Maladaptive daydreaming: i Simpson ci  spiegano perchè restiamo intrappolati nei sogni ad occhi aperti

È possibile rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere? C’è un disturbo che ha proprio queste caratteristiche, il maladaptive daydreaming

 

Sogni ad occhi parti così vividi da sembrare reali. Il mondo reale appare noioso e sterile. Capiamo insieme cos’è il maladaptive daydreaming e dove l’abbiamo già incontrato

Maladaptive daydreaming

Il maladaptive daydreaming è un disturbo da fantasia compulsiva, in italiano è noto come “Sogni ad occhi aperti disadattivi”. Chi ne soffre è completamente assorbito dal proprio mondo immaginario, trascurando le normali attività della “vita reale”. Il sogno ad occhi aperti è un ‘esperienza che provano tutti nella vita, anche tutti i giorni, ma come in tutte le esperienze umane, si può passare dal normale al patologico. Ad esempio, lavarsi spesso le mani è un comportamento perfettamente normale (soprattutto in questo periodo). Lavarsi le mani 50 volte al giorno invece è patologico. Bere un bicchiere di vino ogni tanto è normale, berne 12 in una sera è una dipendenza. Alcuni individui, infatti, sperimentano un’esperienza di sogno ad occhi aperti talmente vivida e gratificante da ripeterla fino a mutarla in una vera e propria dipendenza. Non bisogna confondere i sogni ad occhi aperti con le psicosi, tipiche dei soggetti schizofrenici. Infatti, i soggetti con maladptive daydreaming sono consapevoli che i sogni ad occhi aperti sono frutto della loro fantasia, pur non volendo tornare nel “mondo reale” sono capaci di riconoscerlo. Ciò non accade nelle psicosi, dove il soggetto non è capace di differenziare la realtà dalla fantasia.

Eli Somer, ricercatore del maladaptive daydreaming

Il maladaptive daydreaming è un disturbo che viene studiato da poco tempo, infatti non è presente in nessun DSM. Uno dei principali ricercatori di questo disturbo è Eli Somer, colui che ha coniato il termine “Maladaptive daydreaming”, definendolo come “Un’ampia attività di fantasia che sostituisce l’interazione umana e/o interferisce con il funzionamento accademico, interpersonale o professionale”. Il sintomo principale del maladaptive daydreaming è il creare dei sogni ad occhi aperti con delle caratteristiche molto simili a storie, con trame, personaggi e paesaggi irreali. È stato ipotizzato che le fonti dei media, tra i quali film e videogiochi, siano le principali influenze per i sognatori ad occhi aperti, per questo le loro fantasie vengono modellate come film o romanzi.

I Simpson e il Maladaptive Daydreaming

C’è una puntata dei Simpson “Lisa la regina delle sceneggiate” (Stagione 20 Episodio 9) in cui Lisa incontra una bambina in un centro ricreativo. La bambina, Juliet, dimostra sin da subito di avere una grande immaginazione. Nel corso della puntata Lisa e Juliet creano il loro mondo fantastico, “Equalia”, e scrivono delle loro avventure. Ci sono molti elementi che dimostrano come Juliet soffra di maladaptive daydreaming: Juliet scappa verso Equalia appena aver litigato con suo padre, considerando il suo mondo fantastico come una vera e propria fuga dalla realtà. Inoltre, c’è l’elemento narrativo, ossia scrivere delle proprie fantasie come in un romanzo. Verso la fine della puntata, Lisa è in grado di riconoscere la dipendenza dai sogni ad occhi aperti, per questo decide di porre fine alla sua amicizia con Juliet, dichiarando di voler “vivere nel mondo reale”. Juliet, invece, è decisa nel voler continuare con le sue fantasie. Infatti, la sua ultima battuta è proprio “Il mondo reale è per le persone che non riescono a immaginare niente di meglio”.

 

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