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Macron ed Erdogan: quando le parole di un leader diventano pericolose?

La tensione tra Francia e Turchia è sempre di più. Erdogan continua a farsi portavoce dell’intera comunità islamica soffiando su una brace già ardente

Giovedì 30 ottobre si è consumata l’ennesima tragedia per la Francia, in particolare ad Avignone, Nizza e all’ambasciata di Gedda dove è stata ferita una guardia di sicurezza del consolato. Le politica di Macron che prevede per dicembre di presentare un testo di legge contro il “separatismo islamico” non è vista di buon occhio da Erdogan che ormai da mesi porta avanti una guerra economica verso la Francia

La situazione attuale dal 2015 a oggi

Dal 7 gennaio 2015, giorno dell’attacco a Charlie Hebdo, la Francia vive nella paura degli attacchi terroristici. Il presidente Macron fin da subito ha chiarito la propria posizione rispetto a questi vili attacchi ai civili. Dopo le ulteriori stragi che si sono susseguite negli anni, per l’ultima volta si è espresso ai funerali dell’insegnante Samuel Paty. ″La Francia è impegnata in una lotta esistenziale contro il “terrorismo islamista” ha dichiarato il premier, definendo l’islam “una religione in crisi” perché non in grado di distaccarsi nettamente dagli attacchi terroristici. Il presidente Macron ha preparato un piano in cinque punti, denominato “i cinque pilastri”, contro la diffusione dell’Islam estremista in Francia. L’abbinamento islam-terrorismo ha suscitato molto dissenso nel mondo musulmano sfociando in un boicottaggio dei prodotti francesi.  Dura è stata anche la reazione del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan che come tutti sanno si proclama protettore della “umma”, termine islamico per definire la comunità.

La reazione Musulmana: Erdogan e l’imam di al-Azhar

La condanna alle dichiarazioni di Macron è arrivata anche da parte dell’imam di al-Azhar, la famosa moschea del Cairo, uno dei più prestigiosi centri universitari di studi teologici giuridici dell’Islam sunnita. Il 24 ottobre il presidente turco Erdoğan ha reagito con espressioni durissime alle parole del francese, dicendo che Macron necessitava di “cure mentali” per le sue opinioni sull’islam accostato al terrorismo e sulla libertà di espressione. Le merci francesi sono state rimosse dagli scaffali dei supermercati in Qatar e Kuwait. In Siria e in Libia, diversi manifestanti hanno bruciato le bandiere della Francia e manifesti con l’immagine di Macron. Il presidente turco ha anche aggiunto che gli islamici in Europa sarebbero sotto l’attacco di una campagna di linciaggio e continua: “Siete in senso pieno dei fascisti. Siete in senso pieno gli anelli della catena del nazismo”

L’Idealismo e il Materialismo: la chiave di lettura di Karl Marx

In questo scenario abbiamo sentito i due presidenti confrontarsi su idee e posizioni che difendano moralmente le rispettive popolazioni cercando di far passare gli avvenimenti come lotte ideologiche tra due differenti scuole di pensiero, ma come ci insegna Marx quasi mai l’ideologia è il primo pensiero nelle manovre politiche. Infatti dietro a questo peggioramento dei rapporti tra i due paesi ci sono certamente anche interessi geopolitici ed economici, che soffiano sulle braci già incandescenti delle cellule terroristiche. La Francia ha condannato le operazioni militari turche contro i combattenti curdi, ha bloccato le trattative per l’ammissione della Turchia in Europa, ha inviato navi e aerei da combattimento contro la marina Turca al largo di Cipro, per difendere le operazioni di ricerca petrolifera da parte di società multinazionali , fatte oggetto di ritorsioni da Erdogan.. Come sempre sono gli interessi economici che muovono il mondo, ma nel 2020 c’è ancora spazio per presidenti che sognano l’Europa volendo, allo stesso tempo, essere protettori di una religione?

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