L’Urlo è stato dipinto da Edvard Munch, esistono tre versioni del quadro, una del 1893, una del 1895 e l’ultima del 1910. Il quadro è molto suggestivo e sullo sfondo possiamo chiaramente vedere un cielo rosso sangue. Si ritiene che il rosso dello sfondo faccia riferimento all’eruzione del Karakatoa, nel 1883.

L’Urlo

Le tre versioni dell’Urlo di Munch

Il quadro rappresenta un uomo che urla, lungo un sentiero in salita sulla collina di Ekeberg, sopra Oslo, dietro all’uomo si intravedono due figure. Sullo sfondo possiamo vedere un cielo rosso, infuocato, ed un mare nero. L’uomo che urla è il protagonista del quadro, si comprime il viso con le mani ed ha la bocca spalancata, ciò trasmette il dramma della scena e il terrore dell’uomo. L’uomo è lo stesso Munch. È lo stesso Munch, in una pagina di diario a spiegarci il significato del quadro ‘Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto a una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… E sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura’. Molto probabilmente il paesaggio descritto è quello successivo all’eruzione del Karakatoa, avvenuta nel 1883. L’eruzione fu così devastante che anche dalla parte opposta del mondo si sono potuti osservare gli effetti, il colore del cielo divenne più rosso. Invece i due amici sono identificati come Christian Krohg e Frits Thaulow. Questa non è l’unica teoria, nessuna delle teorie è certa.

L’eruzione del 1883

L’eruzione del Karakatoa (questa è del 1980).

Il Karakatoa è un vulcano indonesiano che fino al 1883 si trovava su un’isola omonima. Durante il corso del 1883 il vulcano ha dato spettacolo di una delle più devastanti eruzioni della storia. Infatti dopo due secoli di quiescenza (periodo in cui non avvengono eruzioni), ha eruttato nuovamente. Il tutto è iniziato qualche anno prima con forti terremoti e poi culminato nel 1883 con l’eruzione. L’eruzione è classificata come 6 nella scala EVI (indice di esplosività vulcanica, va da 0 a 8), che corrisponde a 200 megatoni (ovvero la potenza di 200 milioni di TNT). Durante l’eruzione sono fuoriusciti 21 km3 di roccia, cenere e pomici. Il boato è stato tra i più forti mai registrati ed è stato udito sia ad Alice Springs, in Australia che fino a Rodrigues, nelle isole Mauritius. La potenza del vulcano ha dato origine ad uno tsunami che ha causato la morte di ben 36.000 persone e migliaia di feriti. L’evento distrusse i 2/3 dell’isola, solo durante le successive eruzioni si è formata una nuova isola, chiamata Anak Karakatoa (figlio di Karakatoa). Le conseguenze di questa eruzioni furono a livello mondiale, infatti le particelle rilasciate nell’aria resero i tramonti di un colore rosso sangue, come quello nell’Urlo di Munch. Persino il clima fu influenzato, la temperatura media terrestre si abbassò. Ma le ceneri emesse diedero origine a un effetto ancor più eclatante, per anni la Luna ha assunto un colore bluastro.

Eruzioni Karakotiane

Esempio di eruzione Karakotiana

Le eruzioni Karakotiane hanno uno stile eruttivo molto simile a quelle Pliniane, ma più esplosive. Queste eruzioni sono tipiche dei ‘vulcani grigi’ (quelli che eruttano principalmente lave andesitiche). La lava emessa è molto viscosa e si accumula sulla sommità del vulcano, impedendo ai gas di uscire. Questo provoca un aumento della pressione interna, che a un certo punto aumenta talmente tanto che fa esplodere parte del vulcano. Durante l’esplosione si crea una ‘colonna eruttiva’, formata da ceneri, lapilli e gas, che arriva ad un’altezza di decine di km. Finita la spinta dei gas, le ceneri ed i lapilli cadono a terra, formando colate piroclastiche, devastanti per le zone intorno al vulcano. In base alla quantità di ceneri che rimangono in sospensione nell’atmosfera, possono esserci ripercussioni sul clima mondiale durante gli anni successivi.

Laura Messina

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