’evoluzione. Questi animali hanno ridotto le loro dimensioni, si sono quindi ADATTATI ai cambiamenti climatici, ambientali e fisiologici. Un altro esempio di adattamento evolutivo è costituito dagli animali appartenenti alla famiglia dei “pinnipedi”, ovvero: foche, otarie e leoni marini. Questi mammiferi, in origine terrestri, si sono abitutati ad uno stile di vita completamente acquatico. Le loro zampe si sono trasformate in pinne, i polmoni hanno raggiunto una notevole capacità di contenimento dell’aria ed il loro corpo è stato modellato per facilitare il movimento in acqua. Un discorso contrario va, invece, fatto per i dinosauri, i quali, non essendo stati in grado di rimanere al passo con i mutamenti climatici, si sono estinti. Sicuramente, analizzando gli animali che vivevano nel Giurassico e quelli dei nostri giorni, notiamo che la più grande differenza sta nelle dimensioni. Gli animali più piccoli diventavano più “competitivi” rispetto a quelli più grossi, che in un lungo tempo sono scomparsi o sono mutati. Per fare un esempio, l’unico animale che si avvicina alle misure dei dinosauri é la balenottera azzurra, che viene comunque considerata come lo stadio evoluto di alcuni mostri preistorici.

(Evoluzione del collo della giraffa)

 

L’EVOLUZIONISMO COME SOSTEGNO PER LE TESI RAZZISTE

Gli studi di Darwin vennero ben presto applicati, non solo al mondo animale, ma anche alla societá, si parla quindi di “darwinismo sociale”. Tuttavia queste scoperte scientifiche vengono corrotte e strumentalizzate per argomentare le tesi  del nazionalismo. Gli europei se ne approfittano e sfruttano le ipotesi di Darwin per giustificare la loro “superiorità” sugli altri popoli. Coloro che fecero “abuso” delle teorie darwiniste furono gli schiavisti, che le videro come un mezzo per tutelare il loro losco lavoro. Darwin, dal canto suo, cercó di difendere le sue idee da questa cinica e subdola strumentalizzazione. Egli, durante il suo viaggio durato sette anni, nel momento in cui a bordo dell’imbarcazione “Beagle” lascia il Brasile dirà: “Ringrazio Dio di non dover più visitare un paese schiavista…”, descrivendo le atrocità inflitte agli schiavi nere. Tuttavia, nonostante fosse contrario alla schiavitù (prendendo le parti degli stati del Nord durante la guerra di secessione americana), egli ritiene che le popolazione indigene siano la “cerniera” tra le società ancestrali e gli uomini attuali. Purtroppo, anche Darwin, seppur si schieri contro la schiavitù, non condanna il concetto di “razza umana”. Non dobbiamo dimenticarci che, facciamo tutti parte della medesima razza, l’unica cosa che cambia è l’etnia.

Matteo Dell’ Acqua

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