L’articolo contiene spoiler (Il vantaggio di Sonnie). Come può Sonnie essere riuscita a vincere così tanti incontri? Perché la paura tifa fuori la parte più forte di noi?

La serie Love, Death & Robots (LD+R) è una nuova serie antologica da poco uscita su Netflix. Creata da Tim Miller e prodotta da David Fimcher è composta da 18 corti animati, differenti tra di loro per lo stile e per la durata (dai 6 ai 17 minuti). Il tono è a tratti leggero e a tratti spaventoso, ma permette sia di ridere che di riflettere. Uno degli episodi che più colpiscono è “Il vantaggio di Sonnie”. Viene narrata la storia di Sonnie, una ragazza che si trova a dover affrontare dei combattimenti clandestini arrivando a 17 vittorie consecutive. Questi ultimi si attuano controllando delle bestie, che si sfidano tra di loro in un duello all’ultimo sangue. Sonnie tuttavia è unica. Unica donna a capo di una bestia, non combatte né per fama né per soldi: compatte per aver salva la vita. Infatti in precedenza è stata violentemente stuprata e picchiata, rimanendo vittima di quella feroce violenza. Così quando i suoi due amici l’hanno ritrovata col cranio sfondato sono riusciti a salvarla spostando la sua essenza nella bestia .Sono dunque la paura e la morte ad essere i suoi punti di forza. Particolarmente forte è la frase con cui si conclude l’episodio “e adesso hai paura?
Sonnie
Questo fenomeno può essere spiegato tramite la teoria freudiana delle pulsioni di vita e morte (Eros e Thanatos). L’Eros indica una tendenza all’aggregazione che agisce a livello biologico e psichico. Una forza che ci spinge all‘azione, verso la vita.  Nel suo percorso di ricerca Eros è l’erede della libido, un’energia psichica legata alla pulsione sessuale. Per semplificare, possiamo dire che per qualche tempo Freud ha immaginato una contrapposizione tra la pulsione verso il piacere e il principio di realtà dell’Io, ossia tra una tendenza a soddisfare immediatamente i bisogni della libido e una tendenza a procrastinarli e adattarli al mondo reale. A un certo punto, però, Freud giunge alla conclusione che la vita psichica e i comportamenti si dimostrano irriducibili alla sola libido e al principio di realtà. Anzi, il principio di realtà sembra nascere dalla stessa libido. Freud mantiene un’impostazione dualista: ma al contrasto tra il principio del piacere e il principio di realtà sovrappone una nuova contrapposizione, quella tra gli istinti di vita e gli istinti di morte, che oltre a livello psichico sembrano appartenere alla materia vivente, che spingono verso uno stato di quiete e una condizione inorganica. Si giunge così a un conflitto tra l pulsione dell’autorealizzazione di sé (Eros)  e una tensione (auto)distruttiva (Thanatos).

 

Julia Trifiletti

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